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IL LECCE DA RECORD DEVE MANTENERE L’UMILTÀ CHE DETTA IL SUO MENTORE LIVERANI

IL LECCE DA RECORD DEVE MANTENERE L’UMILTÀ CHE DETTA IL SUO MENTORE LIVERANI

Il tris è servito. Il Lecce è stato di parola ed alla prima occasione utile ha eguagliato un record societario che durava dalla stagione 2003/2004 quando sulla panchina sedeva Delio Rossi, guarda caso, maestro di Fabio Liverani (i due hanno lavorato insieme prima nella Lazio e poi nel Palermo: Rossi allenatore e maestro; Liverani fulcro del centrocampo e studente attento del calcio dettato da Rossi (scuola Zeman) ndr). Dopo la vittoria (la prima della stagione in casa) contro il Torino e l’exploit di Napoli ecco che i giallorossi si sono accaparrato anche il terzo successo consecutivo.

Ciò che attribuisce maggior prestigio a questo risultato, a mio avviso, è, però, la nuova mentalità messa in mostra dalla squadra. Una mentalità fatta di umiltà, spirito di sacrificio e nello stesso tempo impregnata di coraggio e voglia di andare avanti a qualsiasi costo. Ieri il Lecce ha superato una prova molto difficile per una serie di motivi. Ad esempio si è trovata di fronte un’avversaria che, a dispetto della classifica, ha elementi importanti, che sa praticare un buon calcio e non aveva nessuna voglia di consegnare la palma della vittoria al Lecce. La Spal ha combattuto dal primo all’ultimo minuto della gara ha severamente impegnato il Lecce, di cui in generale era superiore per  possanza fisica, ma è stata battuta da un Lecce che ha accettato la battaglia, ha saputo sopperire alle proprie deficienze ed ha affrontato gli imprevisti (defezione di Saponara ed infortunio a Falco) facendo ricorso sino all’ultima stilla di energia in corpo. Il Lecce con una saggia disposizione in campo ha sempre contrastato l’avversario e pur non sfoderando una prova scintillante come contro il Torino ed il secondo tempo di Napoli, ha portato a casa tre punti che danno linfa vitale ad una classifica in completa evoluzione.

La vittoria di ieri consente al Lecce di tenere a bada la cavalcata del Genoa (ieri vittoria a Bologna) e, anche se solo per una notte, di sopravanzare la Sampdoria che, comunque deve affrontare un test difficile contro la Fiorentina.

Da ora in poi, tenuto conto del passo di Lecce e Genoa le squadre che dovranno guardarsi dall’entrare nella bagarre della lotta per non retrocedere non sono più solo quattro ma molto di più.

A questo risultato il Lecce, sapientemente riequilibrato col mercato di gennaio, è arrivato mettendo in pratica tutti quei consigli e suggerimenti che Liverani distribuisce ai suoi da quando è arrivato nel Salento. Dopo due promozioni consecutive ora si tenta di guadagnare una salvezza che per il gruppo equivale ad una terza promozione che tutto lascia supporre di poter conquistare, a patto, di tenere i pedi ben saldi a terra. Ora il maggior pericolo per il Lecce è uno stato di euforia che sfoci nella supponenza; ma Liverani ed i suoi se ne guarderanno bene da cadere su questa buccia di banana.

Ernesto Luciani

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