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LE DONNE NELLA STORIA: CALAMITY JANE 

LE DONNE NELLA STORIA: CALAMITY JANE 

La prima donna pistolero della storia

Nata a Princeton nel Missouri nel 1852 è registrata in anagrafe come Martha Jane Canary. È la prima di sei figli di Robert, con problemi di alcolismo e gioco d’azzardo, e Charlotte. Nel 1865, la famiglia decide di partire in cerca di fortuna verso il Montana per tentare la sorte come cercatori d’oro ma Charlotte muore durante il viaggio, durato cinque mesi, e Robert decide di proseguire fino allo Utah e ricominciare a coltivare la terra. Qui nell’estate del 1866 mette su una fattoria ma non dura molto perché l’anno dopo muore. Martha deve farsi carico dei 5 fratelli e pensa che la cosa migliore sia spostarsi ancora. Destinazione Wyoming, dove giunge nel maggio del 1868.

A Piedmont, dove si stabilisce, Martha si dà da fare accettando ogni tipo di lavoro. Dalla lavapiatti, all’infermiera e la capo mandria. Sin da piccola ha imparato sia a cavalcare che a cacciare e lascia chiunque a bocca aperta quando si mette alla prova in mezzo agli uomini, tanto che di lì a poco diventa scout a Fort Laramie e prende parte ai conflitti contro i nativi americani.

È il 1874 quando comincia ufficialmente la sua vita avventurosa sulle Grandi Pianure ed è lei stessa a raccontarla, forse esagerando o addirittura inventando alcuni particolari per costruire a posteriori la sua leggenda. Nella sua autobiografia, che anni dopo si sarebbe portata dietro ovunque vendendola per pochi spicci, ricorda di aver nuotato nel fiume Platte e cavalcato bagnata per 90 miglia per consegnare un dispaccio.

Nel corso di questi anni che spunta il soprannome con cui sarà conosciuta da allora in avanti. Glielo dà il capitano della sua compagnia salvato da Jane durante un’imboscata, quando torna indietro per afferrarlo mentre cade da cavallo e portarlo in salvo: “ti chiamerò Calamity Jane, l’eroina delle pianure”, le dice appena si riprende.

Altri sostengono che il soprannome derivi dal fatto che chi osava corteggiarla doveva aver paura della sua reazione. Di sicuro è già famosa con questo nome quando nel 1876 il giornale di Deadwood, in South Dakota, annuncia che “Calamity Jane è arrivata”!

Calamity nel luglio dello stesso anno incontra Wild Bill Hickok, lui è già una leggenda del West ma Jane lo segue a ruota diventando altrettanto famosa. Si dice che i due si siano innamorati ma non è mai stato provato. D’altronde lui tira le cuoia solo il mese dopo per via di una partita a carte finita male. Un certo Jack McCall gli spara alla nuca freddandolo al tavolo da poker e si dà alla fuga. Jane lo insegue con una mannaia, perché non aveva il tempo di tornare a prendere le pistole, lo cattura e lo fa impiccare.

Jane resta a vivere a Deadwood. Si veste da uomo, beve forte, gioca a carte, sputa a terra, bestemmia, spara, cavalca. E salva diligenze. Come la volta in cui si imbatte in una diligenza inseguita dai nativi americani che hanno colpito a morte il guidatore. Jane la raggiunge, prende le redini e porta in salvo tutti i passeggeri. Nonostante l’aria da dura, testimoniata anche da molte fotografie dell’epoca, nasconde un cuore d’oro. Pare che nel 1878 si sia persino dedicata a curare le vittime di un’epidemia di vaiolo che aveva colpito la zona.

È il 1880 quando Calamity Jane torna a Deadwood sostenendo di avere con sé la figlia; organizza una raccolta fondi per garantirle un’istruzione ma, la sera stessa, si beve tutto il ricavato e fuggendo via. L’anno dopo torna a Miles City in Montana, sul fiume Yellowstone, e vi gestisce un ranch con una locanda. Qui avrebbe sposato un certo Clinton Burke, texano, trasferendosi con lui a Boulder per gestire un’altra locanda.

Neanche questa unione durò a lungo anche se non si fa bene quale fine abbia fatto Clinton. Di sicuro Calamity Jane nel 1895 fa già parte del Wild West Show di Buffalo Bill. Ma il vizio di bere troppo non era riuscita a toglierselo, e come nelle altre occasioni, anche questa volta perderà il lavoro.

Prima però gira gli States esibendosi nei musei Dime dove si tenevano spettacoli popolari a basso prezzo, partecipa alla Pan-American Exposition del 1901, vende la sua autobiografia a chiunque sia disposto ad ascoltare la sua storia e vaga, mai paga d’avventure.

La ritroviamo sulle Black Hills nel 1903 dove la tenutaria di un bordello, Dora DuFran, le offre rifugio e un lavoro. Per alcuni mesi Jane si guadagna da vivere facendo il bucato alle ragazze di Belle Fourche, ma a luglio dello stesso anno salta su un treno per tornare a Deadwood. Del tutto ubriaca, salta la fermata e arriva fino a Terry, un villaggio appena più avanti. La portano all’hotel Calloway e chiamano un medico ma è troppo tardi, muore il primo agosto a causa dell’alcolismo.

Non muore però la sua leggenda. Da allora Calamity Jane è diventata un personaggio presente in romanzi di frontiera, fumetti, film, documentari, serie tv, persino un musical.

Ottavia Luciani

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