MELENDUGNO: Modello per Unisalento accolte le studiose e il comitato scientifico della Summer School di Unisalento
Melendugno Modello di Accoglienza. Stamattina il sindaco di Melendugno, Maurizio Cisternino, l’assessore alla Cultura, Anna Elisa Prete e la consigliera delegata all’Ambiente, Patrizia Gerardi hanno accolto le studentesse e gli studenti della Summer School SAFI-3 dell’Università del Salento, guidata dalla professoressa Rosa Parisi, docente di Antropologia, con il comitato scientifico composto dalle professoresse Camilla Gaiaschi, Irene Strazzeri e dalle dottoresse Bekala Marwan e Salvatore e Ornella Ricchiuto del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università del Salento.
Sono arrivate in paese per studiare il modello di accoglienza e di integrazione attuato dall’Amministrazione comunale e hanno voluto visitare il giardino “Crucibus Terrae, radici antiche e storie di migranti”, appena realizzato in via Gianni Rodari, grazie ad un bando regionale che il Comune si è aggiudicato con il Centro di Educazione ambientale e di sostenibilità.
“Siamo felici e onorati di aver accolto la delegazione di studiosi guidati dalla professoressa Rosa Parisi e di essere stati scelti come Comune modello per le politiche di accoglienza e del welfare sociale e culturale”, ha sottolineato il sindaco nel suo discorso di benvenuto, non perdendo l’occasione di illustrare la bellezza di Melendugno e delle sue località balneari insignite della Bandiera Blu, Bandiera Verde e 5Vele di Legambiente. “Accogliere per noi non significa solo favorire l’arrivo di turisti e villeggianti nel nostro territorio, ma anche attuare strategie di accoglienza , nella vita quotidiana, per non lasciare mai ai margini le categorie più fragili. Anzi. Il nostro obiettivo è stato l’integrazione attraverso lo scambio culturale”.
Nel ringraziare il sindaco e tutta l’Amministrazione comunale, ha sottolineato la professoressa Rosa Parisi: “Abbiamo scelto Melendugno come caso di studio perché abbiamo appurato come dopo il Covid ci sia stato un incremento demografico. Le persone hanno scelto di stabilirsi a Melendugno perché il suo ambiente naturale e sociale offriva ed offre maggiore benessere. Siamo state attratte anche dall’elemento mobilità: Melendugno è un paese che accoglie turisti provenienti da tutto il mondo, ma che si è anche distinto nelle politiche di integrazione e di accoglienza delle persone immigrate. Un ringraziamento va alla professoressa Annalisa Montinaro, operatrice culturale, che ha facilitato il nostro lavoro di ricerca indicandoci esperienze che potevano essere importanti sotto il profilo antropologico”.
IL MODELLO DEL NUOVO GIARDINO CRUCIBUS TERRE, RADICI ANTICHE E STORIE DI MIGRANTI
Come le radici delle piante si aiutano a vicenda nel sottosuolo per crescere rigogliose e a volte una pianta cede nutrimento a quella che le sta accanto perché sa che anche ne trarrà vantaggio, così la società si intreccia in un crescendo di dinamiche di integrazione.
La visita è proseguita nel nuovo giardino Crucibus Terrae, nato per creare dialogo e connessione tra le famiglie residenti e le famiglie di immigrati.
IL SUSINO VERDE E LE ROSE DAMASCENE CHE VENGONO DALLA SIRIA
Sarà presto esaudita la richiesta di due madri di famiglia siriane, che vivono a Melendugno da sette anni e che hanno chiesto che venissero piantate le rose di Damasco e un albero tipico del loro Paese, lo Janerik, le cui susine verdi vengono gustate ancora acerbe per gli aperitivi con un pizzico di sale o spezie e dolci (come frutta) quando arrivano a maturazione. Prendersi cura di un albero del proprio Paese le farà sentire come se fossero a casa e favorirà l’integrazione.
I protagonisti del progetto sono stati intervistati dalle studiose che hanno ritenuto molto interessante tutta l’esperienza: Cesare Dimitri, presidente dell’Associazione Radici Urbane e responsabile della rete tra 4 Comuni, Le Vie del Bosco, Roberto De Giorgi del Vivaio Punto Verde, specializzato nella raccolta e custodia dei semi antichi, Claudia Gabrieli di Aps Seminamenti, presente con i piccoli della Scuola Piccoli Semi – crescere in Natura, Alessandro Bonazza della comunità di recupero e prevenzione dalle tossicodipendenze, Narconon, le madri di famiglia siriane in rappresentanza delle comunità di immigrati: Tanism Alraii e Nasreen.
“Il giardino è solo agli inizi”, annuncia la consigliera Patrizia Gerardi. “Verranno realizzati vialetti e sistemate delle panchine realizzate con legno riciclato. Anche l’irrigazione è stata progettata all’insegna della sostenibilità: per quanto possibile, non sarà utilizzata acqua dell’Acquedotto pugliese, ma abbiamo costruito una cisterna per riciclare le acque piovane”.
Il lavoro di studio universitario prosegue nel pomeriggio a Borgagne con le interviste di alcune famiglie di immigrati.