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NASCE UN NUOVO PARTITO: “NUOVA DEMOCRAZIA CRISTIANA EUROPEA”

NASCE UN NUOVO PARTITO: “NUOVA DEMOCRAZIA CRISTIANA EUROPEA”

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In questo momento particolare, caratterizzato da profonda confusione e tante incertezze, il Popolo italiano aspira a tornare a essere il protagonista della vita politica. Questa ambizione, che si legge nella coscienza di ognuno di noi, si manifesta, soprattutto, nel disinteresse da parte di molti per quanto accade nel mondo della Politica. Di sovente, si crea almeno il sospetto che le scelte politiche siano finalizzate ad appagare interessi di singoli o di singoli gruppi di potere. La prova di tanto sta nel fatto che decisioni, anche di fondamentale importanza, vengono prese con il contributo di formazioni “politiche” tra loro ideologicamente diverse e sono il frutto di accordi trasversali, sollecitati dalla volontà comune di accontentare tutti. Chi svolge il nobile ruolo dell’opposizione si allea con chi fa parte della formazione di governo; chi si è impegnato a sostenere il governo vota con l’opposizione. Basti vedere che cosa sta accadendo per il referendum confermativo!

Il Popolo è tenuto lontano dalle sedi istituzionali ove si gestisce il potere; ed è sconcertante pensare che quelle “sedi” sono di sua esclusiva pertinenza: costituiscono la sua casa. Il luogo, deputato alla formazione della legge, è del Popolo; in nome Popolo, viene amministrata la giustizia; il governo, quale organo costituzionale dove si gestisce l’alta amministrazione, tiene conto dell’interesse pubblico, vale a dire dell’interesse del Popolo.

Ebbene, ciò nonostante i Cittadini – e non solo loro; pensiamo ai tanti stranieri che occupano il nostro territorio – hanno la netta sensazione di essere stati esclusi da ogni scelta, nella quale di sovente neppure si riconoscono. Ciò vale per la legge, la cui formazione è frutto di vere e proprie scelte politiche; vale per l’amministrazione; vale, altresì, per la giurisdizione; e basti pensare agli effetti negativi che può avere una legge, una decisione giudiziaria, nella quale il Popolo non si riconosce!

Questa ineludibile analisi, fatta da uomini comuni, provenienti dal mondo delle professioni e, dunque, dal mondo del lavoro, induce quanti hanno creduto e ancora credono nel valore della Politica a prendere parte attiva nella gestione della cosa pubblica. Il punto di partenza verso questo difficile percorso è costituito dalla scelta dei propri rappresentanti. Sì. Il Popolo vuole tornare a scegliere i propri rappresentanti; questa è una premessa irrinunziabile, perché si torni alla Democrazia.

I proponenti si rendono interpreti della volontà popolare e, soprattutto, delle ragioni di coloro che, finora, si sono disinteressati della Politica. Si rifanno ai principi ispiratori della Democrazia Cristiana, certi che questa è rimasta nella mente e nel cuore del Popolo italiano. L’indimenticato valore dell’interclassismo e la sua ispirazione al messaggio cristiano costituiscono la premessa di un’azione politica non sorretta, come oggi avviene, da esclusivi egoismi personali o di gruppi organizzati; ogni azione politica dovrà essere tesa, responsabilmente, al bene comune: confusione e disordine sociale costituiscono la fonte in cui si annida il mal costume, e questo, alimentando e sostenendo l’illecito, crea nuove differenze sociali.

L’azione politica, svolta in nome di un glorioso simbolo quale è quello già utilizzato dalla Democrazia cristiana, può essere l’unico rimedio per parlare alle coscienze smarrite di tutti coloro che, presi da profonda sfiducia, hanno in più occasioni dichiarato che non intendono più esprimersi attraverso lo strumento fondamentale predisposto dalla nostra Costituzione. Il riferimento è all’esercizio del diritto e del dovere di votare.

