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LECCE: PRIME DECISIONI DELL’ANAS MA IL PROBLEMA DELLA “275” È TUTT’ALTRO CHE RISOLTO

LECCE: PRIME DECISIONI DELL’ANAS MA IL PROBLEMA DELLA “275” È TUTT’ALTRO CHE RISOLTO

SS 275

L’Anas ha operato una prima scelta comunicando al raggruppamento che fa capo alla “CCC” l’avvio di un procedimento che porrà fuori dai giochi dei lavori relativi alla “275” il Gruppo. Ora ad Anas spetta il compito di fare un’ulteriore scelta: affidare la gara a Matarrese-Palumbo oppure stralciarla completamente e farne una ex novo. Un compito chiave a questo punto lo può svolgere la Regione Puglia.

I fatti, in breve: Nelle scorse ore, il settore Appalti e Acquisti di Anas ha comunicato alle aziende interessate e alla Regione di aver messo in moto le procedure per l’annullamento in autotutela dell’aggiudicazione definitiva del 19 aprile 2012, “con conseguente caducazione di tutti gli atti connessi e correlati in favore” di Ccc, “compreso il contratto stipulato il 7 agosto 2012”.

Questa decisione, maturata a pochi giorni dal vertice romano con il prefetto di Lecce e dalla relazione definitiva dell’Autorità nazionale anticorruzione, è figlia del lungo contenzioso avuto finora: il Consiglio di Stato stabilì che l’appalto avrebbe dovuto essere assegnato alla quarta arrivata nella gara, Matarrese, rilevando macroscopiche illegittimità nell’affidamento a Ccc. Dopo otto mesi, Anas annullò una prima volta quella gara. Da ciò, nuova battaglia legale. Nel marzo scorso, sempre il Consiglio di Stato ha stabilito che sì, Anas può annullare quell’aggiudicazione a Ccc, ma deve motivare meglio la decisione. Ora, riprende in mano la situazione da dove si era fermata. Ccc ha dieci giorni di tempo per presentare eventuali controdeduzioni.

Dopo che saranno trascorsi questi fatidici dieci giorni, ovvero, dopo le osservazioni di Ccc, Anas dovrà stabilire se consegnare l’appalto a Matarrese. Una decisione tutt’altro che presa visto che il “piano b”, dunque, resta l’azzeramento alla radice dell’intera gara: se si decide di modificare il progetto definitivo, come fatto intendere dal ministro Delrio, comporterà un nuovo tavolo di confronto, una nuova procedura, sulla base del nuovo codice degli appalti che obbliga a fare adempimenti più complicati.

Insomma, è tutto ancora in alto mare e gli operai languono in attesa di sapere del proprio destino.

 

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