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NEARLY ZERO ENERGY BUILDING. L’ABITARE: UN NUOVO INTRECCIO TRA PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE

NEARLY ZERO ENERGY BUILDING. L’ABITARE: UN NUOVO INTRECCIO TRA PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE

Giancarlo Negro

Giancarlo Negro

Il presidente Giancarlo Negro è intervenuto a Future Now 2019

L’efficienza energetica degli edifici è uno dei temi strategici di cui si dibatte in questi anni a livello europeo ed internazionale, soprattutto per il conseguimento degli obiettivi sulla strategia climatica nell’ambito di un’economia a bassa intensità di carbonio prevista per il 2050. La direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia “direttiva EPBD – Energy Performance of Buildings Directive- definisce gli edifici a energia quasi zero denominati Nearly Zero-Energy Buildings – NZEB. La direttiva EPBD prevede che gli Stati membri provvedano affinché dal 1° gennaio 2021 tutte le nuove costruzioni rispettino le caratteristiche previste dalla normativa in materia di NBEZ.

Per tali edifici non servono solo mattoni e cemento ma un processo integrato di filiera, che va dalla progettazione alla realizzazione, dalla promozione al collocamento sul mercato. Gli edifici NBEZ sono a basso o quasi nullo fabbisogno energetico, coperto da fonti rinnovabili, avveniristici da tutti i punti di vista, dotati di ogni comfort per migliorare la qualità della vita e assolutamente gestibili da remoto.

Di tali costruzioni e di sviluppo sostenibile si è parlato ieri a Lecce nel corso del convegno “Future Now 2019. Nearly Zero Energy Building. Progettare, Costruire, Condividere” al quale è intervenuto il presidente di Confindustria Lecce Giancarlo Negro.

“Il futuro è adesso, ma il nostro territorio è preparato a gestirlo?”. Da questo interrogativo è partito il presidente Negro per affermare che “l’obiettivo è nobile, il rispetto dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile sono assolutamente da perseguire, non solo per rispettare le direttive, ma per dare valore all’ecosistema che ci ospita e che siamo chiamati a preservare. Tuttavia il quadro normativo appare assolutamente accelerato rispetto alle condizioni di partenza, soprattutto del nostro territorio. La cassetta degli attrezzi del costruttore va totalmente ripensata con nuove competenze e strumenti diversi (pc, telefoni, strumenti IoT), maggiormente orientati all’utente finale e con una ulteriore spinta verso il marketing e la comunicazione per spiegare la scelta degli edifici, più efficienti ma certamente più onerosi, NBEZ”.

L’interrogativo però permane. “Non è possibile – continua Negro – cambiare solo i materiali per realizzare nuovi edifici a impatto zero, ma occorre dare il via a progettualità diverse ed integrate: mutano il modo di lavorare e le professionalità perché sono necessarie nuove competenze; occorrerà rinnovare i processi formativi che passano dall’Università, dagli Istituti tecnici o professionali; sarà opportuno valutare le capacità che sono già sul campo”.

Il comparto delle costruzioni è oggi in grandissime difficoltà, devastato da una crisi lunga e pesante, in un clima economico ancora complesso. Confindustria Lecce guarda con grande preoccupazione a quello che appare come il declino del settore edile.

“Le imprese fanno tanta fatica ad andare avanti – conclude il presidente – e il timore è che, per abbracciare questo rinnovato modo di pensare il ‘costruito’, si perdano per strada tante professionalità ed esperienze acquisite. Appare importantissimo in tale ottica avviare un processo di riqualificazione non solo degli edifici esistenti e di quelli di nuova costruzione, ma anche della manodopera. La formazione professionale rappresenterà la vera chiave di volta in un settore che ha ancora molto da dare e che, solo giocando d’anticipo, potrà superare la sfida di una innovazione di filiera per gli NBEZ. E la gara è già nell’oggi”.

 

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