Il movimento politico, cui si è inteso dare nuova linfa, per quanto faccia riferimento ad un vecchio e glorioso simbolo, che però appartiene al passato, presenta grossi elementi di novità. Basti pensare che le insuperabili idee, che avevano governato la ex D.C., oggi, sono chiamate a confrontarsi con una realtà completamente nuova ma, nello stesso tempo, bisognosa di una guida. Quest’ultima viene agevolmente individuata nella ideologia democratica, che è chiamata a supportare ogni scelta, e ai valori insopprimibili, cui il Popolo italiano non è disposto a rinunziare.

Altro elemento di novità è che, anche in Italia, si è coltivata l’idea di dar vita a una gestione comune dei Cittadini, che vivono e operano nei vari Stati d’Europa. L’Italia, così come è anche accaduto per altri Paesi, ha accolto con entusiasmo la sollecitazione a dar vita all’Unione europea; ha anche accettato l’idea di munirsi di una moneta unica non ponendosi, tuttavia,  il grave problema delle conseguenze che, sul piano dell’economia nazionale, avrebbe avuto il raccordare la nostra gloriosa “Lira” al Marco tedesco. Il risultato é noto: un euro vale due mila vecchie lire; un marco vale un euro.

Ma questo, ormai, appartiene al passato! Tornare indietro non è sicuramente nell’interesse del nostro Paese; tuttavia, abbiamo il dovere di evitare ulteriori danni, evitando inconcepibili prevalenze di alcuni Stati a danno di altri. Duole doverlo constatare, ma gli stessi Stati membri hanno sinora privilegiato, esclusivamente, il proprio interesse, ciò a danno della più volte invocata Unità europea. Non c’è stata e non vi è tuttora un’apprezzabile visione economica unitaria, che ponga tutti gli Stati membri in condizione di fronteggiare, ciascuno con le proprie risorse, i gravi problemi che l’Europa sta affrontando; a volte, si ha la sensazione che l’auspicata unità di intenti sia in costante pericolo di crollo. Basti pensare alla “chiusura”, di alcuni Paesi componenti, rispetto a un fenomeno epocale, quale è la massiva migrazione in Europa di popolazioni provenienti da vari Stati africani e del medio Oriente. Sono stati eretti muri di esclusione e di contenimento rispetto a un fenomeno di profonda gravità in ordine al quale l’Italia, che di fatto costituisce la porta dell’Oriente, è stata del tutto abbandonata a se stessa.

Il Popolo italiano è sfiduciato e inquieto e chiede di poter conservare la propria identità nazionale, riferita ai tradizionali valori cristiani e democratici che consigliano non solo di non respingere i migranti, ma anche di apprestare loro i necessari presidi; tanto l’Italia potrà fare solo ed esclusivamente con l’aiuto degli altri Stati d’Europa. Le coscienze dei singoli Cittadini sono pervase da un profondo senso d’impotenza di fronte a un fenomeno tanto grave rispetto al quale, tuttavia, gli organismi europei non hanno e non vogliono assumere responsabilità alcuna, consentendo  particolari vivacità da parte di singoli e di oscure organizzazioni. La nostra solitudine, alla quale l’Europa non ha inteso offrire il suo indispensabile contributo, può essere arginata solo attraverso l’azione di una classe dirigente, che sia all’altezza del dignitoso compito che il Popolo affida ai propri rappresentanti. Nonostante la presenza di condizioni assolutamente negative, la Nuova Democrazia Cristiana Europea, interpretando la volontà del Popolo, crede e intende credere nel futuro dell’Europa.

Il cammino per recuperare tanti valori smarriti è lungo e difficile, ma non impossibile. La Nuova Democrazia Cristiana Europea potrà e dovrà compierlo con l’ausilio e il sacrificio di una rinnovata classe dirigente, che sia in grado di comprendere il disagio che tutti oggi avvertiamo e di porvi rimedio.

