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NARDÒ:  CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME, LA PROROGA AL 2033 È PER TUTTI

NARDÒ:  CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME, LA PROROGA AL 2033 È PER TUTTI

Proroga per altre 5 concessioni, in esecuzione della legge n. 145/ 2018. Salvi gli investimenti

In attesa di modifiche normative e di stringenti indirizzi da parte della Regione Puglia, il Comune di Nardò rompe gli indugi e prende atto dell’estensione al 31 dicembre 2033 del termine di scadenza disposto dalla legge n. 145/2018 per tutte le concessioni demaniali in scadenza al 31 dicembre 2020, indipendentemente dai profili di contrasto con il Piano comunale delle Coste. Di fatto, l’amministrazione comunale non fa altro che eseguire compiutamente le disposizioni della legge n. 145, allargando la proroga a cinque concessioni (due a Santa Caterina, due a Sant’Isidoro e uno a Serra Cicora), che si aggiungono a quelle per le quali, ad aprile scorso, l’amministrazione comunale aveva già disposto la proroga.

La legge n. 145/2018, com’è noto, ha disposto il nuovo termine di scadenza delle concessioni demaniali marittime e la Regione Puglia, a febbraio 2019, ha dato direttive ai Comuni in merito all’applicazione della proroga, inviando poi ulteriori solleciti a procedere in tal senso a ottobre 2019 e a febbraio 2020. Per questo motivo, lo scorso aprile, l’amministrazione comunale ha dato atto dell’estensione al 2033 della validità delle concessioni in scadenza e non in contrasto con il Piano comunale delle Coste. La giurisprudenza e la prassi applicativa, però, hanno posto in questi ultimi mesi la necessità di ulteriori chiarimenti sull’applicabilità della proroga anche a quelle concessioni demaniali marittime che presentano profili di incompatibilità con le previsioni del Piano Coste, trovandosi il Comune di Nardò nella peculiare situazione di aver adottato il proprio strumento pianificatorio. Per questo l’amministrazione ha deciso di chiedere un parere legale a Francesco Tuccari, avvocato, docente di diritto amministrativo ed esperto della materia. Anche in considerazione del fatto che la Regione Puglia, sollecitata sul punto dall’ufficio Demanio del Comune di Nardò, non ha ancora dato un indirizzo in merito alla possibilità che la proroga riguardi anche i titoli concessori in contrasto con le previsioni del Piano Coste (oltre che sulla possibilità di procedere alla pubblicazione di bandi per l’assegnazione di nuove concessioni, nelle more dell’approvazione dei criteri di cui alla legge n. 145).

Il professor Tuccari, nelle sue argomentazioni, tra le altre cose rileva che la proroga per un numero così esiguo di concessioni che sono in contrasto con il Piano, non modifica sostanzialmente il generale quadro pianificatorio dello stesso strumento. Inoltre, la mancata proroga delle concessioni, in combinazione con l’impossibilità di assegnarne di nuove, avrebbe costituito un motivo di depauperamento del novero dei concessionari.

Proprio sulla base di questo parere qualificato, la giunta ha deciso ieri (con delibera n. 344) di dare atto dare atto dell’estensione al 31 dicembre 2033 della scadenza delle concessioni demaniali disposto dalla legge n. 145/2018 per tutte le concessioni demaniali, indipendentemente dai profili di contrasto con il Piano Coste. Ha deciso, inoltre, di non dare avvio a procedimenti finalizzati alla assegnazione di nuovi lotti demaniali in concessione a privati per finalità turistico-ricreative sino alla conclusione dell’iter previsto dalla Legge 145/18, ma facendo salva la conclusione dei procedimenti già avviati con procedure di evidenza pubblica ed in fase di definizione.

“In un contesto di grande incertezza, sia sulle regole che per l’emergenza sanitaria – chiarisce il sindaco Pippi Mellone – crediamo sia necessario garantire un orizzonte temporale definito ai concessionari, che in questi mesi fanno la conta dei danni e che devono programmare il futuro, anche con cospicui investimenti. Basti pensare, solo per fare un esempio, che la scadenza a fine 2020 costituisce un motivo di difficoltà di accesso al credito con gli istituti bancari. Pur nella consapevolezza del disordine normativo e in attesa di chiarezza, siamo convinti di agire nel giusto e, senza distinzioni, nell’interesse generale di un settore economico in grande difficoltà, confortati anche dall’interpretazione che di questo groviglio ci ha fornito il professore Tuccari”.

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