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HomeSportMAURO VIGORITO “SPERO DI TOGLIERMI TANTE ALTRE SODDISFAZIONI, MAGARI CON QUESTA MAGLIA”. .

MAURO VIGORITO “SPERO DI TOGLIERMI TANTE ALTRE SODDISFAZIONI, MAGARI CON QUESTA MAGLIA”. .

MAURO VIGORITO “SPERO DI TOGLIERMI TANTE ALTRE SODDISFAZIONI, MAGARI CON QUESTA MAGLIA”. .

Le promozioni con Frosinone e Lecce così diverse ma sempre così entusiasmanti

Oggi è stato il turno di Mauro Vigorito a parlare ai canali social ufficiali della società.

Vigorito, descrive così il periodo di quarantena obbligata che stiamo vivendo tutti noi:

“Mi manca la quotidianità degli allenamenti. Sto molto attento all’alimentazione, poi non sapendo cucinare granché sono avvantaggiato. Amo mangiare i piatti sardi. Ho comprato attrezzi da lavoro su internet e ho quasi tutto a disposizione a casa per allenarmi. Per il resto della giornata mi occupo del mio bulldog e gioco alla playstation con i miei compagni. Musica? Amo i Negramaro, ho conosciuto l’anno scorso Giuliano dopo la promozione ed è stata una grandissima emozione. Io sono a Lecce, da due settimane sono solo. La mia compagna è tornata in Sardegna, abbiamo il desiderio di far nascere la bambina, tra due settimane, nella nostra terra. Siamo preoccupati per questa situazione. Non vedo da tanto i miei genitori, non torno a casa da Natale. Ci arrangiamo con chiamate e videochiamate”.

Il rapporto con i compagni in particolare con Gabriel e Chironi?:

 “Io, Mancosu e Deiola ci sentiamo spesso. Siamo sempre attenti al nostro territori. Conoscevo poco Alessandro Deiola, in campo e fuori. E’ un ragazzo eccezionale. Con Marco ho un rapporto bellissimo anche se ci scontriamo spesso. Con Gabriel c’è un rapporto di rispetto, siamo due persone molto differenti caratterialmente. Con Chironi (e Bleve quando era qui) scherzo molto, con il preparatore Sassanelli sono due anni che lavoriamo. Lui è una persona molto schietta, ci confrontiamo spesso anche in questi giorni e siamo schietti entrambi. Deve essere così tra portieri: siamo una squadra dentro una squadra”.

Vigorito ha vissuto due promozioni nel massimo campionato (Frosinone e Lecce ndr) cosa ha provato nei due casi?

“Ci sono tante differenze, sono state due esperienze uniche. Quella col Frosinone era più scontata, anche se abbiamo perso tutto all’ultima giornata. Poi ai playoff siamo stati bravi a rialzarci e, mentre tutti celebravano il nostro funerale abbiamo conquistato l’obiettivo nella finale col Palermo. Quella con il Lecce è stata una cavalcata incredibile. Ricordo un continuo crescendo di prestazioni, convinzioni ed emozioni. Più passavano le giornate, maggiore era la convinzione di potercela fare. L’11 maggio poi è esplosa la festa. E’ stata una cartolina per tutto lo sport”.

La situazione oggi?:

“Oggi possiamo contare su un grande gruppo, è l’arma per raggiungere il nostro obiettivo. Abbiamo ottimi calciatori, ma non c’è uno che può determinare da solo le partite e insieme possiamo andare lontano. Ci stiamo giocando le nostre possibilità al meglio”.

Il rapporto con la tifoseria leccese:

“La tifoseria leccese responsabilizza il giocatore. E’ numerosa e segue il Lecce in ogni parte d’Italia. Ciò ti porta a dare di più. Sono una persona equilibrata, non sono social e non faccio proclami. Porto rispetto a tutti e preferisco stare così in silenzio. Sono fatto così caratterialmente, e spero ciò venga apprezzato”.

La carriera:

L’estremo difensore di Macomer ricorda i primi tempi tra Cagliari, dove esordì anche in A, Carrarese e Triestina, prima della continuità trovata a Varese e Vicenza:

“All’inizio c’erano troppi alti e bassi. Forse per la giovane età e per qualche infortunio importante di troppo. Non avevo ben chiaro il concetto di professionismo, i guai mi hanno parecchio rallentato. Poi ho avuto la fortuna di incontrare le persone giuste e da lì sono arrivato a vincere campionati dopo esser stato indirizzato bene nella cultura del lavoro. Spero di togliermi tante altre soddisfazioni, magari con questa maglia”.

Ernesto Luciani

 

 

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