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MARTINA FRANCA: CON L’ESECUZIONE DELL’INNO NAZIONALE IL VIA AL FESTIVAL DI VALLE D’ITRIA

MARTINA FRANCA: CON L’ESECUZIONE DELL’INNO NAZIONALE IL VIA AL FESTIVAL DI VALLE D’ITRIA

«Abbiamo cercato di trasformare il limite in un’opportunità. Messo da parte il programma già annunciato, abbiamo rimodellato il cartellone del Festival della Valle d’Itria partendo dal mito di Arianna, dal Minotauro, dal labirinto. Perché -se ci pensiamo- noi tutti abbiamo vissuto un frammento di questo isolamento. Un momento di lacerazione. Ci è sembrata un’occasione importante per riflettere sul presente cercando di guardare in faccia le paure». Con questa dichiarazione del direttore artistico, Alberto Triola, si spiega il senso generale che guiderà la 46esima edizione della rassegna internazionale dedicata alla lirica che, secondo tradizione, si è aperta nell’atrio del palazzo ducale a Martina Franca con “Il borghese gentiluomo”.

Quest’anno se potremo godere dello spettacolo offerto dalla manifestazione, messa a rischio dalla pandemia, lo dobbiamo al coraggio e alla tenacia degli organizzatori, su tutti il presidente Franco Punzi.

Grazie a loro si è potuto prevalere sulla fase emergenziale che il mondo dello spettacolo e della cultura non ha ancora superato, nonostante la discesa della curva dei contagi. «Sarà un festival di arte, musica e teatro-spiega Triola-. Il cartellone è ricco: 19 serate, grandi cantanti, grandi protagonisti e diverse location, con due eventi in riva al mare, il primo a Polignano a Mare (stasera, ndr.)  e il secondo a Taranto. E poi ci sono le “nostre” masserie, che ospiteranno una serie di concerti». Il rapporto simbiotico tra il Festival e il territorio deve essere alimentato: il convincimento è granitico. «Crediamo che occorra coniugare arte, musica e teatro con il paesaggio e i beni ambientali, architettonici ed enograstronomici. E poi ci sono i giovani: c’è una grande attenzione da parte del Festival nei loro confronti. Non si tratta solo di un investimento sul futuro. Credo che abbiano la necessità di confrontarsi con temi impegnativi che richiedono attenzione e concentrazione».

 

 

 

 

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