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LECCE: LA GIUNTA PROMUOVERÀ LA CREAZIONE DI COMUNITÀ ENERGETICHE ALL’INTERNO DEL TERRITORIO COMUNALE

LECCE: LA GIUNTA PROMUOVERÀ LA CREAZIONE DI COMUNITÀ ENERGETICHE ALL’INTERNO DEL TERRITORIO COMUNALE

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Emanuela Orlando (nella foto), consigliera comunale della lista di maggioranza Sveglia Lecce, ci manda il seguente comunicato:

È stata approvata ieri, all’unanimità dei presenti in aula, la mozione presentata dalla Consigliera Emanuela Orlando con la quale si impegnano il Sindaco e la Giunta a promuovere la creazione di comunità energetiche all’interno del territorio comunale attraverso:

  1. l’attivazione di un apposito sportello informativo affidato ad un energy manager al fine di fornire ai cittadini informazioni e supporto tecnico adeguati allo scopo; 2. l’organizzazione di incontri informativi sul tema con il coinvolgimento delle Consulte comunali e degli ordini professionali, la distribuzione di brochure informative contenenti tutte le informazioni utili e, in generale,  ogni altra attività che, nei limiti imposti dall’ emergenza pandemica, favorisca, mediante il coinvolgimento diretto e la partecipazione attiva dei cittadini, la creazione di comunità energetiche all’interno del territorio comunale; 3. l’individuazione, mediante uno studio di fattibilità, di eventuali siti di proprietà comunale per l’installazione dei moduli fotovoltaici, al fine di generare benefici diretti per i cittadini, con particolare attenzione ai cittadini che manifestano maggiore disagio economico e che ricadono, o rischiano di ricadere, nella condizione di povertà energetica.

“Le comunità energetiche rappresentano un progetto di sviluppo al tempo stesso innovativo e sostenibile fondato sulla produzione e condivisione di energia elettrica rinnovabile. Promuovere la costituzione di comunità energetiche – ha sostenuto la Consigliera Orlando – significa almeno tre cose: tutelare l’ambiente, contribuendo all’abbassamento delle emissioni inquinanti; offrire un’opportunità di sviluppo economico, secondo una modalità alternativa e sostenibile; contrastare la povertà energetica, condizione determinata da una combinazione di basso reddito, elevata spesa per l’energia e scarsa efficienza energetica. Condizione, quest’ultima, che l’emergenza Covid-19 ha fatto emergere nella sua drammaticità. Restare a casa, infatti, ha comportato e comporta un incremento significativo dei consumi di energia. In altre parole, promuovere la creazione di comunità energetiche significa imprimere una svolta sostenibile allo sviluppo di una comunità, proiettandola nel futuro”.

La possibilità di istituire comunità energetiche – ha chiarito la Consigliera – è nata grazie alla Direttiva 2018/2001/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. Tale direttiva mentre riconosce e promuove la configurazione di comunità di energia rinnovabile quale soggetto giuridico che si basa sulla partecipazione aperta e volontaria, i cui membri possono essere persone fisiche, PMI, o autorità locali,  trasforma i cittadini da semplici clienti di una fornitura elettrica in “autoconsumatori di energia rinnovabile”, cioè soggetti che producono, accumulano e consumano energia elettrica rinnovabile, ottenendo benefici economici, ambientali e sociali. I cittadini diventano così attori protagonisti di un progetto di sviluppo innovativo e sostenibile che produce vantaggi che sono al tempo stesso ambientali, sanitari, economici e sociali.

La Regione Puglia è stata una delle prime regioni italiane ad approvare una legge sulla promozione dell’istituzione delle comunità energetiche (Legge Regionale 9 agosto 2019, n. 45) e ha successivamente approvato le Linee guide attuative. Nella legge regionale (art. 1, comma 2) viene identificato il Comune quale figura proponente per la costituzione  della comunità energetica, da qui la mozione sulle comunità energetiche che, tra l’altro, ben si coniuga con il Piano energetico integrato del Comune di Lecce nel quale si pone quale obiettivo quello di ridurre le emissioni inquinanti del 40% entro il 2030.

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