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NOTA DEL GRUPPO DELLA LEGA PUGLIA IN CONSIGLIO REGIONALE

NOTA DEL GRUPPO DELLA LEGA PUGLIA IN CONSIGLIO REGIONALE

Davide Bellomo, Giacomo Conserva, Gianfranco De Blasi, Joseph Splendido

Chiarezza, chiediamo semplicemente chiarezza, i pugliesi ne hanno il diritto. Le ordinanze servono per dare delle regole e non per creare ancora più confusione nei cittadini, che, ora più che mai, hanno bisogno di organizzare la propria vita sulla base di restrizioni. Il presidente Emiliano ieri sera ha emanato un’ordinanza con la quale, tra le altre cose, vengono, ancora una volta, toccate le scuole. Nel caso specifico, nelle province di Bari e Taranto, da oggi è sospesa “l’attività didattica in presenza, salvo attività laboratoriali o per rispondere alle esigenze di alunni e alunne con bisogni educativi speciali. Le scuole garantiscono la frequenza in presenza di figli e figlie di personale sanitario o altre professioni le cui prestazioni sono indispensabili a garantire servizi essenziali, nell’ambito di specifiche, espresse e motivate richieste”. Ancora una volta, quindi, il presidente Emiliano se ne lava le mani e fa ricadere la responsabilità proprio sulle scuole, che, già in difficoltà sul da farsi, sono costrette a decidere in autonomia i figli di quali lavoratori far accedere in presenza. Ci chiediamo, e siamo certi che se lo stanno chiedendo in molti, quali siano le professioni le cui prestazioni sono indispensabili a garantire servizi essenziali. Ci chiediamo come sia possibile che un’ordinanza, che oltre a “ordinare” dovrebbe chiarire e non confondere, non specifichi quali siano queste professioni, lasciando di fatto scuole e famiglie in balia delle onde, perché i margini interpretativi restano troppo ampi. I genitori che lavorano hanno il diritto di sapere con certezza se durante la giornata i propri figli andranno a scuola o meno, in modo da organizzarsi per tempo. Inoltre, cosa di fondamentale importanza: considerato l’attuale posizionamento della Puglia in zona gialla, seppur rinforzata, su cosa si dovrebbero basare i criteri per definire le attività essenziali?

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