LE DONNE NELLA STORIA Idegarda di Bingen
Segue dalla prima del 7 febbraio 2025
Idegarda di Bingen nata il 28 marzo 1098 morta a Bineg sul Reno 17 settembre 1179 è stata una monaca benedettina, scrittrice, mistica e teologa tedesca.
Venerata come santa dalla Chiesa cattolica nel 2012 è stata dichiarata dottore della Chiesa da papa Benedetto XVI°
Nel latino classico di Cicerone, viriditas significava «vigore, freschezza, vivacità giovanile». In quanto derivato da viridis, indica il colore verde, e quindi tutto ciò che ad esso è idealmente collegato in termini di crescita vitale, forza e vigore. Non propriamente come neologismo, questa parola fu utilizzata da Ildegarda von Bingen in un’accezione nuova, ad indicare una forma ignota di energia spirituale addensata e ancora inespressa nei germogli di colore verde, sostanziata nel loro colore, e che lei approfondì diffusamente nei suoi scritti attraverso i vari rami del sapere.[
Ildegarda fu l’autrice di una delle prime lingue artificiali di cui si abbiano notizie, la lingua ignota (dal latino “lingua sconosciuta”), da lei utilizzata probabilmente per fini mistici. Essa utilizza un alfabeto di 23 lettere, definite le ignotae litterae. Ildegarda ha parzialmente descritto la lingua in un’opera intitolata Lingua Ignota per hominem simplicem Hildegardem prolata, di cui sono sopravvissuti solo due manoscritti, entrambi risalenti al Duecento: il Riesenkodex e un manoscritto di Berlino. Il testo è un glossario di 1011 parole in lingua ignota, con traslitterazione per la maggior parte in latino e in tedesco medievale; le parole sembrano essere “a priori” neologismi, per lo più nomi con qualche aggettivo. Sotto l’aspetto grammaticale, sembra essere una parziale rilessificazione della lingua latina: infatti la “lingua ignota” è stata ideata tramite l’adattamento di un nuovo vocabolario alla grammatica latina preesistente.
Non è noto se altri, oltre la sua creatrice, abbiano avuto familiarità con essa. Nel XIX secolo alcuni credevano che Ildegarda avesse ideato il suo linguaggio per proporre una lingua universale che unisse tutte le persone (per questo motivo santa Ildegarda è riconosciuta oggi come la patrona degli esperantisti con San Pio X[). Tuttavia oggi è generalmente accettato che la lingua ignota sia stata concepita come un linguaggio segreto, simile alla “musica inaudita” di Ildegarda, della quale ella avrebbe avuto conoscenza per ispirazione divina. Questa lingua, essendo stata ideata nel XII secolo, può essere considerata come una delle più antiche lingue artificiali oggi conosciute.
La sfida all’Imperatore
Monaca “aristocratica”, Ildegarda più volte definì se stessa come «una piuma abbandonata al vento della fiducia di Dio». Fedele peraltro al significato del suo nome, “protettrice delle battaglie”, fece della sua religiosità un’arma per una battaglia da condurre per tutta la vita: scuotere gli animi e le coscienze del suo tempo.
Non ebbe timore di uscire dal monastero per conferire con vescovi e abati, nobili e principi. In contatto epistolare con il monaco cistercense Bernardo di Chiaravalle, sfidò con parole durissime l’imperatore Federico Barbarossa, fino ad allora suo protettore, quando questi oppose due antipapi ad Alessandro III. L’imperatore non si vendicò dell’affronto, ma ruppe il rapporto di amicizia che fino ad allora li aveva legati.
Nel 1169, riuscì in un esorcismo su una tale Sigewize, che aveva fatto ricoverare nel suo monastero, dopo che altri religiosi non erano approdati a nulla: nel rito da lei personalmente condotto, volle però naturalmente la presenza di sette sacerdoti (unici dotati del ministero di esorcizzare).
Fine seconda parte