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IL LECCE RIPARTE BASANDOSI SUI PRINCIPI FONDAMENTALI DEL RIGORE E DELLA BUONA GOVERNANCE SOCIETARIA

IL LECCE RIPARTE BASANDOSI SUI PRINCIPI FONDAMENTALI DEL RIGORE E DELLA BUONA GOVERNANCE SOCIETARIA

Con parole decise quanto appropriate all’oggetto trattato, oggi, in conferenza stampa, presidente e socio di maggioranza della società calcio Lecce, è stato tracciato il primo passo del cammino da compiere in questa nuova stagione agonistica che prenderà il via intorno alla metà di luglio con il ritiro e poi il 20 agosto con la prima giornata di campionato.

Il Lecce, società, è unito e solidale come sempre e proprio dalla compattezza dirigenziale e dalla trasparenza comportamentale riparte forte delle certezze costruite nel tempo e, soprattutto, dei conti in ordine. Da qui prende corpo la volontà di sognare ancora. Dopo aver superato la delusione della mancata promozione.  Da oggi si riparte nella speranza che il progetto triennale annunciato la scorsa estate diventi realtà.

Con il presidente Saverio Sticchi Damiani in prima linea affiancato dal padrone di casa e socio di maggioranza Renè De Picciotto, la dirigenza giallorossa si è presentata al gran completo. Presente anche il responsabile dell’Area Tecnica Pantaleo Corvino.

Un momento tanto atteso che ha confermato la volontà di voler continuare a fare calcio a Lecce, e  di volerlo fare nel modo migliore, con i conti in ordine, e con una visione generale che va oltre al risultato sportivo.

Ha preso la parola per primo Saverio Sticchi Damiani:

“il senso dell’incontro di oggi è quello di condividere le analisi, quanto più oggettive possibile, che abbiamo svolto al termine della passata stagione. Il tutto per evitare interpretazioni errate. Lo scorso anno abbiamo proposto alla piazza il famoso progetto triennale per ripartire dalle fondamenta fino ad arrivare ad un certo obiettivo. Quando dico  progetto triennale non voglio dire che in 3 anni saremo in Serie A perché il risultato sportivo è frutto di tante variabili. Tanto è vero che anche nel primo anno abbiamo cullato il sogno di una promozione sia diretta che tramite i playoff. Mi spiace perché c’erano tutte le condizioni possibili per raggiungere il traguardo.

La B di quest’anno era iniziata con alcune difficoltà, con mal di pancia – legittimi – di qualcuno che aveva voglia di continuare a giocare nel massimo campionato. Questo poteva nascondere troppe insidie e non vi nascondo di aver avuto paura di dover affrontare un torneo in cui avremmo dovuto lottare per non retrocedere. L’obiettivo però è stato mancato e abbiamo dovuto analizzare il perché: alla fine si è pensato che per poter proseguire nel percorso del progetto triennale sarebbe stato più opportuno cambiare.

Ora si apre una nuova stagione in cui il primo obiettivo è quello di continuare a crescere, con i giovani, continuando ad investire nelle strutture. Tutto con lo scotto di un periodo generale difficile, senza sponsor e senza nuove risorse. La società come vedete oggi è tutta presente, compatta: anche Renè che spesso è fuori per i suoi impegni lavorativi”.

Su De Picciotto, il presidente ha specificato:

“la sua esperienza, la sua capacità di uomo d’impresa, la sua dote nel gestire circa 60 società, per noi può essere ancor più una straordinaria risorsa, anche in termini di presenza del CdA, personalmente o tramite un suo uomo di fiducia. Renè è molto esigente, sotto tutti i punti di vista, ma è una garanzia di qualità per il club.

Ora speriamo di poter rivedere quanto prima i nostri tifosi: noi continueremo nel nostro percorso, con giovani terribili e qualche senatore come chioccia. Noi faremo di tutto per rendere i nostri tifosi orgogliosi”.

