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NATURALMENTE DISTANZIATI. PASSEGGIATE NELLA BIODIVERSITÀ DELL’ORTO BOTANICO DEL SALENTO

NATURALMENTE DISTANZIATI. PASSEGGIATE NELLA BIODIVERSITÀ DELL’ORTO BOTANICO DEL SALENTO

A partire da venerdì 7 maggio, la Fondazione per la Gestione dell’Orto Botanico Universitario, in collaborazione con la Società Botanica Italiana Sezione Puglia, offre ai cittadini residenti nel comune di Lecce la disponibilità a ospitare visite guidate negli spazi dell’Orto per piccoli gruppi di massimo 15 persone, nel rispetto delle disposizioni vigenti per il contrasto alla pandemia COVID. Nel caso in cui nei prossimi giorni la Regione Puglia dovesse passare in zona gialla, le visite saranno allargate anche ai cittadini provenienti da altri comuni.

Nel mese di maggio, i turni di visita saranno due: quello mattutino alle  10.30 nei giorni di venerdì, sabato e domenica e quello pomeridiano alle 16 nei giorni di martedì, giovedì e sabato (info e prenotazioni info@fondazioneortobotanico.lecce.it – whatsapp 389 7943285).

L’Orto Botanico del Salento è una struttura gestita da una Fondazione a partecipazione pubblica, formata da Comune di Lecce, Università del Salento e ISPE Lecce, che si propone lo svolgimento di attività e turismo culturali, sociali, didattiche, di studio, di ricerca ed educative, in campo ambientale e di tutela, conservazione e valorizzazione della biodiversità vegetale.

L’Orto sorge nei pressi della tangenziale di Lecce, si estende per circa 13 ettari a est della città. Ospita ricostruzioni dei principali habitat vegetali del Salento compatibili con le caratteristiche climatiche e pedologiche dell’area e alcune collezioni tematiche. Nella visita, si potranno osservare aree rinaturalizzate a macchia mediterranea, con mirti, lentischi, ginestre spinose, cisti e filliree e a gariga con timo arbustivo, erica pugliese e rosmarino. In un avvallamento del terreno sorge poi un oliveto (purtroppo colpito da Xylella) ed il “pomario”, con cultivar di pero, cotogno, melo e melograno. Il vicino ficheto conserva circa 50 diverse cultivar di fichi dell’area salentina. Nel “campo dei frutti minori” si coltivano gelsi, giuggioli, azzeruoli e carrubi. Il “cammino delle querce” si presenta con boschetti o esemplari di quercia spinosa, leccio, sughera, vallonea, farnia e quercia virgiliana. Continuando, si arriva in una pineta, che fa da cornice ad un piccolo boschetto igrofilo con frassino meridionale, pioppo bianco, olmo e tamerice. Altri settori sono in fase di progettazione e realizzazione.

«In questa primavera di speranza per il ritorno ad una vita “normale” e a meno di due settimane dalla celebrazione della IV edizione della Settimana della biodiversità pugliese – afferma il presidente della Fondazione Orto Botanico Universitario, il professor Luigi De Bellis di UniSalento – l’Orto Botanico del Salento intende dare il suo contributo alla fruizione dei nostri spazi naturali, anche nella consapevolezza che la conoscenza della biodiversità ci può guidare nell’adozione di uno stile di vita più sano e rispettoso della natura».

L’Orto Botanico ha partecipato a un progetto regionale sulla conservazione della biodiversità, che ha permesso di implementare collezioni tematiche di cultivar di fruttiferi e, più di recente, ad un progetto sponsorizzato da Arbolia e SNAM per una forestazione di circa 3 ettari di superficie. Anche alcuni sponsor privati hanno finanziato delle nuove collezioni vegetali.

«L’Amministrazione comunale ha condiviso – commenta l’assessore alle Politiche Urbanistiche Rita Miglietta – con la Fondazione dell’Orto che ringrazio, l’importanza di questa iniziativa che si apre alla città con un programma di visite, anche in ragione di un anno difficile che ci ha ricordato l’importanza di vivere gli spazi aperti. L’iniziativa è importante perché allarga e arricchisce la fruizione paesaggistica della città. Con l’Orto Botanico stiamo lavorando a una nuova progettualità che ci auguriamo di presentare presto, una co-progettazione che si aggiunge al progetto di rimboschimento con Arbolia che è ospitato e custodito dentro l’Orto e che potrà così essere conosciuto dai leccesi».

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