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MANCOSU È CAPITANO DEL LECCE NON SOLO IN CAMPO

MANCOSU È CAPITANO DEL LECCE NON SOLO IN CAMPO

Il capitano torna per essere a disposizione del mister ed intanto fa il punto della situazione:

“È stato difficile stare fuori, perché la squadra è andata alla grande, anche se seguire da fuori le gare è un’ansia terribile, ma se i miei compagni continueranno a giocare così posso rimanere fuori fino alla fine della stagione”

Parole da capitano ovvero di persona che tiene al gruppo più che a se stesso, è più importante il risultato ottenuto dalla squadra anche se dispiace, ed è umano, restarne fuori a causa di un’operazione, così Marco Mancosu, ha commentato la sua assenza dal campo di gioco a causa dell’operazione all’appendicite che ha subito poco più di un mese fa.

Poi prosegue:

“Questa sosta è fondamentale per me, in questa settimana mi sto allenando con i compagni e sono pieno di dolori come se fossi in preparazione, ma è normale. Sono contento di avere questi sette giorni a disposizione, per essere pronto dal primo maggio.

Per questo finale di stagione le insidie sono tantissime: dal caldo, all’infortunio che può far stare fermo un calciatore fino alla fine, senza lasciare da parte il covid, ma il mister e la società da questo punto di vista sono attentissimi per giocare questo rush finale al massimo delle potenzialità.

Sono una persona che per natura non si accontenta mai e analizzando la mia stagione posso dire che fino a gennaio, fino alla gara con l’Empoli ho fatto il mio miglior campionato per prestazioni e numeri, poi ho avuto un calo dovuto a vari motivi, ma credetemi che essere presente per le ultime partite è già una grande vittoria e sono contento di dare una mano ai più giovani con una parola, un allenamento fatto bene e fare capire loro quanto sia importante raggiungere il risultato finale.

A Henderson non posso che dare un voto altissimo, perché all’inizio era titubante a svolgere il ruolo di trequartista, ma la posizione la sta interpretando benissimo e, soprattutto, sta svolgendo alla perfezione i compiti che vuole il mister.

La mia maglia mostrata da Pettinari dopo il gol alla Salernitana è un gesto che mi ha fatto molto piacere e mi ha fatto capire quanto sia benvoluto e ciò per me viene prima di tutto.

Ho chiesto di essere convocato con il Vicenza perché avevo bisogno di tornare a respirare l’aria del ritiro e del campo, poi, ovviamente, penso che questo gesto possa essere servito ai giovani. Ha influito anche il fatto che l’allenatore dà molta importanza a questi gesti ed era giusto che io facessi qualcosa che hanno fatto in tanti prima di me e non da idolatrare più di tanto. Il tecnico tiene molto al gruppo ed è stato giusto così, perché anche questo conta per raggiungere il risultato.

Ho sempre pensato di essere più una mezz’ala che un trequartista, ma le mie prestazioni dietro le punte, sono dovute più una crescita mentale che mi ha fatto prendere consapevolezza dei miei mezzi.

Per quel che riguarda le gare alle 14.00 ho un po’ paura, anche se noi siamo una squadra che corre tantissimo, anche nei secondi tempi e non soffriamo a livello fisico, può anche essere un vantaggio giocare a quell’orario.

L’aspetto che in questo ultimo scorcio di campionato può fare la differenza è la personalità e curare ogni minimo dettaglio, alimentazione, mangiare una volta in più insieme e via dicendo, sono aspetti importanti e grazie al mister e alla società stiamo facendo tutto ciò a regola d’arte.

Rispetto a due anni fa le differenze sono tante, anche se l’obiettivo è lo stesso. L’ultima volta eravamo partiti con l’intento di salvarci, poi, piano piano, abbiamo alzato l’asticella ed è venuto appetito. Oggi abbiamo la pressione di essere promossi per la squadra che siamo, per il posto che occupiamo. Abbiamo maggiori pressioni, ripeto, ma ci sono giocatori di esperienza che le hanno già vissute e possono dare una grande mano.

A dire il vero non sto pensando tanto al fatto di poter rigiocare l’anno prossimo in A perché è difficile non concentrarsi su questa stagione e non ci si può distrarre un attimo pensando al futuro. Adesso pensiamo al Cittadella e poi vedremo come saremo messi.

Spero che alla fine succeda quello che ci auguriamo tutti, sarebbe un obiettivo importante per noi, i tifosi e la società e abbiamo tutti da guadagnare da questo punto di vista a tutti i livelli, anche per potersi riprendere da un anno difficile”.

 

 

 

 

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