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LECCE: STAZIONE FERROVIARIA, ZONA LEUCA, ZONA SAN PIO, EMERGENZA “IN-SICUREZZA URBANA”

LECCE: STAZIONE FERROVIARIA, ZONA LEUCA, ZONA SAN PIO, EMERGENZA “IN-SICUREZZA URBANA”

Occorre intervenire prima che sia troppo tardi.

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L’episodio avvenuto lo scorso 18 maggio in via Duca degli Abruzzi, non è altro che il campanello di allarme, che ormai suona da tempo inascoltato, di una possibile grave emergenza sociale che oltre ad andare incidere sulla vivibilità e il decoro della città, non è escluso che possa rappresentare terreno fertile per fenomeni ben più gravi in termini di sicurezza.

È evidente che, fino ad ora, si siano trascurate zone della città come la stazione – che dovrebbe essere il biglietto di arrivo e partenza di turisti, studenti, lavoratori- zona Leuca, zona San Pio, consentendo la nascita di fenomeni quasi di “ghettizzazione” urbana, in cui il malcostume di alcuni la fa da padrona, mettendo in pericolo sia i leccesi, sia le stesse comunità etniche che vi vivono. Il comunicato stampa del Capo della Comunità pakistana di Lecce, relativamente all’episodio di via Duca degli Abruzzi, non solo prende le distanze dal comportamento incivile del proprio connazionale, ma lamenta l’immobilismo di tutte le istituzioni di fronte alle tante richieste di aiuto. Tutto questo ovviamente non è accettabile. In questo contesto occorre certamente essere consapevoli che l’afflusso massiccio di migranti sul territorio nazionale, Lecce ovviamente potrebbe non fare eccezione, oltre ad aver messo a dura prova la capacità recettiva del circuito di accoglienza ha inoltre indebolito quella che era la tradizionale funzione di raccordo tra “migranti e società ospite.” , andando così potenzialmente a catalizzare tendenze criminogene e processi di radicalizzazione, alimentando le filiere del terrore homegrown. Il fenomeno che volgarmente viene chiamato Jihad individuale, spesso anche condotto con mezzi artigianali (dall’ordigno fai da te, all’arma da taglio), da soggetti o microgruppi auto-organizzati e auto-motivati, in molti contesti urbani nazionali ed europei deve essere considerata una minaccia reale.

Occorre intervenire subito e fermare questi fenomeni reali e potenziali, in maniera pragmatica ed efficiente. È necessario che il Sindaco e la Prefettura , intervengano rapidamente con tutti gli strumenti legali, operativi, tecnologi e culturali a loro disposizione: dalle ordinanze in materia di vendita di alcolici, all’ implementazione tecnologica per garantire un controllo capillare del territorio, al rapporto costruttivo con i mediatori culturali delle diverse etnie presenti in città. Ma sarebbe inoltre auspicabile in luoghi come la stazione, che si ha timore a frequentare sopratutto durante l’arco notturno, che il Sindaco e il Prefetto, in forza anche alla Legge del 18 aprile 2017,nr. .48 “Disposizioni Urgenti in materia di sicurezza delle città “, si adoperino per la stesura di specifici protocolli d’intesa con le Forze Armate, prevedendo la possibilità, in questo momento critico, di avviare anche a Lecce un operazione come quella di “Strade Sicure”; già attiva dal 2008 in molte città italiane, in cui le nostre FF.AA. hanno dato abbondante prova di professionalità ed efficienza.

In sintesi è arrivato il momento di reagire e contenere questi fenomeni, prima che anche Lecce possa rendersi protagonista di episodi di cronaca ben più gravi.

 

Marianna Improta – candidata Lista Giliberti

Ufficiale Marina Militare, Ricercatrice su campo per il Ce.Mi.S.S. ( Centro Militare di Studi Strategici), paese: Siria; specializzata in “Analisi criminologica dei sistemi terroristici complessi”.

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