Al suo fianco, il principale azionista del club, De Picciotto, ha spazzato via qualunque dubbio su un suo “bisbigliato” disinteressamento nei confronti della società giallorossa:

E’ stato fatto un grande lavoro sotto molti aspetti da parte di tutti. Nell’ultimo anno abbiamo dovuto fare i conti con la carenza di sponsor, di tifosi, in piena pandemia. Quello passato è stato un anno davvero duro in cui la mancata promozione ci ha portato via la possibilità di poter accedere a circa 40 milioni che per noi sarebbero stati ossigeno. Io sono un tifoso ragionevole e con questa premessa ora guardiamo al futuro: tutti i soci profondono ogni giorno grande impegno, con la consapevolezza che i fondi personali di ciascuno non sono illimitati. Io sono un socio leale e mi sono dichiarato disponibile: oggi siamo costretti ad investire sui giovani, sul Settore Giovanile, da far crescere il prima possibile. Io non ho fretta, ma non ho nemmeno molto tempo: non possiamo essere masochisti e ho detto al Presidente di essere pronto a dare una mano ancora più importante, a patto di ricevere determinati rassicurazioni in fatto di governance. Senza colpa di nessuno, ci mancano alcuni passaggi e per quanto mi riguarda una società di calcio non ha regole di gestione diverse rispetto ad altre aziende. Purtroppo il cuore non si può sostituire ai conti. Lecce è una bellissima città, una storia di club straordinaria  ma ci sono anche limiti, soprattutto in tempi di crisi: ci vuole cautela, coraggio e rigore”.

Sarà domani primo attore, in  uno con Marco Baroni, ma oggi Pantaleo Corvino, ha sentito la necessità di dire la sua:

“ho ascoltato gli input che sono stati lanciati dal Presidente e da Renè De Picciotto. Alla vigilia dello scorso campionato, non avevamo annunciato l’obiettivo della promozione, ma siamo ci siamo ritrovati a lottare per un traguardo che a cinque giornate dalla fine sembrava davvero alla portata. Significa che il lavoro svolto da parte di tutti stava davvero per essere consacrato. Nell’ascoltare il Presidente, mi giunge una riflessione: faccio questo lavoro da 40 anni e non ha mai dato tanto come ho fatto quest’anno. Anche per quanto riguarda il Settore Giovanile: l’ho lasciato 20 anni fa con sette giocatori divenuti titolari in prima squadra. Al mio ritorno sento che c’è scontento per via dei tanti stranieri nelle giovanili e io resto allibito. La storia del Lecce ci dice che il Settore Giovanile è sempre stato di ampio respiro, globalizzato, senza chiudersi nel provincialismo.

Per la nuova stagione le linee guida sono quelle di far crescere il club a suon di giovani, patrimonializzando il club. Per farlo proprio il Settore Giovanile riveste un ruolo strategico perché serbatoio di risorse dall’interno. Con il rigore economico che ci deve essere, servono idee, iniziative e grandi sforzi da parte di tutti”.

Come accennato sarà domani la sede opportuna per parlare di scelte passate e future, ma un’anticipazione il Direttore ci tiene a precisarla subito:

lo scorso anno a Corini è stato offerto un contratto triennale – a differenza di quanto fatto con Baroni – per dimostrare che anche l’ultimo arrivato poteva meritare fiducia incondizionata. Non dimentichiamo, poi, che Corini è arrivato in corsa perché il giorno prima della partenza del ritiro l’allenatore era un altro e anche il tempo non era nostro alleato. Il curriculum di Corini, poi, parlava chiaro. Oggi invece le condizioni sono diverse da un anno fa: con Baroni abbiamo scelto di legarci per un anno di fidanzamento, con un ulteriore stagione come opzione per poter celebrare un matrimonio.

Pettinari? Qualcuno ha parlato di mistero. Non c’è nessun mistero. Primo punto: non è stato Corini a non metterlo in rosa. Secondo punto: a mercato chiuso, in conferenza, dissi che il ragazzo era a disposizione dell’allenatore ma che non sarebbe rientrato nei futuri piani societari alla luce di una serie di considerazioni, economiche e tecniche. I numeri tecnici di Pettinari, che ha sempre disputato la B, dicono: a Lecce ha giocato 1.369 minuti, con un gol ogni 342′. Faccio un parallelismo con Stepinski, giocatore con 9 gol in Serie A, uno ogni 177′. Continuerà a giocare col Lecce? Con Baroni giocheremo con una sola punta centrale e in rosa abbiamo anche Coda e Rodriguez”.

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