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LECCE vs COSENZA La partita vista il giorno dopo

LECCE vs COSENZA La partita vista il giorno dopo

Andrea La Mantia bomber leccese con 15 centri

Andrea La Mantia bomber leccese con 15 centri

IL LECCE BATTENDO IN RIMONTA IL COSENZA CONQUISTA LA LEADERSHIP DELLA CLASSIFICA

La partita di ieri sera contro il Cosenza offre molti punti di commento. Da un punto di vista statistico si può dire che se non è facile vincere due partite di seguito giocato sul proprio terreno a distanza di pochi giorni è forse introvabile negli annali se il fatto si ripete per tre volte. Il Lecce nel giro di pochissimi giorni ha battuto sul proprio terreno di gioco prima l’Ascoli (per il recupero) col clamoroso punteggio di 7-0; poi ha fatto fuori un temibile concorrente per la conquista di un posto nei play off; il Pescara rifilando una bella doppietta nei primi quarantacinque minuti; e, infine, battendo un coriaceo Cosenza per 3-1 dopo aver tremato per l’immediato vantaggio ospite con un’azione ficcante ed esteticamente molto bella.

Se ci inoltriamo nella disamina dei numeri poi ci sarebbe davvero tanto da scrivere. Basti penare che, dopo la sconfitta patita a Pescara, il Palermo è a quattro punti di distacco pur avendo vinto (e non esagero a dirlo) immeritatamente entrambe le sfide direte con i giallorossi; lo stesso Brescia che pure ha vinto la prima sfida ora è alla pari (anche se con il Lecce che deve riposare). Ciò significa che il Lecce di Liverani sta camminando, direi correndo, con un passo non da grande ma da grandissima squadra macinando tutti gli avversari che trova davanti offrendo, peraltro, sempre uno spettacolo calcistica di alta qualità tecnico-tattica.

Certo la partita di ieri ci ha detto anche che il Lecce ha ormai delle gerarchie da cui non può prescindere.

Ad esempio, pur rispettando quanto ha fatto Arrigoni sin quando è stato in campo, non si può rinunciare a Tachtsidis che oltre al suo apporto diretto offre a Petriccione, Mancosu e tutti gli altri l’opportunità di sentirsi più tranquilli e quindi dare il meglio di se stessi. Ieri sino a quando il greco era in panchina (obbligato da qualche piccolo problema fisico) Petriccione, Marino e gli altri pur offrendo una buona esibizione non erano riusciti a dominare la scena come poi hanno fatto. E quando il “Modric” giallorosso gira a mille per i tifosi salentini è un piacere, molto meno per gli avversari, perché oltre alla dinamicità l’ex Bari ha una grande sapienza tattica e sta specializzandosi in assist al bacio per gli attaccanti.

A questo proposito è giusto spendere due parole per La Mantia. Per il cannoniere leccese (ora è salito a 15 reti stabilendo il proprio record personale di marcature in carriera) è diventato insostituibile dando conferma a quanto hanno sempre asserito i padri del calcio nazionale: una squadra si fonda sull’asse portiere, centrale di difesa, e punta centrale. Bene il Lecce quest’anno ha un ottimo portiere: Vigorito, un tetragono difensore centrale Lucioni ed uno splendido centrale di centrocampo in Tachtsidis; oltre a poter contare su un cecchino di primnìordine come, appunto, La Mantia.

Tutti segnali che davvero questo può diventare l’anno buono per ripetere un’impresa già riuscita ma davvero ormai molti anni addietro.

Eugenio Luciani

 

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