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LE DONNE NELLA STORIA Maria Montessori

LE DONNE NELLA STORIA Maria Montessori

MARIA MONTESSORI PRIMA DONNA MEDICO MA ANCHE PEDAGOGISTA, FILOSOFA, E ALTRO ANCORA

(seconda parte segue dal 16 ottobre 2020)

Nel1904 consegue la libera docenza in antropologia ed ha l’opportunità di occuparsi dell’organizzazione educativa degli asili infantili. Nel 1907, a San Lorenzo, apre la prima Casa dei Bambini, in cui applica Il metodo della pedagogia scientifica. Dal successo dell’esperimento romano nasce il movimento monterossiano, dal quale nel 1924 avrà origine la scuola magistrale Montessori e l'”opera Nazionale Montessori”, eretta, poi, in Ente Morale e volta alla conoscenza, alla diffusione, all’attuazione e alla tutela del suo metodo. Maria Montessori ne diviene Presidente onoraria. El corso del ventennio fascista, in principio, Maria accetta l’appoggio di Mussolini interessato a risolvere il problema dell’analfabetismo con le Case dei Bambini,

Il metodo montessoriano parte dallo studio dei bambini con problemi psichici, espandendosi allo studio dell’educazione per tutti i bambini. La Montessori stessa sosteneva che il metodo applicato su persone subnormali aveva effetti stimolanti anche se applicato all’educazione di bambini normali. Il suo pensiero identifica il bambino come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali (come l’amore), che l’adulto ha ormai compresso dentro di sé rendendole inattive.

Il principio fondamentale deve essere la libertà dell’allievo, poiché solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina.

Per Maria Montessori la disciplina deriva dal lavoro libero, questa nasce solo quando nel bambino emerge l’interesse autentico, ossia quando egli sceglie il lavoro assecondando il proprio istinto, capace di procurare uno stato di raccoglimento assoluto. Compito dell’insegnante sarà lavorare al mantenimento di questo stato tramite l’educazione al movimento. Secondo Maria Montessori è proprio il movimento a giocare un ruolo centrale, poiché la personalità si forma con il crescere all’unisono di facoltà psichiche e facoltà motorie. E’ quando il bambino impara a muoversi seguendo uno scopo che sia connesso con l’attività psichica che saprà dirigere la propria volontà; solo allora sarà disciplinato. Per questo motivo il lavoro nelle Case dei Bambini è basato sul movimento; entrando in un ambiente costruito a sua misura, con materiali ideati per l’utilizzo autonomo dalla stessa Montessori, il bambino può scegliere la propria attività, seguendo l’istinto, svegliando l’interesse e la concentrazione. Un bambino concentrato non è ancora un bambino disciplinato perché un bambino disciplinato è capace di orientare la propria volontà al raggiungimento di un fine. La volontà si rinforza e si sviluppa con esercizi metodici. L’insegnante aiuterà il bambino in questo processo con attività previste dal metodo chiamate lezioni di silenzio nelle quali egli sperimenterà l’immobilità perfetta, l’attenzione nel percepire il suono del proprio nome pronunciato da lontano, movimenti leggeri coordinati allo scopo di non urtare oggetti. Solamente quando il bambino sarà in grado di orientare la propria volontà ad un fine, saprà obbedire ed essere quindi disciplinato. L’adulto, dice la Montessori, quando richiede la disciplina e l’obbedienza al bambino trascura quasi sempre la volontà di questo, gli propone un modello da imitare: «fai come faccio io!»; oppure un comando diretto: «stai fermo!», «stai zitto!». Bisogna domandarsi: «come può il bambino scegliere di obbedire se ancora non ha sviluppato la volontà?». La risposta è contenuta in questo nodo teorico districato dalla Montessori: dalla libertà alla disciplina.

Montessori sviluppò tutto il suo pensiero pedagogico partendo da una costruttiva critica della psicologia scientifica, corrente di pensiero affermatasi nei primi anni del secolo. L’equivoco di base della psicologia scientifica era da ricercare nella sua illusione di fondo, secondo la quale erano sufficienti una osservazione pura e semplice e una misurazione scientifica per creare una scuola nuova, rinnovata ed efficiente. Il pensiero pedagogico montessoriano riparte dalla pedagogia scientifica. Infatti l’introduzione della scienza nel campo dell’educazione è il primo passo fondamentale per poter costruire un’osservazione obiettiva dell’oggetto. L’oggetto dell’osservazione non è il bambino in sé, ma la scoperta del bambino nella sua spontaneità ed autenticità. Infine, della scuola tradizionale infantile Maria Montessori critica il fatto che, in essa, tutto l’ambiente sia pensato a misura di adulto. In un ambiente così concepito, il bambino non si trova a suo agio e quindi nelle condizioni per poter agire spontaneamente.

Maria Montessori definisce il bambino come un embrione spirituale nel quale lo sviluppo psichico si associa allo sviluppo biologico. Nello sviluppo psichico sono presenti dei periodi sensitivi, definiti nebule, cioè periodi specifici in cui si sviluppano particolari capacità.

Maria Montessori muore a Noordwijk il 6 maggio 1952 ed è sepolta lì.

Le Opere di Maria Montessori

18961909

Sul significato dei cristalli del Leyden nell’asma bronchiale, in Bollettino della Società Lancisana degli Ospedali di Roma, anno XVI, fascicolo I, 1896.

Ricerche batteriologiche sul liquido cefalo rachidiano dei dementi paralitici, in Rivista quindicinale di Psicologia, Psichiatria, Neuropatologia, fascicolo 15, 1º dicembre 1897, pp. 1–13.

