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L’ITALIA BATTE L’INGHILTERRA ED È CAMPIONE D’EUROPA DOPO 53 ANNI

L’ITALIA BATTE L’INGHILTERRA ED È CAMPIONE D’EUROPA DOPO 53 ANNI

Forse l’11 LUGLIO dovrebbe essere fissato come GIORNATA DEL CALCIO ITALIANO tenuto conto che proprio l’11 luglio 1982 la Nazionale Azzurra conquisto il titolo mondiale in Spagna e ieri sera la Nazionale rigenerata dalla cura Roberto Mancini ha battuto l’Inghilterra e conquistato il titolo di Campione d’Europa.

Dopo aver fatto la festa a domicilio ai tedeschi nel 2006, questa volta è toccato all’Inghilterra inchinarsi nel proprio tempio dopo aver supposto un festeggiamento troppo presto. Gli Albionici speravano di riportarlo a casa, ed invece il trofeo viaggia verso Roma.

Una partita nata male per un doppio errore della difesa azzurra è stata alla fine un trionfo assoluto per gli azzurri capitanati da Chiellini supportato da Bonucci che a metà ripresa ha pareggiato il gol iniziale di Shaw. Poi nella lotteria dei calci di rigore è stata la consacrazione di Gigio Donnarumma a portiere di livello mondiale. Al di là dei rigori parati (2) ha indotto in errore in un’altra occasione confermandosi dopo la già brillante prestazione contro la Spagna. Del resto il portierone azzurro, che ancora giovanissimo è già oltre le trenta presenze in Nazionale ed ha una vita per fare ancora tanta strada, ieri è stato premiato come miglior calciatore del torneo “Europeo 2020”.

È stata la vittoria del gruppo; la vittoria del calcio come Mancini ha inteso farlo praticare dai suoi, in leggerezza, alla ricerca del bel gioco con trame fitte e veloci che hanno scombussolato i piani di formazioni tetragoni come Svizzera, Belgio ed infine Inghilterra.

Il gol iniziale ha creato qualche apprensione ma Mancini è riuscito a far tornare la calma e con essa lentamente ma costantemente l’Italia ha preso le redini della partita e ha costretto gli inglesi ad arretrare il proprio baricentro anche se nel corso dei supplementari i padroni di casa hanno messo in campo tutto ciò che avevano come potenziale d’attacco per cercare il gol vittoria.

Ci è andata più vicina l’Italia alla rete del 2-1 e si è arrivati perciò ad una nuova serie di calci di rigore. Anche questa volta come contro la Spagna alla bravura dei nostri rigoristi ha fatto da validissimo supporto un portiere come Donnarumma tra i pali. Ieri ne ha parati due su cinque confermando la sua strepitosa media proprio in fatto di penalty neutralizzati.

Oggi la Nazionale ed il tennista Berrettini sarà ricevuta dal Capo dello Stato per un giusto ringraziamento a nome di tutta la Nazione per quanto questi baldi giovani hanno fatto in campo sportivo.

La serata di ieri resterà, del resto, impressa nella mente degli italiani (anche quelli non tifosi) come uno dei più grandi eventi come la notte magica di Italia-Germania come la notte dell’11 luglio 1982; come ancora la notte della conquista del titolo mondiale nel 2006.

Anche ieri sera dovunque, e quindi anche a Lecce, si sono ripetute le scene di abbracci di gioia tra persone mai conosciute, di salti e canti fino a tarda ora.

Forse tutto eccessivo in tempo di pandemia ma in effetti la gioia era troppo grande e scacciava l’umiliazione patita con la non partecipazione all’ultima edizione dei “Mondiali” di Russia per non essere capita, accettata e giustificata.

Infine un grazie va dato a Mancini che dopo aver impostato un gruppo nel segno del sorriso a fine gara era talmente commosso da lascar trasparire qualche lacrima nei suoi occhi. Pragmatico, preciso e convinto Mancini ieri si è dimostrato oltre che un bravo tecnico anche un grande uomo: grazie ancora da tutti noi italiani amanti del pallone e non.

Nel tempio del calcio inglese che nel corso della gara era un inferno ribollente al termine della stessa si è svuotato quasi per incanto dimostrando lo scarso fair play inglese che già pregustava la vittoria. Contro gli inglesi, però, si sono trovata un’Italia che ha giocato come Mancini le ha insegnato; un’Italia spensierata e crudele al tempo stesso che mai doma ha saputo prendere la Vittoria per la chioma e portarne lo scalpo a Roma.

Eugenio Luciani

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