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LECCE: La stagione riporta in evidenza l’annoso problema dell’erosione delle coste

LECCE: La stagione riporta in evidenza l’annoso problema dell’erosione delle coste

 

EROSIONE MARINA 2

Per fermare, o quanto meno rallentare, l’ormai annoso problema della continua seppur lenta erosione delle coste del nostro Salento è necessario, come del resto asserisce il prof Basco, profondo conoscitore della materia, intervenire e con un piano urgente e completo. Bisogna, quindi, effettuare serie interventi di ripascimento per salvaguardare le spiagge e, quindi, il turismo. Ogni anno, purtroppo, stiamo registrando  spiagge più piccole a causa dell’erosione costiera; e questo è un problema che potrebbe avere serie ripercussioni sull’intero comparto economico legato al turismo. Sul problema, di recente, è intervenuto un ingegnere americano, il Prof Basco: “Bisogna intervenire con opere di ripascimento programmato”

Il problema che ogni anno sembra diventare un rischio incombente per le stesse strutture turistiche e per l’insieme delle attività economiche, anche quelle dell’entro terra, è legato all’erosione costiera. Per un motivo o per un altro (il maltempo, le mareggiate), ogni anno ci si ritrova con un pezzo di sabbia in meno. Un fenomeno che non sta risparmiando, secondo gli studi svolti dal professor Dave Basco, direttore del Coastal Engineering Center dell’Old Dominion University, neanche la spiaggia dei leccesi, San Cataldo.

La situazione, quindi,  è più grave del previsto. Da qui il suo consiglio di prendere subito dei provvedimenti, senza più rimandare. “Bisogna agire adesso – afferma Basco, vincitore quest’anno del titolo di ingegnere costiero mondiale – con interventi di ripascimento sulle spiagge utilizzando  materiale preso da siti esterni”.

In America -racconta- il compito di individuare i siti da cui prelevare la sabbia, spetta agli scienziati o ai geologi. Poi l’ingegnere progetta l’intervento e definisce i costi. Ai politici, invece, spetta il compito di individuare le fonti da cui attingere per poi procedere con le opere da realizzare. Il tutto senza ovviamente dimenticare l’obiettivo ultimo: salvaguardare il mare, quindi il turismo. Cosa che forse a volte -secondo il professore Americano- il nostro Salento dimentica.

Quello del mare è un bene da salvaguardare e di cui prendersi cura. Studiano per tempo un piano programmatico ben definito che poi dovrà essere applicato pedissequamente senza perdite di tempo, magari mettendo in piedi un unico settore tecnico regionale che guardi e risolva il problema da Peschici a Santa Maria di Leuca per fare poi rotta verso le marine del tarantino.

 

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