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MOLTI ALIMENTI CHE CONTENGONO IL FLAVONOIDE ANTI-COVID FANNO PARTE DELLA DIETA MEDITERRANEA.

MOLTI ALIMENTI CHE CONTENGONO IL FLAVONOIDE ANTI-COVID FANNO PARTE DELLA DIETA MEDITERRANEA.

È  boom per gli alimenti anti-Covid. Il caso del Cappero delle Eolie

Secondo uno studio internazionale, al quale ha partecipato anche l’Istituto di nanotecnologia del Cnr, la quercetina (un flavonoide che si trova all’interno di frutta e verdura) potrebbe avere un effetto destabilizzante sulla 3CLpro, una delle proteine fondamentali per la replicazione del nuovo Coronavirus.

Una cura “alternativa” ai molti vaccini in fase di sviluppo in tutto il mondo (Italia inclusa, presso lo Spallanzani di Roma), e che ha avuto un “effetto collaterale” alquanto particolare. Trattandosi di una sostanza molto comune presente in ortaggi, verdure e piante che consumiamo quotidianamente, molte persone hanno pensato di farne incetta. Sono così aumentati i consumi degli alimenti che contengono quercetina, nella speranza che la molecola possa in qualche modo proteggerci dal virus o possa addirittura curarci.

Al momento, però, non c’è nessuna dimostrazione scientifica che l’assunzione massiccia di quercetina curi o protegga dal SARS-CoV-19, tanto che la Food and Drug Administration (l’autorità statunitense che vigila su cibi e medicinali) ha dovuto richiamare alcuni produttori, che avevano mal-etichettato o promosso prodotti a base di quercetina come inibitori del virus.

Quali sono gli alimenti che contegono quercetina

La molecola anti-Covid scoperta dal Cnr è presente in diversi alimenti che consumiamo quotidianamente. Frutta, verdura e ortaggi che sono parte della dieta mediterranea contengono quercetina in gran quantità. La troviamo, ad esempio, nelle mele, negli agrumi, nell’uva, nelle olive e nei frutti di bosco. Il flavonoide, però, è presente anche nel vino rosso, nel the (specialmente in quello verde), nei pomodori, nelle cipolle e nei capperi.

Quercetina anti-Covid: il caso dei capperi delle Eolie

Come accennato, la ricerca non fa solamente ben sperare medici e ricercatori di tutto il mondo, ma fa presupporre anche un boom nel consumo degli alimenti che la contengono. Una prospettiva che fa già esultare, ad esempio, i produttori dell’associazione “Cappero delle isole Eolie Dop”, presieduta dal liparoto Aldo Natoli.

Il piccolo arbusto, coltivato in grande quantità nell’arcipelago a nord della Sicilia, potrebbe ricoprire un ruolo fondamentale nella lotta al Covid, tanto che il presidente degli albergatori di Salina Giuseppe Siracusano ha commentato “il cappero ci salverà“. E, cosa da non sottovalutare, potrebbe ben presto conoscere un vero e proprio boom di vendite.

 

 

 

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