Sulle cosiddette allucinazioni antagonistiche, in Policlinico, anno IV, volume IV, fascicolo 2, febbraio 1897, pp. 68–71 e fascicolo 3, marzo 1897, pp. 113–124.

Intervento al Congresso di Torino, in ‘’Atti del Primo Congresso Pedagogico Nazionale Italiano, Torino 8-15 settembre 1898, a cura di G. C. Molineri e G. C Alesio, Stabilimento Tipografico diretto da F. Cadorna, Torino 1899, pp. 122-123.

Miserie sociali e nuovi ritrovati della scienza, in ‘‘Il Risveglio Educativo’‘, anno XV, n. 17, 10 dicembre 1898, pp. 130-132 e n. 18, 17 dicembre 1898, pp. 147-148.

La questione femminile e il Congresso di Londra, in ‘‘L’Italia Femminile’‘, anno I, n. 38, 1º ottobre 1899, pp. 298–299 e n. 39, 8 ottobre 1899, pp. 306–307.

Riassunto delle lezioni di didattica, Roma, Laboratorio Litografico Romano, 1900

Norme per una classificazione dei deficienti in rapporto ai metodi speciali di educazione, in Atti del Comitato Ordinatore del II Congresso Pedagogico Italiano 1899-1901, Napoli, Trani, 1902, pp. 144–167.

L’Antropologia pedagogica, Antonio Vallardi, Milano 1903.

La teoria lombrosiana e l’educazione morale, in ‘‘Rivista d’Italia’‘, anno VI, volume II, 1903, pp. 326-331.

Sui caratteri antropometrici in relazione alle gerarchie intellettuali dei fanciulli nelle scuole, in ‘‘Archivio per l’Antropologia e l’Etnologia’‘, volume XXXIV, fascicolo 2, 1904, pp. 243-300.

Influenze delle condizioni di famiglia sul livello intellettuale degli scolari, in ‘‘Rivista di filosofia e scienze affini’‘, anno VI, volume II, n. 3-4, settembre-ottobre 1904, pp. 234-284.

Caratteri fisici delle giovani donne del Lazio in ‘‘Atti della Società Romana di Antropologia’‘, Società Romana di Antropologia, Roma 1905, volume XII, fascicolo I, pp. 3-83.

L’importanza dell’etnologia regionale nell’antropologia pedagogica, in ‘‘Ricerche di Psichiatria e Nevrologia, Antropologia e Filosofia’‘, Vallardi, Milano 1907, pp. 603-619.

La Casa dei Bambini dell’Istituto Romano dei Beni Stabili (conferenza tenuta il 7 aprile 1907), Bodoni, Roma 1907.

La morale sessuale nell’educazione, in ‘’Atti del I Congresso Nazionale delle donne italiane, Roma 24-30 aprile 1908, Stabilimento Tipografico della Società Editrice Laziale, Roma 1912, pp. 272-281.

Come si insegna a leggere e a scrivere nelle ‘‘Case dei Bambini’‘ di Roma, in ‘‘I Diritti della Scuola’‘, anno IX, n. 34, 31 maggio 1908.

Corso di Pedagogia Scientifica, Città di Castello, Società Tipografica Editrice, 1909.

Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini, Città di Castello, Casa Editrice S. Lapi, 1909.

19101952

Antropologia Pedagogica, Milano, Vallardi, senza data (circa 1910).

Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini, II edizione ampliata, Loescher & C., Roma 1913.

L’autoeducazione nelle scuole elementari, E. Loescher & C. – P. Maglione e Strini, Roma 1916.

Manuale di pedagogia scientifica, Alberto Morano Editore, Napoli 1921 (I edizione inglese intitolata Dr. Montessori’s Own Handbook, 1914)

I bambini viventi nella Chiesa, Alberto Morano Editore, Napoli 1922.

Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini, III edizione ampliata, Maglione & Strini, Roma 1926.

La vita in Cristo, Stabilimento Tipolitografico V. Ferri, Roma 1931.

Psico Geométria, Araluce, Barcellona 1934.

Psico Aritmética, Barcellona, Araluce, 1934 (I edizione italiana con il titolo Psicoaritmetica, Garzanti 1971).

Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini, III edizione ampliata, Maglione & Strini, poi Loescher, Roma 1935.

Il bambino in famiglia, Todi, Tipografia Tuderte, 1936 (I edizione tedesca con il titolo ‘’Das Kind in der Familie, 1923).

Il segreto dell’infanzia, Bellinzona, Istituto Editoriale Ticinese S. Anno, 1938 (I edizione originale francese con il titolo ‘’L’Enfant, 1936).

Dall’infanzia all’adolescenza, Garzanti, Milano 1949 (I edizione francese con il titolo ‘’De l’enfant à l’adolescent, 1948).

Educazione e pace, Garzanti, Milano 1949.

Formazione dell’uomo, Garzanti, Milano 1949.

La Santa Messa spiegata ai bambini, Garzanti, Milano 1949 (I edizione inglese con il titolo ‘’Mass Explained to Children, 1932).

La scoperta del bambino, Garzanti, Milano 1950 (I edizione inglese con il titolo ‘’The discovery of child, 1948).

La mente del bambino. Mente assorbente, Garzanti, Milano 1952 (I edizione originale inglese con il titolo ‘’The absorbent mind, 1949).

Educazione per un mondo nuovo, Garzanti, Milano 1970 (I edizione inglese con il titolo ‘’Education for a new world, 1947).

Come educare il potenziale umano, Milano, Garzanti, 1970 (I edizione inglese con il titolo ‘’To educate the human potential, 1947).

Ottavia Luciani

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