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LECCE BILANCIO POSITIVO DOPO LE PRIME XIX GIORNATE DI CAMPIONATO

LECCE BILANCIO POSITIVO DOPO LE PRIME XIX GIORNATE DI CAMPIONATO

Con diversi giovani in rampa di lancio la squadra naviga nel gruppetto che disputerebbe i play off

Con la partita contro l’Empoli la prima parte della stagione e quindi come di usa di solito può essere redatto un primo bilancio. Il Lecce reduce da una retrocessione dal massimo campionato italiano ha scelto di  cambiare pelle rispetto al recente passato, ed ecco il ritorno in società quale direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino che, messosi all’opera con il consueto entusiasmo e la enorme esperienza maturata, ha costruito un complesso di giocatori che rispondesse ai dettami della proprietà. Il programma di massima da seguire stilato da Saverio Sticchi Damiani e dagli altri soci era quello di programmare un ritorno in serie A entro tre anni, in questo lasso di tempo si vuole, peraltro, tornare ad investire nel settore giovanile per ricostruire quel serbatoio che in passato ha dato tanti ottimi frutti.

Si doveva, quindi, ringiovanire, snellire, ridurre i costi senza, però trascurare anche la più remota possibilità di cogliere eventuali possibilità di inserirsi nella lotta per la promozione anche da subito. Il buon Corvino, a mio avviso, ha fatto un lavoro eccellente soddisfacendo ogni desiderio societario ed ecco i suoi interventi sul calcio mercato estivo e poi, ancora incorso, su quello invernale.

La squadra per affrontare la stagione è stata costruita secondo lo sperimentato concetto corviniano che “si può sbagliare la moglie ma non il portiere, il difensore centrale e la prima punta”

Vediamo reparto per reparto cos’è avvenuto:

Per il portiere il direttore non ha dovuto faticare molto, ha trovato già i casa i due titolari oltre al terzo portiere (Bleve) tornato da un prestito che poi tanto terzo non è visto che ha giocato con buoni risultati anche in serie A. In arrivo c’è stato il giovane Borbei di cui si parla molto bene destinato per ora al settore giovanile.

In difesa croce (+) e delizia (-) della passata stagione, Corvino ha preso il fluidificante Adjapong (utilizzabile anche in altri ruoli sulla fascia destra) oltre al nazionale albanese Dermaku, il macedone Zuta e quindi il centrale Pisacane. Questi, con i confermati Lucioni, Meccariello e Calderoni e la conferma dei giovani Monterisi, Gallo e Pierno,  offrono a Corini diverse possibilità d’impiego

A centrocampo si è partiti dalla conferma di tre pilastri quali Mancosu, il capitano goleador, Tachtsidis, il faro della squadra, e Majer, il mastino per poi andare a cercare in giro per il nord Europa nuovi talenti con cui ripetere la storia vissuta nel primo periodo di Corvino a Lecce. Ed ecco arrivare in giallorosso lo svedese

Bjorkengren, lo scozzese Henderson, il danese Hjulmand ed il macedone Nikolov. Anche in questo reparto c’è da annotare l’inserimento del giovane Maselli dalla Primavera di cui Corini si è già avvalso per sostituire Tachtsidis.

In attacco poi, Pantaleo Corvino ha fatto poi un piccolo capolavoro a costo quasi zero portando a Lecce, al posto delle punte non troppo pungenti della passata stagioni, i collaudati Coda e Stepinski il gioiellino della cantera madrilena Rodriguez Delgado il rientrante Pettinari, capocannoniere con la maglia del Trapani, e confermando il lituano Dubickas che spera di affermarsi con la maglia leccese.

Per la prima linea nel ruolo specifico di esterni c’è una bella lotta per due maglie se Corini decidesse di giocare con il 4-3-3. In lizza lo sperimentato Paganini, il polacco Listkowski, il gioiellino Felici, di ritorno dal prestito al Palermo e Lo Faso dalla Primavera per chiudere con quella che potrebbe essere la ciliegina sulla torta, Filippo Falco, se il “Messi del Salento” non fosse distratto da altri progetti.

Una lista di calciatori completa con la possibilità per alcuni di coprire più ruolo con la stessa capacità quella consegnata a Corini che, da parte sua, sta mettendo in mostra molte qualità grazie alle quali sta forgiando una squadra che può fare molto ma che ha certamente un futuro roseo se tutte le promesse si trasformeranno in certezze.

Ernesto Luciani

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