MURO LECCESE: L’8 marzo da AMA, dialoghi di gusto
Una storia a questo tavolo: un invito a ricordare, riconoscere e dire grazie
Non una celebrazione, ma un gesto di memoria. Non una ricorrenza da segnare sul calendario, ma un tempo da abitare davvero.
In occasione dell’8 marzo, AMA, dialoghi di gusto di Muro Leccese sceglie di trasformare il pranzo e la cena in uno spazio di riconoscimento silenzioso e profondo, aprendo straordinariamente le proprie porte per accogliere un’esperienza dedicata non solo alle donne, ma a chiunque desideri fermarsi a riflettere sulle tracce lasciate da alcune presenze nella storia collettiva e nella propria vita personale.
Nasce così “Una storia a questo tavolo”, un percorso che intreccia cucina, memoria e parola, invitando gli ospiti a sedersi non soltanto per condividere un pasto, ma per riconoscere ciò che spesso resta implicito: l’eredità invisibile delle donne che hanno aperto strade prima di noi.
Per un giorno, ogni tavolo del ristorante porterà il nome di una donna che ha contribuito ad ampliare lo spazio della libertà attraverso il sapere, il coraggio o la visione.
Scienziate, pedagogiste, giuriste, sportive, scrittrici e protagoniste della storia italiana accompagneranno simbolicamente l’esperienza degli ospiti attraverso una frase ispirata al loro pensiero.
Ci sarà il tavolo dedicato a Rita Levi-Montalcini, che ha insegnato come la determinazione possa superare ogni limite; quello di Margherita Hack, che ricordava come davanti all’infinito non esistano confini; il tavolo di Maria Montessori, dove la libertà diventa origine dell’educazione. E ancora Tina Anselmi, simbolo di impegno civile, Nilde Iotti, voce della democrazia italiana, Lidia Poët, prima avvocata d’Italia che trasformò un divieto in possibilità.
Accanto a loro, storie di visione e coraggio contemporaneo: Gae Aulenti, che ha ridisegnato lo spazio culturale del mondo; Alfonsina Strada, unica donna a correre il Giro d’Italia maschile; Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura; fino allo sguardo rivolto al futuro di Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana al comando della Stazione Spaziale Internazionale.
Ma la storia non vive soltanto nei libri. Vive nelle relazioni quotidiane, nei gesti ricevuti, nelle parole che hanno orientato un cammino.
Per questo, accanto al nome di ogni pioniera, gli ospiti troveranno una card con una domanda semplice per ogni portata: un invito discreto a pensare a una donna reale della propria vita — una madre, un’amica, un’insegnante, una collega, una sorella — e trovare il tempo per riconoscerne il valore.
Le risposte potranno essere custodite in una busta consegnata durante il percorso gastronomico: un piccolo archivio personale da conservare o da donare, subito o in un tempo successivo, alla persona a cui quelle parole appartengono. Un gesto libero, senza obblighi, che restituisce alla scrittura la sua funzione più autentica: dire ciò che spesso resta sottinteso.
L’iniziativa è autonoma rispetto al percorso mensile di “Lettere a Tavola”, ma ne condivide lo spirito: creare uno spazio in cui la cucina accompagni la riflessione e le parole trovino il tempo per emergere con naturalezza.
«Come chef credo che nutrire significhi anche questo: offrire un luogo in cui ricordare chi ci ha resi ciò che siamo, e magari trovare il coraggio di dirlo. A volte basta fermarsi, riconoscere una presenza e darle voce» racconta la chef patron Anna Maria Altamura.
Il menu sarà à la carte, lasciando agli ospiti la libertà di costruire il proprio tempo a tavola, mentre il dessert e il piccolo omaggio finale saranno ispirati alla mimosa, fiore simbolo della giornata: non un segno celebrativo, ma un promemoria delicato di attenzione e gratitudine.
AMA, dialoghi di gusto nasce dal desiderio di restituire valore alla presenza e alla relazione, tra le mura seicentesche di Palazzo Muro Leccese, dove arte, luce e storia diventano parte dell’esperienza. Qui Anna Maria Altamura ed Enrico Mercanti, dopo una lunga esperienza professionale tra Milano e il mondo del lusso e della finanza, hanno scelto di rallentare e trasformare un ritorno al Sud in un progetto di vita fatto di accoglienza e ascolto.
La cucina di Anna Maria intreccia memoria e contemporaneità in una proposta gentile e profonda, mentre lo sguardo armonico di Enrico, sommelier AIS, accompagna ogni piatto con abbinamenti pensati per amplificarne l’emozione.
Pochi tavoli, sale in pietra, una corte e un giardino dove il tempo sembra distendersi: AMA è un luogo che accoglie senza fretta, trasformando il cibo in linguaggio e la convivialità in esperienza.
L’8 marzo, a Muro Leccese, ogni tavolo racconterà una storia. E forse, tra quelle storie, ciascuno riconoscerà anche la propria.
Info: AMA, dialoghi di gusto, via Roma 5, Muro Leccese (LE), tel. 375 6274887, amailristorante.it