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LECCE: Tante parole ma il silenzio stampa resta

LECCE: Tante parole ma il silenzio stampa resta

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La conferenza stampa indetta dalla Società ha partorito il famoso topolino. Ha parlato il Ds Meluso che ha spiegato come il silenzio stampa indetto subito dopo la figuraccia di Foggia resterà almeno sino a domenica e che quella “congiunta” di oggi era giustificata da precisi motivi: “Siamo qui per commentare una sconfitta meritata che ha determinato una serie di appendici. Questo ko ha portato ad un silenzio stampa dovuto per evitare di immetterci in strade tortuose. Il silenzio continuerà anche sabato e domenica, fino a nuova decisione; ma ho ritenuto opportuno dare prima qualche spiegazione in qualità di responsabile tecnico di questa società”.

Meluso-e-Padalino

Subito dopo Meluso va sul tema più scottante: “Il tema si è incentrato su alcune situazioni che hanno innervosito piazza e tifosi, avvenimenti che esulano dal profilo tecnico. Io volevo dire soltanto un paio di cose su Pasquale Padalino. A mio giudizio, lui è un tecnico importante, una persona seria e un gran lavoratore, non lascia nulla al caso”. E poi  “Le polemiche sono solo il frutto di un equivoco. So che lo stato d’animo di Padalino a fine partita era quello di una persona dispiaciuta e non all’altezza delle aspettative sue, della società e della tifoseria leccese. Questo per sgomberare il campo da ogni situazione e per curare le mie responsabilità. Ho pensato che, nonostante tutto, Padalino non ha bisogno di difese. Lui è l’uomo che potrà portarci in Serie B”.

Ha parlato anche il presidente onorario Saverio Sticchi Damiani che ha rimarcato le sensazioni vissute da tutto lo stato maggiore del club giallorosso: “Non potete capire il dispiacere che prova uno come me. Quello che penso io, è anche il parere di Corrado Liguori, Alessandro Adamo ed Enrico Tundo. Oggi è doloroso, per noi, affrontare una simile conferenza stampa che definisco paradossale per una serie di ragioni. Qui si parla di aspetti umani, si mette in discussione la correttezza della persona che è stata scelta dal nostro d.s., un uomo apprezzato come tale e come allenatore. Parlare di questo mi lascia perplesso, specialmente pensando che 15 giorni fa eravamo primi… Non sono abituato di parlare di cose che non stanno né in cielo, né in terra”.

Saverio-Sticchi-Damiani

Sticchi poi ammette qualcosa facendo un piccolo mea culpa per poi rimarcare vecchi concetti: “Non abbiamo la presunzione di dire che soltanto la nostra prospettiva sia quella giusta. Degli errori sono stati commessi, è evidente; atteggiamenti sbagliati ci possono essere stati, ma sono stati frutto di ingenuità. Sono dispiaciuto anche per questo. Da due anni la gente ci ha riconosciuto la passione di essere dei dirigenti-tifosi. Vedere la gente che contesta, sentendosi tradita, non mi fa dormire la notte. Mettere in discussione l’amore che ci ha spinto a fare questa cosa mi lascia sconcertato. È paradossale che io debba difendere la leccesità di questo gruppo a seguito di illazioni che ci sono state”.

La chiusura verte tutta sullo stato d’animo dei dirigenti leccesi:

“Ciascuno di noi si è svenato per cercare di raggiungere il tanto sperato risultato sportivo. Se solo noi avessimo dei minimi dubbi su una persona non completamente votata alla raccolta di questo obiettivo, potremmo lavorare ancora per questa società? Per tutti gli equivoci possiamo scusarci, lo dico a me stesso, ai miei soci. Non sono stato magari un presidente autoritario: forse avrei dovuto dire a tutti di salire sul pullman e tornare in sede. Ma da qui a mettere in discussione un  po’ tutto ce ne passa. Mi sento di tranquillizzare la piazza”.

E domenica ci sarà contestazione?: “Se la gente vorrà continuare a contestare, lo capirò. Ma tutti i tesserati del Lecce credono e crederanno nel raggiungimento del risultato finale. La prestazione di domenica, e qui concordo e non transigo, è stata pessima, non ci è piaciuta. Ma i ragazzi sono tutti indistintamente con il proprio allenatore e questo gruppo ci può consentire di arrivare al risultato finale. Spero che i tifosi stiano con noi; non posso promettere la vittoria, ma pretendo che in campo si vedano i fatti, una squadra che dà tutto. Vogliamo delle soddisfazioni”.

Bene tutto ciò che abbiamo ascoltato non ci convince molto. In primis il Ds difendendo Padalino difende se stesso che lo ha scelto proposto e fatto assumere dalla società inoltre con lui ha concordato il mercato che, in particolare quello di gennaio, non ha prodotto benefici ma ha creato più di uno scompenso; per questo non è il caso che facesse da avvocato difensore.

Diverso il discorso della Società che ha sbagliato nel non assumere da subito, già domenica sera, un atteggiamento da “pugno di ferro” di nessuno dei dirigenti si mette, invece, in dubbio la leccesità o la volontà di assumere impegni pesanti.

 

 

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