LECCE La terza e quarta giornata di “Fandango Live”
tra documentari, fumetto, teatro civile, letteratura, rassegne stampa, workshop e riflessioni sulla memoria
Sabato 13 giugno la manifestazione – realizzata in collaborazione con Apulia Film Commission e Regione Puglia, a valere sulle risorse del POC Puglia 2021/2027 – Area Tematica 06, nell’ambito dell’intervento “Promuovere il Cinema 2025/2026” – prosegue con una giornata intensa tra rassegne stampa, workshop, documentari, fumetto, teatro civile, letteratura, cinema e riflessioni sulla memoria. Si parte alle 10:00 alla Libreria Liberrima con Le notizie del giorno e quelle che non scadono mai, la rassegna stampa quotidiana a cura di La Revue – L’informazione a fumetti e A Sud, dedicata ai temi dell’ambiente, della crisi climatica e dei modi in cui il cambiamento climatico viene raccontato. Dalle 10:30 alle 13:00, al Convitto Palmieri, proseguono i workshop di Fandango Factory, con incontri e attività dedicati a editoria, cinema, podcast, fumetto e casting, insieme a professioniste e professionisti dei diversi settori. Attiva Cime di Rapa Orienta – #mareasinistra, la linea di intervento del programma Punti Cardinali For Work, un momento di incontro tra orientamento, formazione, lavoro e territorio. Dalle 12:00 alle 15:00 spazio anche a “Cinema e Cucina”, l’esperienza ospitata dalla Scuola di Cucina di Agenzia Formativa Ulisse (accesso su invito). Un’occasione per gli ospiti di Fandango Live di conoscere da vicino una realtà formativa che rappresenta oggi un modello virtuoso di integrazione tra scuola e lavoro, attraverso la testimonianza dei cuochi e tirocinanti di Cime di Rapa. Il tutto sarà accompagnato dalla preparazione e degustazione di ricette della tradizione pugliese, in un viaggio che unisce sapori e cultura.
Nel pomeriggio, dalle 18:30, il Cinelab Giuseppe Bertolucci ospiterà due documentari firmati Fandango, introdotti dagli autori in dialogo con il critico cinematografico Paolo Mereghetti. Si comincia con Mur, esordio alla regia di Kasia Smutniak. Nel marzo 2022, pochi giorni dopo l’invasione russa dell’Ucraina, mentre l’Europa si mobilita per accogliere i rifugiati, la Polonia avvia la costruzione di una barriera d’acciaio lunga quasi duecento chilometri per impedire l’ingresso di altri migranti. Smutniak entra nella proibita “zona rossa” per interrogare le politiche di confine del suo Paese e la crisi dei rifugiati nell’Unione Europea. Alle 20:30 sarà proiettato Lirica Ucraina di Francesca Mannocchi. Giornalista e regista, tra le più importanti corrispondenti di guerra italiane, Mannocchi prosegue il suo lavoro di racconto dei conflitti con un documentario che parte dalle strade di Bucha, città martire in cui è entrata due giorni dopo la liberazione dalle truppe russe. Anche in questo caso, la proiezione sarà introdotta dall’autrice (in collegamento) in dialogo con Paolo Mereghetti.
Dalle 19:00, il Chiostro dei Teatini accoglierà una grande serata di parole, letture, cinema e memoria. Ad aprire il programma sarà Nanni Moretti, con i Sillabari di Goffredo Parise, restituendo voce a una delle opere più limpide e originali della letteratura italiana del Novecento. Alle 20:00, Valeria Solarino porterà in scena Via Modesta Valenti, racconto dedicato alla donna morta nel 1983 alla stazione Termini di Roma dopo ore di mancati soccorsi e diventata, nel tempo, simbolo della battaglia per i diritti e il riconoscimento delle persone senza fissa dimora. Alle 20:15 sarà la volta dello scrittore Premio Strega Francesco Piccolo con Il maschio Zeno Cosini. I tormenti, le cadute, le goffaggini e gli esiti tragicomici di uno dei personaggi più straordinari della letteratura italiana rivivranno in un viaggio tra ironia e nevrosi, autoanalisi e autoinganno, dentro il capolavoro di Italo Svevo, ancora capace di parlare con sorprendente attualità delle nostre fragilità. Alle 21:15, infine, il Chiostro dei Teatini ospiterà 25 anni da Genova, confronto tra il regista Daniele Vicari e lo scrittore Fabrizio C., moderati dalla giornalista e scrittrice Anna Puricella, su memoria, diritti e narrazione del G8 di Genova, una delle pagine più drammatiche della storia recente italiana. A seguire sarà proiettato Diaz – Don’t Clean Up This Blood, il film diretto da Vicari nel 2012 che ricostruisce le giornate del G8 del 2001 attraverso i destini incrociati di giornalisti, attivisti, manifestanti, avvocati, pensionati e forze dell’ordine. La notte del 21 luglio, l’irruzione della polizia nella scuola Diaz-Pascoli, adibita a dormitorio del Genoa Social Forum, si trasforma in un massacro: novantatré persone vengono arrestate e brutalmente picchiate, mentre per molte l’incubo prosegue nella caserma di Bolzaneto.
