NOVOLI, Al via il secondo ciclo di C.U.R. (Connessioni Uniche Rituali) all’Ostello Novello
Il teatro sociale come strumento di cambiamento e connessione
Ripartono le attività di C.U.R. (Connessioni Uniche Rituali) presso la prestigiosa sede dell’Ostello Novello, in Piazza Regina Margherita a Novoli (LE). Il progetto, guidato da Simone Miglietta (REMS/FRAUME TEATRO), inaugura un secondo ciclo di cinque incontri intensivi dedicati all’esplorazione del rito, del corpo e del teatro sociale.
L’iniziativa formativa è realizzata con il prezioso co-finanziamento della Fondazione Banco di Napoli e vede la collaborazione della Fondazione Emmanuel, partner strategico nel supporto ai processi di inclusione e crescita sociale sul territorio.
Attraverso le metodologie del Teatro dell’Oppresso e dello Psicodramma, il laboratorio si propone come uno spazio di crescita collettiva dove i partecipanti possono sperimentare il potere trasformativo della scena. Ogni sabato mattina, dalle ore 10:00 alle 12:00, il gruppo si ritroverà per affrontare temi cruciali della contemporaneità attraverso il linguaggio non verbale, la voce e l’azione scenica.
Il programma degli incontri:
16 MAGGIO | Incontro 1: L’Immagine dell’Oppressione. Analisi dei bisogni e creazione di “sculture umane” attraverso il corpo. Un lavoro profondo sulle dinamiche tra Giovane e Famiglia.
23 MAGGIO | Incontro 2: Il Teatro Forum. Mutiamo le sorti di un conflitto! Sperimenteremo la tecnica freiriana per imparare a intervenire e cambiare le sorti di una scena.
30 MAGGIO | Incontro 3: Sguardi e Ruoli Totemici. Lavoro sulla rottura delle inibizioni e sul binomio Servo-Padrone. Focus emotivo: il mondo del lavoro e della dignità.
6 GIUGNO | Incontro 4: Grammelot e Intenzioni. Esplorazione del linguaggio dei suoni per comunicare temi universali come Sopruso, Salvezza e Pace.
13 GIUGNO | Incontro 5: Riepilogo e Sintesi. L’ultimo atto del viaggio: assemblaggio dei materiali vocali e coreutici creati e lavoro sinergico con i giovani proattivi del programma Erasmus+.
Il progetto C.U.R. mira a creare “connessioni rituali” capaci di restituire centralità all’individuo all’interno della comunità, utilizzando il teatro non solo come forma estetica, ma come vera e propria pratica di cittadinanza attiva.