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IL LECCE NON SA PIÙ VINCERE

IL LECCE NON SA PIÙ VINCERE

Siamo ormai davanti ad una verità difficile da contestare, ma anche da accettare: il Lecce non sa più vincere e in classifica la situazione è ulteriormente peggiorata. Dopo lo scivolone contro l’Ascoli, il Lecce era atteso a dare prova delle proprie qualità mentali, fisiche e tecniche contro un avversario, anch’esso in ambasce, ma dato in netto recupero e con una nuova guida tecnica (l’ennesima).

Corini ha scelto la via del riscatto e per questo, salvo l’inserimento del giovane Bjorkengren nell’undici iniziale conferma tutti gli altri cui si affida per l’esperienza e per la voglia di rispondere agli errori precedenti con la conquista della vittoria contro il Brescia.

Purtroppo la risposta non è stata positiva tant’è che dopo una prima frazione di gioco del tutto anonima il tecnico ha deciso, ad inizio della ripresa (46’) di procedere ad un triplice cambio inserendo Pablito Rodriguez, Majer ed Henderson.

La scelta ha comportato un cambio di funzioni per Hjulmand, passato al ruolo di play in vece di un lento Tachtsidis, e per Bjorkengren sostituito nella posizione da Nikolov e spostato a mezz’ala, al posto di Mancosu, anche lui lento e macchinoso, ha poi giocato Hernandez che ha svolto il compito in maniera egregia offrendo, tra l’altro, l’assist a Bjorkengren in occasione della rete del doppio vantaggio.

Già perché grazie ai cambi effettuati il Lecce nel giro di tredici minuti si era portato sul 2-0 e tutto lasciava supporre che alla fine si sarebbe festeggiata una bella vittoria.

Non è stato così perché il Brescia, che nel primo tempo aveva sprecato una grossissima occasione con Aye, ha accusato il colpo dei due gol subiti ma poi ha ricominciato a giocare e, anche grazie ad un errore madornale dell’arbitro e del suo primo assistente, ha accorciato le distanze per poi agguantare il pari proprio sul filo di lana del triplice fischio finale.

In definitiva contro il Brescia i giallorossi hanno gettato al vento la più ghiotta delle occasioni per rigustare la vittoria dando corpo ai dubbi che assalgono i tifosi sulle qualità di reazione della squadra alla cattiva sorte.

Da oggi stesso Corini ed il gruppo deve iniziare a fare qualche esame di coscienza più approfondito perché agli errori subiti per sviste arbitrali tutti loro hanno dato man forte con errori propri che spesso hanno determinato risultati non positivi. Se la vittoria manca da tempo, se il cammino non è spedito come dovrebbe certo le principali colpe sono da ritrovare all’interno ed eliminarle quanto prima perché di tempo per riparare c’è ne sarà sempre meno.

Ernesto Luciani

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