LECCE – Da domani si comincia a fare sul serio.
Ancora nessuna novità dal mercato ma Trincherà ha già un playning operativo cui attenersi
Il sabato rappresenta di norma per gli sportivi la vigilia alla partita del giorno dopo, oggi invece, sempre dal punto di vista dei tifosi, è il prologo all’inizio di fatto della nuova stagione con l’avvio del ritiro, presso un albergo cittadino, dei calciatori giallorossi inseriti nell’elenco numero 1 a suo tempo diramato dalla società.
In pratica da domani, tardo pomeriggio, con l’affluire dei vari giocatori parte un’altra stagione calcistica che vedrà il Lecce impegnato per la quinta volta consecutiva nel torneo nazionale più prestigioso. Un attestato dell’ottimo lavoro sin qui fatto dalla società che nel corso degli anni ha saputo compiere passi da gigante verso uno standard di ottimo livello.
È in questi giorni che è stata completata la struttura portante per la copertura dello stadio, cosa sempre sognata mai realizzata (sino ad oggi) a pochi chilometri da Lecce è funzionante, e si stanno effettuando lavori di implementazione nella struttura, un centro sportivo che oltre all’aspetto tecnico rappresenta una crescita sul piano economico finanziario della società; e del resto sotto quest’ambito bisogna registrare come il bilancio, anche grazie alle sopravvenienze attive dovute alle tante scommesse vinte dal duo Corvino-Trinchera, non è più negativo.
Ai tifosi però, pur contenti per tutti gli aspetti gestionali in positivo, guardano prima di tutto ai risultati e così facendo un raffronto con l’excursus dell’ultima stagione spera che Trinchera, col beneplacido, della società alla fine del calcio mercato riesca a mettere a disposizione del tecnico un gruppo tale da raggiungere l’agognato risultato finale con minori patemi d’animo e qualche soddisfazione in più.
Al momento il Lecce, squadra, non presenta novità, salvo la partenza di Ramadani, visto che la rinuncia a Camarda, Cheddira, Sottil e Helgason era ampiamente prevista. Ciò si presta a due considerazioni in contrasto fra loro.
La prima positiva perché tra tecnico e giocatori esiste già una ottima reciproca conoscenza dopo un’intera stagione passata insieme tant’è che sarebbe facilissimo compilare una formazione base. Un undici che sarebbe composto in un ipotetico 4-3-3 da Falcone in porta; Veiga, Gaspar, Tiago Gavriel e Gallo linea difensiva; Goulibaly, Berisha, Ngom; Pierotti, Stulic e Banda.
A disposizione oltre ai portieri Früchtl, Lupo, Penev; i narcatori centrali Jean, Pérez, Siebert; l’esterno basso Ndaba; i centrocampisti Fofana, Gandelman, Gorter, Kaba, Maleh; gli esterni alti Laerke, Onyemachi, Ndri e gli attaccanti centrali Burnete, Esteban.
Senza nascondersi dietro un dito è evidente che, salvo l’esplosione di almeno uno dei due attaccanti di riserva, oltre, ovvio, ad un netto miglioramento in fatto di marcatura da parte di Stulic, il ruolo cui dedicare più attenzione è la punta centrale.
È vero che subendo meno gol si ottiene spesso la salvezza ma è altrettanto vero che se puoi contare su una punta che vada in doppia cifra quel traguardo lo raggiungi prima e spesso ti consente di stare dalla parte sinistra della graduatoria.
Ma oggi è vigilia, domani si riuniscono i giocatori e da lunedì ci saranno le visite mediche di prassi, poi si parte per il ritiro ed a noi tifosi non resta che attendere e sperare che già dalla prima partita amichevole (fissata per il 19 luglio in Ungheria contro l’Haladas SportKomplexum che milita in serie C) si intraveda qualcosa di bello che rinfocoli ancora di più la passione verso i colori giallorossi.
Ernesto Luciani