Mercoledì delle Ceneri, tradizioni e costumi d’una giornata particolare
Con una Società che va sempre più veloce, intristita e preoccupata per ka spartizione del Pianeta tra le tre potenze mondiali (Cina, Russia ed U;S.A. in stretto ordine alfabetico) il valore della giornata odierna che coincide con le “Ceneri” passa in secondo ordine e ogni tradizione viene dimenticata.
La Chiesa Cattolica con le proprie disposizioni ecclesiastiche (fare il digiuno e non magiare carne nel periodo quaresimale (ma questa seconda è stata ormai abolita da tempo) hanno dato luogo ad alcune locuzioni come: “carnevale” derivato dal latino e più precisamente da “carmem levare”; “martedì grasso” l’ultimo giorno del periodo carnascialesco, vigilia delle Ceneri e giorno in cui ci si abbandona alla festa più colorata come al “magiar di grasso”.
Le Ceneri, con la simbolica apposizione sul capo dei fedeli di un pugnetto di cenere formata dal bruciare i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme, sono il primo giorno di quaresima.
Come accade normalmente con le maggiori celebrazioni religiose, anche il Mercoledì delle ceneri può vantare una serie di costumi e tradizioni popolari particolari come:
-la tradizionale scampagnata delle Ceneri che, nel Parco nazionale del Vesuvio, gli abitanti di Sant’Anastasia compivano ancora pochi decenni fa sul monte Somma, percorrendone le pendici lungo la strada ornata dalle stazioni della Via Crucis, per andare infine a dissetarsi con l’acqua limpida della sorgente Olivella.
Non mancano, in ogni caso esempi di “giorno delle Ceneri” da segnalare come trasgressivi, ovvero, tale giorno non è inteso come il primo della Quaresima ma come quello conclusivo del Carnevale, ad esempio:
-il Carnevalone di MARINO (Roma), che era una manifestazione di baldoria organizzata dai repubblicani locali a partire dal 1870 proprio il Giorno delle ceneri con intenti dichiaratamente anticlericali. Tradizione soppressa nel 1922 con l’avvento del fascismo;
-il Carnevale di BORGOSESIA (Vercelli) che invece continua a festeggiare ancor oggi il Mèrcü scüròt (in lingua piemontese; letteralmente “Mercoledì scuro”, nel senso di mogio, triste, tetro) con una sorta di funerale del carnevale stesso, che si celebra dopo la “fagiolata” di mezzogiorno allestendo un corteo “funebre” che tocca tutte le osterie della città e termina solo a notte inoltrata;
-A LAZISE (Verona) ci si accontenta della frittura di aole (alborelle di lago) e di un minestrone “di magro” ma poi, concluse le votazioni iniziate il Martedì grasso e proclamati i nuovi Capo Valar, Quel dal re e il Cagnól (tradizionali maschere locali), si forma il corteo mascherato che gira la città per portare i nuovi “re del carnevale” al riconoscimento ufficiale in municipio;
-Nella Barbagia di Ollolai (regione storica della Sardegna centrale) il carnevale prevede anche l’intinghinzu del Mercoledì delle ceneri, un’imbrattatura di fuliggine che ricalca parodisticamente il rito quaresimale;
a OVODDA (Nuoro)si svolge una vera festa, il Mehuris de lessia (Mercoledì delle ceneri), con le maschere che cavalcano asini o portano al guinzaglio maiali, pecore e galline e Don Conte, un fantoccio grottesco con una grossa pancia fatta di stracci e il volto di sughero e cartapesta, con il suo seguito di intintos e intinghidores (“tinti” e “tintori”) con il volto annerito dalla fuliggine che imbrattano di zinziveddu (polvere di sughero bruciato) chi incontrano per strada e, al tramonto, incendiano e gettano il fantoccio in una scarpata alla periferia del paese;
analoga la festa pagana di Coli Coli nella vicina TIANA (Nuoro) in cui gli “Intintos” partecipanti alla “festa” si ritrovano nelle vie principali con il viso tinto di carbone ricavato dalla bruciatura del sughero. Chiunque incontri “Intintos” viene a sua volta “intintu”e gli viene offerto da bere. Viene trascinato in processione un pupazzo che poi in serata viene dato alle fiamme.
Il Mercoledì delle ceneri è stato fonte di ispirazione per vari artisti o utilizzato come titolo per le loro opere. Tra le più note si possono ricordare:
-il poema Mercoledì delle ceneri (Ash Wednesday) di Thomas Stearns Eliot,
-il romanzo Mercoledì delle ceneri dell’attore Ethan Hawke,
-il racconto Mercoledì delle ceneri (pubblicato nella raccolta Vai troppo spesso a Heidelberg) di Heinrich Böll,
-il film Mercoledì delle ceneri (Ash Wednesday) di Edward Burns,
-il film Mercoledì delle ceneri (Ash Wednesday) di Larry Peerce,
-l’album Mercoledì delle ceneri (Ash Wednesday) del cantautore Elvis Perkins,
-l’acquerello Mercoledì delle ceneri (Popielec) del pittore polacco Julian Fałat,
-il dipinto a olio Mercoledì delle ceneri (Aschermittwoch) del pittore tedesco Carl Spitzweg,
-il quadro Mercoledì delle ceneri del pittore italiano Riccardo Tommasi Ferroni.
-la canzone “Ash Wednesday” del gruppo statunitense Shivaree.
(Fonte foto Vaticannrws.va)