Dalle 20:00, il Castello Carlo V ospiterà una sezione dedicata al fumetto, al giornalismo investigativo e alla crisi climatica. Si comincia con Ave Maria piena di rabbia, performance di Gloria Riggio, la più giovane vincitrice del campionato italiano di Poetry Slam, ispirata all’omonimo volume pubblicato da BeccoGiallo. Un manifesto poetico e politico in cui versi taglienti attraversano violenza, colpa, desiderio, rabbia, corpo, silenzio e solitudine, raccogliendo ciò che spesso resta fuori scena. Alle 20:30, Miguel Vila presenterà Deflagrazione, pubblicato da Coconino Press, in dialogo con Lorenzo Palloni, tra i fondatori del collettivo di fumettisti Mammaiuto. Dopo la Trilogia del Nord Est, Vila espande il proprio universo narrativo con un thriller dal sapore true crime, ferocemente italiano e padano, capace di portare alle estreme conseguenze il suo sguardo impietoso sulle relazioni umane. Alle 21:00 spazio al Premio Giornalismo Investigativo “Follow the Fossil Fuel”, a cura di A Sud. A seguire, Stefano Liberti porterà in scena Tropico Mediterraneo, monologo in musica dedicato alla trasformazione del Mar Mediterraneo sotto la pressione della crisi climatica. Tra specie tropicali e aliene, reti vuote, pesca in declino e comunità costiere costrette a ripensare il proprio futuro, Liberti intreccia ambiente, migrazioni, cibo e storie umane, mostrando il mare come specchio dei cambiamenti del nostro tempo. Sempre alle 21:00, a Tagliatelle – Stazione Ninfeo, in via del Ninfeo, ultimo appuntamento del Cineclub Fandango Cult con La terra di Sergio Rubini, film del 2006 ambientato nel Sud Italia, tra ritorni familiari, eredità contese, legami irrisolti e tensioni profonde che attraversano una comunità e una famiglia.
Dalle 8:00 alle 20:00 sarà fruibile anche la mostra di fumetti Al di là del mare. Palestina Italia di Safaa Odah e Pat Carra, a cura di Fandango, Erbacce e Un ponte per, allestita fino al 12 settembre nella sala lettura della Biblioteca Bernardini – Convitto Palmieri, grazie alla collaborazione con il Polo Biblio-Museale. Da due Paesi diversi, separati e insieme uniti dal mare, Palestina e Italia, le due illustratrici raccontano il passato e il presente della guerra attraverso il linguaggio del fumetto. Entrambe scelgono l’umorismo come forma di resistenza e contro-informazione, condividono uno sguardo femminista e danno corpo, spesso, a bombe antropomorfe, trasformando il disegno in strumento di denuncia, memoria e immaginazione politica. Il loro incontro è avvenuto sui social nel 2024, quando Safaa Odah, nel campo profughi in cui viveva, disegnava sulle pareti della tenda perché aveva finito la carta. Da quel dialogo a distanza nasce un percorso artistico e umano che attraversa confini, conflitti e linguaggi, restituendo al fumetto la forza di una testimonianza civile.
QUARTO GIORNO | DOMENICA 14 GIUGNO
Domenica 14 giugno Fandango Live si chiude con una giornata tra rassegna stampa, workshop, musica, spettacolo, cinema fino all’anteprima italiana di I Swear di Kirk Jones.
Si parte alle 10:00 alla Libreria Liberrima con Scanner Live: le notizie del giorno e quelle che non scadono mai, rassegna stampa con La Revue – L’informazione a fumetti e A Sud. In programma una puntata speciale del podcast daily di attualità curato da Valerio Nicolosi che si soffermerà su storie e notizie legate alla transizione ecologica, all’energia e ai conflitti connessi ai combustibili fossili. Dalle 10:30 alle 13:00, al Convitto Palmieri, ultimo appuntamento con i workshop di Fandango Factory, dedicati a editoria, cinema, podcast, fumetto e casting, con professioniste e professionisti del settore. Attiva Cime di Rapa Orienta – #mareasinistra, la linea di intervento del programma Punti Cardinali For Work, un momento di incontro tra orientamento, formazione, lavoro e territorio.
La serata finale ospitata dal Chiostro dei Teatini si aprirà alle 18:30 con La musica è un lampo, incontro dedicato al libro di Stefano Senardi, pubblicato da Fandango Libri. Tra i più importanti produttori discografici e direttori artistici italiani, Senardi attraversa nel volume una vita segnata dalla passione per la musica, nata nell’infanzia e diventata destino professionale. Dai primi dischi di Renato Carosone, dei Beatles e dei gruppi beat italiani alla carriera nell’industria discografica, il libro raccoglie concerti memorabili, incontri con artisti straordinari e aneddoti vissuti in prima persona, da Franco Battiato a Fabrizio De André, da Bob Marley a David Bowie, da Luciano Pavarotti a Madonna. Un racconto che intreccia memoria musicale, costume e storia di un’epoca. L’autore dialogherà con Luca Barbarossa ed Erica Mou. Alle 19:30, spazio al Fandango Show, spettacolo condotto da Gioia Salvatori che porterà sul palco pillole di arte, cinema, musica, letteratura, politica e tennis. Un racconto corale e imprevedibile con Fabrizio Minnella (Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne di Fondazione Con il Sud), Nicolò Massazza del duo artistico Masbedo, i premi Fandango Podcast e Giornalismo Investigativo A Sud, gli unplugged di Erica Mou e Anna Castiglia, Oscar Iarussi con un racconto sul1976, Tiziana Triana su Seveso, Adriano Panatta con Giovanni Veronesi e Luca Brbarossa, Sergio Rubini con Il duello di Puškin e i saluti finali di Domenico Procacci. Alle 21:30, chiusura con l’anteprima italiana di I Swear di Kirk Jones, a cura di Fandango Distribuzione. Il film racconta la vera storia di John Davidson, a cui a quindici anni fu diagnosticata la sindrome di Tourette. Preso di mira dai coetanei e considerato “pazzo” per una condizione allora poco conosciuta, Davidson ha trasformato nel tempo la propria esperienza in un impegno pubblico di sensibilizzazione. Per il suo contributo alla società, nel 2019 ha ricevuto dalla Regina l’onorificenza di MBE – Member of the Order of the British Empire.



