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LE DONNE NELLA STORIA: RAFFAELLA CARRÀ

LE DONNE NELLA STORIA: RAFFAELLA CARRÀ

(seconda parte segue da venerdì’ 09 luglio 2021)

Nel 1960 conseguì il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, prese parte ai film “La lunga notte del 43” di Florestano Vancini e “Il peccato degli anni verdi” di Leopoldo Trieste.   Contemporaneamente, incominciò anche il teatro, scritturata dalla compagnia Carli-Pilotto.

Dopo un passaggio alla radio, dove su mandato di Luciano Rispoli, realizzò e condusse la rubrica “Raffaella col microfono a tracolla”, a metà 1962, il regista  Stefani la scelse come valletta di Lelio Luttazzi per il programma “Il Paroliere questo sconosciuto”.

Ha partecipato quindi ad altre pellicole, tra le quali I compagni (1963) di Mario Monicelli e l’hollywoodiano

Il colonnello Von Ryan (1965) di Mark Robson, ove ebbe come partner Frank Sinatra. Nel 1964 recitò nell’originale televisivo La figlia dell’oca bianca scritto da Edoardo Anton per la rubrica Rai Vivere insieme, diretta da Ugo Sciascia. Nel 1965 recitò la parte di Costanza De Mauriac nello sceneggiato televisivo Scaramouche, con Domenico Modugno.

Nel gennaio 1968 fu alla conduzione di uno speciale in onda sulla seconda rete, intitolato Tempo di samba. Nel giugno dello stesso anno, partecipò allo sceneggiato Rai Processo di Famiglia, di Diego Fabbri e, sul finir dell’anno successivo, fu presente nello sceneggiato Il sorriso della gioconda.

Nella prima metà degli anni sessanta le fu dato lo pseudonimo Carrà, consigliatole dal regista Dante Guardamagna, che, appassionato di pittura, associò il suo vero nome, Raffaella, che ricorda il pittore Raffaello Sanzio, al cognome del pittore Carlo Carrà.

All’inizio degli anni settanta, a seguito del successo ottenuto come showgirl in televisione, decise di abbandonare la recitazione (salvo alcune sporadiche ed isolate esperienze successive in alcuni film e sceneggiati TV), e di concentrarsi sulla carriera di presentatrice televisiva, soubrette e cantante, con la quale otterrà successo e fama a livello internazionale.

Dagli anni settanta in poi è stata poi una cavalcata di successi con Raffaella Carrà che ogni giorno di più ogni nuovo spettacolo di più conquistava la simpatia e l’affetto degli italiani.

A partire dal successo, nella stagione 1969-1970, nello spettacolo Io, Agata e tu (con Nino Taranto e Nino Ferrer), in cui Carrà lanciava un nuovo stile di showgirl, scattante e moderna, Raffella era ormai la “Raffa” con cui dall’altro giorno il popolo dei Suoi fans la sta salutando ed inneggiando per l’ultima volta.

Non c’è trasmissione televisiva a cui, nel corso di questi decenni, non abbia preso parte contribuendone al successo. Ed ecco “Canzonissima con Corrado nel corso della sigla di questa edizione, Raffaelle, dette una spallata al costume della donna nella spettacolo mostrando il proprio ombellico scoperto, cosa che suscitò scandalo con intervento della censura che bocciò l’iniziativa. Nell’edizione del 1971 con la canzone/balletto “Tuca Tuca” fu di nuovo scontro con la censura che lo tagliò dopo la terza puntata. Fu solo dopo un’esibizione in coppia con Alberto Sordi che il “Tuca Tuca” superò le censure e le polemiche iniziali, diventando un autentico fenomeno popolare.

Tutto ciò senza trascurare la carriere di cantante, ottenendo consensi in tutto il mondo come Spagna, Germania, Francia, Olanda, Belgio, Inghilterra, Grecia e in particolare nei paesi dell’America Latina, divenendo un vero e proprio fenomeno di esportazione della musica italiana nel mondo.

Nel 1978 rientrò in Italia, dopo numerose tournée all’estero, per presentare il varietà del sabato sera “Ma che sera”, nel quale presentava, cantava e ballava affiancata da Paolo PanelliBice ValoriAlighiero Noschese e Giorgio Bracardi, animatori degli spazi comici del programma.

A febbraio del 1983, in seguito al successo di Fantastico 3, Carrà venne invitata ad esibirsi per la prima volta come super ospite al Festival di Sanremo 1983

Dal 1983 al 1985 presentò su Raiuno Pronto, Raffaella?, il primo programma di mezzogiorno della Rai che segnò la sua definitiva affermazione come conduttrice. Proprio con questo programma

Vinse nel 1984 il titolo di “Personaggio televisivo femminile a livello europeo”, consegnato dall’European TV Magazines Association.

Nei decenni finali del XX secolo e questi primi due del XXI per Raffella Carrà è stato un susseguire di successi in Italia ed all’Estero in teatro e sulle reti televisive con trasmissioni sempre di buon gusto condotte da sola o con vari partner (Bolonolis, Noschese, Magalli e tanti altri). Anche in campo musicale non sono mancati i grandi successi tant’è che Raffaella ha ricevuto una serie di dischi d’oro e di platino.

Nella sua vita lavorativa in televisione non ha tralasciato neppure quello di autrice di programmi tv. Sempre curati nel minimo particolare e sempre impregnati del suo stile sobrio, elegante che ha sempre fatto presa sul pubblico

Muore a Roma nel pomeriggio del 5 luglio 2021, all’età di 78 anni.

Il giorno seguente si è svolto il corteo funebre, che ha visto tantissime persone renderle omaggio: dopo la partenza dalla casa romana dell’artista in via Nemea 21, il carro funebre ha fatto una sosta nei pressi dell’Auditorium Rai del Foro Italico, in cui per anni era andato in onda Carramba! che sorpresa; la seconda tappa è stata presso gli Studi di Via Teulada, in cui la Carrà esordì nel 1961 con la trasmissione Tempo di danza e da dove negli anni ottanta è andato in onda Pronto Raffaella?. Il corteo ha fatto poi un’altra sosta presso il Teatro delle Vittorie, che è stato una seconda casa per la cantante e presentatrice televisiva. Proprio al teatro delle Vittorie era stato realizzato l’ultimo show condotto dalla poliedrica regina della televisione, A raccontare comincia tu.

Ultima tappa prima dell’allestimento della camera ardente in Campidoglio a Roma, la sede Rai di viale Mazzini dove la salma ha ricevuto l’omaggio della dirigenza. I funerali si sono svolti venerdì 9 luglio presso la basilica di Santa Maria in Ara Coeli.

Ottavia Luciani

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