LECCE: Come le onde del mare. Dedicato a Gianmaria Testa
Con “Come le onde del mare. Dedicato a Gianmaria Testa” prosegue “Nel frattempo”.
La rassegna ideata e promossa dall’associazione Diffondiamo idee di valore, in collaborazione con Coolclub e Uasc, anticipa la dodicesima edizione del festival Conversazioni sul Futuro (Lecce – 16/19 ottobre 2025). Dalle 21:00 (ingresso 10 euro | posti limitati con prenotazione obbligatoria 3394313397 – EventBrite.it) il cantautore Massimo Donno, la cantante Serena Spedicato e il giornalista e operatore culturale Pierpaolo Lala proporranno un omaggio all’artista piemontese, scomparso il 30 marzo 2016. In scaletta “Come le onde del mare”, “Preferisco così”, “Le traiettorie delle mongolfiere”, “Dentro la tasca di un qualunque mattino”, “Polvere di gesso”, “Seminatori di grano”, “Ritals”, “Rrock”, “La tua voce” e molti altri brani, in un viaggio alla scoperta della storia personale e artistica del cantautore ferroviere. Gianmaria Testa, classe 1958, era italiano, italianissimo, ha vissuto nelle Langhe in Piemonte, eppure c’è voluta la Francia per scoprirlo. Nel corso della sua carriera ha pubblicato nove dischi Montgolfières (1995), Extra-Muros (1996), Lampo (1999), Il valzer di un giorno (2000), Altre Latitudini (2003)
Da questa parte del mare (2006), il live Solo – dal vivo (2009), Vitamia (2011), Men at work (2013)-, si è esibito in più di 3000 concerti in Francia, Italia, Germania, Austria, Belgio, Canada, Stati Uniti e Portogallo, collaborando con numerosi musicisti e lavorando anche a teatro con Giuseppe Battiston, Erri De Luca, Enrico Rava, Banda Osiris, Stefano Bollani e molti altri. Nel 2019 è arrivato Prezioso, un disco imperfetto e inaspettato. Sono canzoni mai uscite o uscite in altre versioni e in altri contesti, mai, comunque, in questa forma. Nel giorno della morte, la sua pagina Facebook recitava “Gianmaria se n’è andato senza fare rumore. Restano le sue canzoni, le sue parole. Resta il suo essere stato uomo dritto, padre, figlio, marito, fratello, amico”.
Giovedì 3 aprile alle Officine Culturali Ergot di Lecce