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LECCE: ANCORA SOTTO GLI EFFETTI DELLA RABBIA

LECCE: ANCORA SOTTO GLI EFFETTI DELLA RABBIA

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(foto dal sito Foggia Calcio) il gol di Mazzeo

La rabbia per la pesante sconfitta, a ventiquattro ore non è affatto placata, ma anzi si è ingigantita perché ci sono alcune considerazioni future che operano in questo senso.

Sul piano del gioco la vittoria foggiana, larga e meritatissima, dà il via libera a quella formazione che dall’inizio del campionato ha sempre dimostrato di essere tra le migliori, se non la migliore del lotto. Eppure ad un certo punto c’è stato un cambio tecnico (via De Zerbi dentro Stroppa) che, operato al momento giusto ha sortito effetti benefici; e poi il mercato di gennaio. Un mercato importante quello fatto dalla società di Capitanata mentre a Lecce è arrivato un valido calciatore con Costa Ferreira e un buon attaccante (Marconi) ma anche un pessimo Agostinone che sta facendo rimpiangere, e molto,  quel Contessa che pure non era il meglio del settore. E poi, ad essere chiari sino alla fine, c’è la situazione del tecnico. Padalino sta dimostrando di non essere ancora pronto al grande salto, in passato non ha fatto nulla di molto positivo e la sua ostinatezza a non vedere quanto sia inadatto ai suoi giocatori il modulo a lui gradito fa il resto. Ora i tifosi più accesi (meravigliosamente affezionati alla maglia, attenzione, non alla squadra) vogliono la testa del tecnico ma, purtroppo, a questo punto il rimedio sarebbe peggio del male. Ci spieghiamo: trovare ora un tecnico capace in due mesi di cambiare le sorti del campionato sarebbe molto difficile e noi qui a Lecce nel recente passato abbiamo già vissuto questi momenti. Una decisione in tal senso andava presa prima (i dati c’erano già ed erano solo offuscati e coperti dai risultati che, malgrado tutto arrivavano); bisognerà riflettere molto a tempo debito e provvedere in conseguenza. Certo, alla luce dell’esperienza fatta, Padalino non cambierà modo di vedere e quindi, confermandolo si dovrà approntare un calcio mercato che porti a Lecce giocatori più adatti al “suo” 4-3-3 ben lontano da quello zemaniano di felice memoria. Quindi? Si deve solo attendere, la speranza (molto tenue) è l’ultima a morire e il calcio è bello perché imprevedibile, ma nel frattempo si smetta di voler ammansire i tifosi con frasi come quelle pronunciate dallo stesso trecnico (ma non solo) in cui si inneggia ad un percorso “interessante”. Alla fine se non si vince si è fatto solo un buco nell’acqua e il Lecce si ritroverà ancora nell’inferno della Lega Pro.

Eugenio Luciani

 

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