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LE DONNE NELLA STORIA Idegarda di Bingen

LE DONNE NELLA STORIA Idegarda di Bingen

Segue dal 21 febbraio 2025

Idegarda di Bingen nata il 28 marzo 1098 morta a Bineg sul Reno 17 settembre 1179 è stata una monaca benedettina, scrittrice, mistica e teologa tedesca.

Venerata come santa dalla Chiesa cattolica nel 2012 è stata dichiarata dottore della Chiesa da papa Benedetto XVI°

Santa Ildegarda, festeggiata dalla Chiesa il 17 settembre, giorno della sua morte, peraltro predetta dalla stessa Ildegarda, secondo la tradizione, a seguito delle sue visioni, come detto ebbe tanti interessi ed è ricordata in diversi campi sempre con spessore delle sue opere molto importante.

Il culto

Nel monastero di Rupertsberg vicino a Bingen nell’Assia, in Germania, santa Ildegarda, vergine, che, esperta di scienze naturali, medicina e di musica, espose e descrisse piamente in alcuni libri le mistiche contemplazioni, di cui aveva avuto esperienza.

Alla morte, Ildegarda fu seppellita nel Mpnastero di Rupertsberg, dove le fu elevato un ricco mausoleo. Quando però nel, durante la guerra dei trent’anni (1632), il monastero fu distrutto e bruciato dagli Svedesi, le monache benedettine portarono via con loro le reliquie nella cappella del priorato di Eibengen, dove ancora oggi si trovano.

Papa Giovanni Paolo II, in una lettera per l’ottocentesimo anniversario della sua morte, salutò in Ildegarda come «Luce del suo popolo e del suo tempo» e la «profetessa della Germania», la donna «… che non esitò a uscire dal monastero per incontrare, intrepida interlocutrice, vescovi, autorità civili, e lo stesso imperatore» e non esitò a fondare monasteri e parlare alle folle.

Il 10 maggio 2012 Papa Benedetto XVI ne estese il culto liturgico alla Chiesa Universale). Il 7 ottobre 2012 lo stesso papa Benedetto XVI proclamò santa Ildegarda di Bingen Dottore della Chiesa universale, unitamente al santo spagnolo Giovanni d’Avila.

Il 25 gennaio 2021 Papa Francesco ne ha istituito la memoria facoltativa per tutta la Chiesa universale, fissandola al 17 settembre.

Dottore della Chiesa

Ildegarda, fatto «allora non molto frequente per una donna», fu autorizzata a parlare in pubblico da Papa Eugenio III e, per volere di Adriano IV e poi di Alessandro III, fu inviata in viaggi apostolici a predicare in piazze e Chiese cattedrali, malgrado le condizioni di salute attribuitele.

Secondo il documento, «il corpus dei suoi scritti, per quantità, qualità e varietà di interessi, non ha paragoni con alcun’altra autrice del Medioevo», comprendendo un ricco epistolario, i due trattati linguistici rispettivamente dal titolo Lingua ignota e le Litterae ignotae, «nei quali compaiono parole in una lingua sconosciuta di sua invenzione, ma composta prevalentemente di fonemi presenti nella lingua tedesca». Esso prosegue con una citazione delle sue parole:

«L’uomo, secondo la cosmologia ildegardiana fondata sulla Bibbia, racchiude tutti gli elementi del mondo, perché l’universo intero si riassume in lui, che è formato della materia stessa della creazione. Perciò egli può in modo consapevole entrare in rapporto con Dio. Ciò accade non per una visione diretta, ma, seguendo la celebre espressione paolina, come in uno specchio L’uomo può giungere perfino a sperimentare Dio. Il rapporto con lui, infatti, non si consuma nella sola sfera della razionalità, ma coinvolge in modo totale la persona. Tutti i sensi esterni e interni dell’uomo sono interessati nell’esperienza di Dio:

Perciò l’attribuzione del titolo di Dottore della Chiesa universale a Ildegarda di Bingen ha un grande significato per il mondo di oggi e una straordinaria importanza per le donne.

In Ildegarda risultano espressi i più nobili valori della femminilità: perciò anche la presenza della donna nella Chiesa e nella società viene illuminata dalla sua figura.» (Benedetto XVI, Lettera Apostolica di proclamazione, 7 ottobre 2012[4])

Nella concezione di una conoscenza che muove dai cinque sensi in direzione della fede in Dio si evidenziarono alcune idee presenti anche nella filosofia scolastica del suo tempo, di cui tuttavia sant’Ildegarda non seguiva il metodo di lettura critica e commento testuale, basandosi unicamente sulle proprie visioni profetiche, sul discernimento spirituale e i carismi ispirati da Dio.

Fine terza parte

luciani.2006@libero.it

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