MARTANO, IL TERRITORIO DICE NO AL MEGA-PARCO EOLICO “LECCE”
Salento Sostenibile APS: incontro pubblico con istituzioni, tecnici e cittadini. La bellezza del territorio della Grecìa Salentina in grave pericolo
Si è tenuto questa mattina, domenica 15 marzo 2026, presso la Sala Convegni “K. Wojtyla” in Piazza Caduti a Martano, l’incontro pubblico promosso dall’Associazione Salento Sostenibile APS sul progetto del maxi-parco eolico “Lecce”, attualmente in fase di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’appuntamento, moderato dal Presidente dell’Associazione Domenico Scordari, ha registrato una significativa partecipazione di cittadini, amministratori locali, operatori economici ed esperti del settore.
Il progetto contestato
Il progetto prevede l’installazione di 11 aerogeneratori alti fino a 200 metri, con una potenza complessiva di 72,6 MW, distribuiti nei territori di Martano, Calimera e Carpignano Salentino. Strutture paragonabili a grattacieli di oltre 60 piani che si innalzerebbero nel cuore di uno dei paesaggi rurali e culturali più identitari del Salento, in prossimità di siti archeologici, masserie, strutture ricettive e aree di pregio paesaggistico.
Domenico Scordari in una nota a conclusione dell’incontro pubblico ha dichiarato: “La preoccupazione dell’intero territorio è altissima perché un progetto del genere sarebbe devastante per l’intera comunità e metterebbe in discussione l’economia locale da un lato e la bellezza e salubrità dei luoghi dall’altro.
L’associazione SALENTO SOSTENIBILE insieme a tutte le amministrazioni comunali coinvolte, cittadini ed imprese del territorio stanno facendo un lavoro d’insieme per stimolare la sensibilità del mondo politico locale regionale e nazionale e smascherare quello che evidentemente è un progetto di speculazione privata che si nasconde dietro le esigenze di transizione energetica.
Siamo tutti molto disorientati nel vedere come gli interpreti dell’economia locale debbano rispettare le leggi e la democrazia, oltre che preoccuparsi di avere un impatto positivo sull’ambiente e sulla comunità, mentre una qualsivoglia srl anonima può arrivare qui fare quello che gli pare in barba a tutte le regole della democrazia e del rispetto dell’ambiente … ancor più quando utilizza lo stesso Ministero dell’Ambiente o meglio la necessità di accelerare sull’energia rinnovabile portata avanti dal Ministero, per compiere quello che a nostro avviso è un vero e proprio delitto nei confronti della biodiversità, dell’economia, della bellezza e della storia del nostro territorio.
Questo è un territorio dove sta crescendo fortemente l’impegno verso un’economia responsabile e rigenerative del territorio e delle persone , ed è svilente vedere con quale facilità vengano proposti progetti che si travestono di green ma che in realtà rappresentano un’economie estrattiva e distruttiva del territorio, che lasciano dunque solo il deserto dietro le loro iniziative.
Ancor più nel vedere come centinaia e migliaia di progetti di FER presentati in Puglia rischiano di uccidere per sempre tutte le basi su cui si fonda l’economia della regione stessa… e abbiamo la netta sensazione che ancora una volta si stia abusando di questo territorio e dei suoi abitanti. Ribadiamo che non siamo contrari alle fonti di energia rinnovabili ma crediamo che sia necessario più equilibrio e che non vengano ammessi progetti speculatori che non rispettano le caratteristiche del nostro territorio con un impatto disastroso sul futuro economico dello stesso. Conosci il mio personale impegno verso un modello di economia che restituisce valore al territorio ed è questo il modello di economia che deve crescere non modelli speculativi e distruttivi come il progetto eolico “Lecce” in oggetto.”
Fabio Tarantino, Sindaco di Martano e Presidente della Provincia di Lecce, ha aperto il proprio intervento ringraziando tutti coloro che stanno portando avanti la battaglia a difesa del territorio — nelle vesti politiche, istituzionali o semplicemente da cittadini — con un riconoscimento particolare a chi “ci sta mettendo la faccia”. Ha quindi sottolineato l’importanza che, accanto alla politica e alle amministrazioni, anche i cittadini si organizzino in forma associativa per poter essere ascoltati nelle sedi competenti e dare un contributo reale. Nel merito, il Sindaco ha ribadito la condivisione totale del territorio sul punto centrale: nessuno vuole questo impianto con le torri alte 200 metri a ridosso di siti archeologici, di paesaggi unici, di chiese e di masserie. Le linee di sviluppo perseguite localmente sono in netto contrasto con la scelta di queste società — favorite da un quadro legislativo permissivo — di insediarsi sul territorio.