Il momento è davvero e, drammaticamente, delicato: i giovani sono senza lavoro e sono impossibilitati a trovarlo. I mercati sono sofferenti e le nostre esportazioni tentano di mantenere il passo anche rispetto alle sleali concorrenze straniere. Il debito pubblico aumenta e la nostra economia è giunta ai minimi storici.

Il Mezzogiorno d’Italia risente, in maggior misura, della depressione economica generale. Non si è capito e non si è voluto capire che i giovani costituiscono la risorsa fondamentale del nostro Paese, dal quale pure continua a verificarsi un grave e dannoso esodo da parte delle nostre energie lavorative; trattasi delle nostre migliori energie, quelle che hanno arricchito i Paesi che le hanno ospitate. I giovani, ormai, ritengono che tutto sia strettamente provvisorio e ciò genera poco interesse alla soluzione dei problemi. La caduta dei valori ha indurito le loro coscienze, con pesanti conseguenze sul piano morale, spirituale, ed anche comportamentale.

Ognuno di noi comprende come tale situazione, che genera gravissime incertezze, si rifletta sull’assetto delle nostre famiglie, creando grave sfiducia nell’avvenire. Molti matrimoni non vengono più celebrati per il ragionevole timore di un avvenire incerto. Il matrimonio è stato svuotato di ogni contenuto; esso deve tornare a essere il fondamento della nostra società civile. La Nuova Democrazia Cristiana Europea intende rivitalizzare il valore dell’unione tra coniugi e ricondurlo nell’alveo del nostro dettato costituzionale. Conseguentemente, va riaffermato e ribadito il valore della realtà familiare, anche attraverso il costante sostegno dei minori, ai quali va apprestata adeguata tutela.

La sanità, la scuola e la giustizia rappresentano punti di fondamentale importanza in una società civile. Bisogna capire perché tutto funziona poco e male. Bisogna al più presto intervenire. Siamo in un campo interamente disciplinato dalla nostra Costituzione: infatti, a) art. 32: “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività ….; b) art. 34: “la scuola è aperta a tutti.  L’istruzione inferiore …. é obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”; c) art. 111: “la giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge … . La legge ne assicura la ragionevole durata”.

La nuova formazione politica non può non rilevare gravissime violazioni dei nostri valori costituzionali e ciò vale con riferimento a tutti i settori sopra individuati, che costituiranno oggetto di necessario approfondimento. Va, naturalmente, ricordato e ribadito che, per la realizzazione di programmi e riforme, si rende indispensabile il riferimento a tutte le componenti sociali, ivi comprese le forze sindacali che, in un regime democratico, indirizzato come tale alla partecipazione ed al dialogo, costituiscono realtà indispensabili per il corretto funzionamento della vita dell’intero Paese. Se qualche sterile voce ha, di recente, sostenuto l’inutilità delle forze sindacali, ha evidentemente ignorato il mondo del lavoro e le sue sofferte e nobili origini.

La Nuova Democrazia Cristiana Europea è consapevole della realtà socio – economica in cui versa l’intero Paese. Intende, perciò, inaugurare una nuova fase politica, che sia di comprensione e di solidarietà, sollecitando gli altri partiti a fare altrettanto e auspicando il ritorno alla dignità e alla serietà di azione, evitando scandalose rappresentazioni di inimicizia e irragionevoli contrasti. Intende, altresì, richiamare l’attenzione di coloro, cui il Popolo ha affidato la gestione della cosa pubblica, sul fatto che governare significa innanzi tutto ascoltare i propri rappresentati.

Questa é la ragione e la necessità d’intervento della Nuova Democrazia Cristiana Europea, perché il male e il malessere non continuino ad avanzare e, nel loro progredire, non finiscano per distruggere anche le speranze dei più deboli.

Il Segretario politico (Avv. Francesco Saverio Papagni)                                                   

 

Il Presidente (Avv. Filiberto Palumbo)

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