LECCE, I numeri sono inclementi. Ora è necessario reagire con forza
Lo “zero” nella casella dei tiri in porta nell’ultima partita giocata è indicativo del male di stagione che affligge il Lecce sin dalla prima giornata. Un dato, peraltro che si ripetuto anche in altre circostanze e che come ovvia conseguenza contribuisce a creare i presupposti per un altro parametro negativo che è quello delle reti segnate con 21 reti in 31 gare i giallorossi sono all’ultimo posto con una media gol/partita pari a 0.67%. Il tirare poco in porta e non avere una buona mira nelle rare occasioni in cui lo si porta a questi risultati. Gli uomini gol leccesi (Camarda, Cheddira e Stulic) in tutto hanno realizzato quattro gol con l’ex barese ancora fermo a quota zero e Camarda che ha sul groppone il rigore sbagliato contro il Napoli. I bomber, si fa per dire sono Coulibaly (3), Berisha e Gandelman con due reti tra gli esterni “eccelle” Banda con 3 centri mentre Pierotti ne ha segnato solo uno come Sottil (a Parma, quasi per caso) con Ndri che in venti subentri ha trovato modo di segnare due volte, senza però fruttare, purtroppo, neppure un punto.
Di Francesco dice che ora si deve risolvere il problema per giocarci al meglio le probabilità di salvezza, io credo, che lo stia facendo da tempo ma che non sia ancora riuscito a trovare il bandolo della matassa e che se c’è ancora qualche speranza lo si deve ad un assetto difensivo che, pur con tutti isuoi limiti, ci ha assicurato la conquista di qualche risultato positivo. Un assetto che deve essere subito ritrovato perché tra Bologna, fuori, e poi Fiorentina in casa bisogna fare punti cercando di stare in partita dall’inizio alla fine reagendo a qualche situazione negativa come tutte le squadre meno dotate fanno affidandosi all’agonismo corretto ma asfissiante.
Ernesto Luciani