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MELENDUGNO/ROCA Partenariato pubblico privato Roca Vecchia, referendum sulla roccia

MELENDUGNO/ROCA Partenariato pubblico privato Roca Vecchia, referendum sulla roccia

In relazione alle recenti notizie di stampa riguardanti l’iniziativa referendaria promossa dal comitato “Roca Bene Comune” avverso la Deliberazione Consiliare n. 33/2025 – avente ad oggetto l’approvazione dell’Accordo di Partenariato Speciale Pubblico-Privato per la gestione, conservazione, fruizione e valorizzazione dell’area archeologica di Roca Vecchia e Grotte della Poesia – l’Amministrazione Comunale ritiene doveroso intervenire per ripristinare la corretta informazione istituzionale, a tutela della cittadinanza e del regolare svolgimento dell’azione amministrativa.

L’Amministrazione ha sempre guardato con favore agli strumenti di partecipazione democratica, i quali, tuttavia, devono necessariamente esercitarsi nel rigoroso rispetto delle norme statutarie e regolamentari dell’Ente. A tal proposito, si rende necessaria una precisazione oggettiva ed essenziale sui presupposti giuridici dell’iniziativa in corso.

L’istanza presentata dai promotori, e sulla cui base è stata avviata la raccolta firme tra i cittadini, si fonda su una citazione virgolettata dello Statuto Comunale (art. 39, comma 4) che non trova alcuna corrispondenza nel testo normativo effettivamente in vigore.

I promotori hanno inserito l’aggettivo “abrogativi” e rimosso l’inciso “in ordine all’oggetto di”, attribuendo allo Statuto la previsione di “referendum abrogativi su atti amministrativi”.

Il testo reale dello Statuto, al contrario, recita testualmente: “Sono ammesse richieste di referendum anche in ordine all’oggetto di atti amministrativi già approvati”.

La differenza è profonda: il nostro Statuto garantisce ai cittadini il pieno diritto di far sentire la propria voce sull’oggetto degli atti amministrativi, ad esempio per orientare e consigliare le future decisioni del Comune sulle grandi tematiche del territorio; tuttavia, non prevede in alcun modo che il referendum possa essere usato per abrogare le delibere già legittimamente approvate dal Consiglio Comunale.

Non si tratta di un mero dettaglio formale. L’alterazione del testo dello Statuto ha generato l’errata convinzione che l’ordinamento comunale consenta di abrogare direttamente le deliberazioni consiliari. In questo modo si è tentato di creare un contrasto – in realtà inesistente – con il Regolamento comunale, il quale stabilisce chiaramente che i referendum abrogativi sono ammessi esclusivamente contro i Regolamenti, e non contro le delibere.

Risulta pertanto oggettivo che i cittadini siano stati chiamati a sostenere un’iniziativa fondata su un presupposto giuridico inveritiero.

In merito alle ulteriori questioni sollevate dal comitato, l’Amministrazione precisa quanto segue.

L’istituto prescelto (ex art. 134 del D.Lgs. 36/2023) non rappresenta alcuna “privatizzazione” o “cessione”, bensì un innovativo modello di co-gestione fortemente voluto dal legislatore statale. Il Comune non si spoglia in alcun modo del bene, ma ne mantiene la piena titolarità e il controllo strategico.

L’architettura dell’accordo, infatti, subordina la gestione a un Tavolo Tecnico permanente a cui siedono attivamente il Comune e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Ciò garantisce una rigorosa e costante vigilanza pubblica su ogni intervento, attraendo al contempo investimenti, professionalità e risorse private essenziali per l’effettiva valorizzazione del sito, in piena sintonia con le direttive del Ministero della Cultura e dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).

Da ultimo, si precisa che l’Ufficio di Segreteria sta conducendo l’istruttoria di ammissibilità con la massima diligenza.

Il termine regolamentare di 15 giorni ha natura pacificamente ordinatoria.

Inoltre, a fronte di un’istanza di referendum recante un’alterazione del testo statutario, la decisione del Segretario di avviare un’interlocuzione istituzionale con la Prefettura rappresenta un atto di doverosa prudenza e scrupolo professionale, teso a garantire la massima correttezza del procedimento.

L’Amministrazione Comunale proseguirà pertanto nel proprio mandato, dando attuazione agli atti validamente deliberati dal Consiglio, operando esclusivamente nell’interesse della comunità e nel solco della legalità, non potendo subordinare la tutela e lo sviluppo del patrimonio archeologico di Roca a iniziative viziate nei loro presupposti formali e sostanziali.

L’Amministrazione Comunale di Melendugno

luciani.2006@libero.it

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