Ha poi allargato il focus al tema della “Legge regionale sulle aree idonee”, presentandolo come la partita più strategica: a monte dei singoli progetti, è questa legge a definire dove gli impianti possono essere realizzati. La Giunta Regionale ha già individuato le aree idonee, e la Provincia ha presentato le prime osservazioni per restringerne le maglie. L’obiettivo è che Comuni, Provincia, consiglieri regionali e rappresentanti parlamentari facciano massa critica per influenzare questa fase normativa, prima che vengano create le condizioni per ulteriori installazioni.
Fabio Tarantino ha, poi, dato la parola all’ingegnere Fernando Antonio Moschettini, L’ingegner e Moschettini, attuale Dirigente alla Pianificazione Territoriale e all’Edilizia Sismica della Provincia — e fino a poco tempo fa Dirigente all’Ambiente — ha portato all’assemblea una prospettiva tecnica e istituzionale maturata in anni di esperienza diretta sui procedimenti autorizzativi legati alle energie rinnovabili.
Ha esordito con un avvertimento lucido: i margini di intervento per i territori si sono sensibilmente ridotti nel tempo, e l’attenzione deve restare sempre alta. Il tema delle rinnovabili, ha precisato, non è l’unico fronte di quella che ha definito — tra virgolette — un'”aggressione al territorio”, ma è certamente uno dei più rilevanti.
Ripercorrendo la storia normativa, Moschettini ha descritto un progressivo arretramento delle tutele territoriali. Si è partiti da una normativa che limitava l’installazione degli impianti a determinate aree; nel tempo, di fronte alle difficoltà applicative legate all’estensione delle zone tutelate in Puglia, il livello di protezione è stato gradualmente abbassato, rendendo disponibili aree in cui non sarebbe stato opportuno intervenire.
L’analisi tecnica: le “maglie larghe” della normativa sulle rinnovabili
L’ingegnere ha puntato il dito sulla scelta normativa che ha riconosciuto agli impianti FER (Fonti di Energia Rinnovabile) il ruolo di infrastrutture strategiche di interesse nazionale, sottraendo di fatto alle Regioni e agli Enti locali qualsiasi potere di pianificazione e localizzazione. In particolare, ha denunciato come per certi livelli di potenza — tutt’altro che trascurabili — la legge consenta di prescindere sia dal parere paesaggistico vincolante sia dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA): un vulnus normativo che apre la porta alla speculazione energetica.
I numeri presentati dall’ingegnere sono eloquenti e preoccupanti. A fronte dell’obiettivo europeo che impone all’Italia un incremento di 80 GW aggiuntivi da FER rispetto alla potenza installata al 30 dicembre 2020, risultano oggi pendenti richieste di connessione alla rete TERNA per ben 322 GW, quattro volte l’obiettivo prefissato. Un dato che rivela con chiarezza la natura speculativa di gran parte delle richieste.
La Puglia, già prima regione italiana per produzione da FER eolico e fotovoltaico, deve raggiungere secondo il D.L. n. 175/2025 un incremento di 7,4 GW aggiuntivi: ma le richieste giacenti ammontano a 91,88 GW, dodici volte il fabbisogno. Solo nella provincia di Lecce le richieste di connessione toccano 9,35 GW.
L’ingegnere Moschettini ha poi spiegato le ragioni per cui il Salento risulta territorio privilegiato per questi interventi speculativi: l’elevato soleggiamento, l’alta ventosità e — fattore aggravante — la massiccia presenza di suoli agricoli resi disponibili dalla crisi provocata dalla Xylella fastidiosa, che ha distrutto quasi interamente le piantagioni di olivo, rendendo conveniente per i proprietari cedere i terreni a società, spesso straniere, impegnate nella realizzazione di grandi impianti.
La conclusione dell’intervento è stata netta: la transizione green “si può e si deve fare”, ma con regole che garantiscano il rispetto dei territori e un’equa distribuzione dei sacrifici ambientali a livello nazionale, chiarendo che la produzione energetica deve servire prima i fabbisogni collettivi e non logiche di profitto privato.
Le voci delle istituzioni e del territorio. Centinaio e Stefanazzi: “Subito interrogazione parlamentare al Ministro”
Il Vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha inviato un video messaggio con parole di sincero apprezzamento per un territorio che, a suo dire, lo ha colpito profondamente fin dalla prima visita: un luogo dove agricoltura, turismo e valorizzazione del paesaggio devono restare le priorità assolute. Un territorio che i cittadini, le amministrazioni e le imprese che vi hanno investito hanno trasformato in un’eccellenza — e che un progetto come questo rischierebbe di compromettere.
Il Senatore ha ribadito la propria convinzione sull’importanza della transizione energetica, ma con una condizione imprescindibile: l’energia green non deve essere invasiva, non deve essere impattante e — soprattutto — deve essere sostenibile anche dal punto di vista ambientale. Su questo progetto, il giudizio è stato netto: il progetto è altamente impattante.
