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NEL 2020 LE SENTENZE DI SFRATTO IN ITALIA SONO 32.500. IN PUGLIA 2538 LECCE E PROVINCIA 444

NEL 2020 LE SENTENZE DI SFRATTO IN ITALIA SONO 32.500. IN PUGLIA 2538 LECCE E PROVINCIA 444

Di seguito un comunicato diffuso dall’Unione inquilini:

“Sono 32500 nuove sentenze di sfratto emesse nel corso del 2020, malgrado la pandemia e il lockdown. Di queste, 28000, quasi il 90%, sono quelle emesse per morosità.

Pure in presenza di provvedimenti per la sospensione delle esecuzioni forzate, sono state oltre 5000 gli sfratti eseguiti con la forza pubblica.

Numeri ovviamente in diminuzione rispetto agli anni precedenti ma molto preoccupanti perché testimoniano che, in una Italia sostanzialmente bloccata a causa della pandemia, le sentenze di sfratto non si sono fermate.

Il punto però è mettere in relazione questo ulteriore incremento degli sfratti con la condizione sociale del Paese e l’aumento della povertà.

L’incidenza di povertà assoluta in Italia varia a seconda del titolo di godimento dell’abitazione in cui si vive, e la situazione è particolarmente critica per chi vive in affitto.

Secondo i recenti dati pubblicati dall’ISTAT, le oltre 866 mila famiglie in povertà assoluta in affitto, rappresentano il 43,1% di tutte le famiglie povere, a fronte di una quota di famiglie in affitto pari al 18,3% sul totale delle famiglie residenti.

Quella degli sfratti, infatti, è solo la punta dell’iceberg di una sofferenza abitativa profonda e che investe l’intero Paese, uno squilibrio determinato dalla carenza di abitazioni a canone sociale rispetto a una richiesta inevasa di 650 mila alloggi di nuclei familiari utilmente collocati nelle graduatorie dei comuni e in vana attesa di una casa popolare.

Numeri questi già drammatici ma che ancora non tengono conto delle ulteriori sentenze di sfratto emesse nel corso del 2021 e che, già in larga parte, sono eseguibili per essere totalmente in esecuzione a partire dal prossimo primo gennaio.

Ci aspettiamo, come annunciato dalla Ministra Lamorgese in Parlamento, che in tutte le città si avviino, assieme alle istituzioni e alle parti sociali, tavoli territoriali che consentano un differimento delle esecuzioni senza il passaggio da casa a casa.

Strategicamente serve un grande investimento pubblico per l’aumento dell’offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica, senza consumo di nuovo suolo, ma attraverso il recupero e il riuso del patrimonio pubblico e privato inutilizzato e in disuso.

Il PNRR deve rappresentare il volano essenziale di questo grande progetto che unisce il diritto alla casa con il recupero e la rigenerazione urbana.”

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