L’annuncio più atteso è arrivato in chiusura: martedì, al suo rientro a Roma, Centinaio presenterà interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente, invitando i colleghi eletti in Puglia a fare altrettanto. Il messaggio rivolto al Ministero è stato chiaro: le decisioni su questi territori non possono essere affidate soltanto a valutazioni tecniche di chi quei luoghi non li conosce. Bisogna ascoltare il territorio, ascoltare la gente, ascoltare chi ci vive. E il territorio sa già perfettamente in quale direzione vuole andare.
Anche l’On. Claudio Stefanazzi, Vicepresidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali, ha fatto sapere che presenterà un’interrogazione già lunedì su questo scottante argomento.
Il Consigliere Regionale Stefano Minerva, intervenendo nell’incontro pubblico, ha ringraziato le istituzioni locali e regionali, i sindaci e i componenti dell’associazione per il lavoro svolto di allargamento della rete e di sensibilizzazione sul territorio.
Nel merito, Minerva ha sottolineato come nella progettazione degli impianti eolici non si sia mai tenuto conto dell’impatto su un territorio che ha un suo equilibrio e una sua identità, costruita sulla bellezza dei luoghi, sulla storia e sul tessuto economico e sociale ricostruito con fatica negli anni. Progetti di questo tipo, ha dichiarato, andrebbero a snaturare ciò che cittadini, imprenditori e operatori hanno cercato di salvaguardare.
Il Consigliere ha quindi illustrato il lavoro svolto in Regione: grazie all’audizione in Quinta Commissione dei sindaci — presieduta dalla Presidente Capone — e agli interventi dei consiglieri regionali, è stato chiarito ai dirigenti che il parere che la Regione dovrà esprimere al Ministero non sarà una semplice ricostruzione tecnica, ma rifletterà la visione e il sentiment del territorio.
Su questa base, Minerva ha annunciato che il parere della Regione Puglia sarà contrario all’installazione degli impianti nella zona. Ha infine attribuito parte del risultato alla mobilitazione dal basso: senza la coscienza collettiva dell’associazione e la sua capacità di far arrivare forte il messaggio alle sedi istituzionali, ha sottolineato, questo risultato non sarebbe stato possibile.
Presente con un video-messaggio anche la Presidente della Commissione Ambiente della Regione Puglia Loredana Capone ha richiamato l’attenzione sul valore economico, culturale e paesaggistico del territorio, ribadendo il sostegno alle energie rinnovabili ma chiedendo maggiore attenzione nella localizzazione dei nuovi impianti, attraverso una normativa chiara sulle aree idonee. Inoltre, ha annunciato che la Quinta Commissione regionale, da lei presieduta, discuterà il 18 giugno un disegno di legge proprio sulle aree idonee per gli impianti energetici.
Anche il Consigliere Regionale Paolo Pagliaro, nel suo messaggio, ha espresso la ferma volontà di non abbassare la guardia e di continuare a tutelare in ogni modo il territorio del Salento.
Hanno portato, poi, la voce dei loro Comuni anche il Sindaco di Castrignano de’ Greci e presidente dell’Unione della Grecìa Salentina, Roberto Casaluci, il sindaco di Carpignano Salentino, Mario Bruno Caputo, il sindaco di Zollino Paolo Catalano, accompagnato dall’assessore Daniele Coricciati. In sala numerosi altri sindaci che con la loro presenza hanno voluto esprimere la vicinanza ai colleghi impegnati in questa battaglia.
I pareri tecnici contrari
L’incontro ha evidenziato come negli ultimi giorni siano pervenuti pareri tecnici critici da parte di ARPA Puglia,Provincia di Lecce e altri Comuni del territorio interessato. Le osservazioni riguardano in particolare l’impatto paesaggistico e la compatibilità del progetto con il contesto territoriale.
Una mobilitazione che continua
L’incontro di questa mattina rappresenta una nuova tappa di un percorso di mobilitazione che sta coinvolgendo istituzioni, associazioni, operatori economici e cittadini. Il messaggio che arriva dal territorio è univoco: la transizione energetica è necessaria, ma non può avvenire sacrificando paesaggio, identità culturale, economia locale e qualità della vita delle comunità.
Al termine dell’incontro è stata offerta la possibilità di aderire all’Associazione Salento Sostenibile APS, impegnata nella promozione di iniziative di tutela e valorizzazione del territorio salentino.
L’Associazione Salento Sostenibile APS con il suo direttivo ha espresso infatti la volontà di essere presente anche accanto ai territori di Veglie e Surbo, dove sono previsti altri impianti eolici altamente impattanti.