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PER OLTRE CENTO LAVORATORI “PRECARI” DELL’ASL C’È IL RISCHIO LICENZIAMENTO

PER OLTRE CENTO LAVORATORI “PRECARI” DELL’ASL C’È IL RISCHIO LICENZIAMENTO

INGRESSO ASL LECCE

Per cercare di scongiurare l’incombente pericolo della perdita del proprio posto di lavoro, si è svolta un’assemblea, organizzata dai sidacati di categoria della Cgil, Cisl, Uil, Fials e Fsi, degli oltre cento lavoratori precari tra infermieri, tecnici di laboratorio, di radiologia ed operatori socio sanitari, presso la Asl di Lecce.

Il 9 novembre scorso le organizzazioni sindacali avevano proclamato, su tale problematica, lo stato di agitazione lamentando l’inopportuna procedura di licenziamento che vedrebbe l’impossibilità di garantire i servizi sanitari a fronte di una carenza di organico dovuta al blocco delle assunzioni e perché la Asl di Lecce non avvia le procedure dei nuovi bandi di concorso.

Il personale in assemblea ha confermato lo stato di agitazione e ha richiesto alle organizzazioni sindacali un tempestivo intervento nei confronti della direzione generale della Asl di Lecce per scongiurare il loro licenziamento.

Alle tante richieste formulate sull’argomento la direzione generale della Asl è stata sempre sorda e non ha provveduto a dare risposte certe ai lavoratori. Per questo motivo, insieme al personale le organizzazioni sindacali manifesteranno lunedì 21 novembre presso la Prefettura di Lecce con l’obiettivo di far convocare dal Prefetto il direttore generale affinchè quest’ultimo risponda in merito alla questione.

“È impensabile – ha dichiarato Giuseppe Melissano – licenziare i lavoratori senza avere chiare le idee sulle prestazioni sanitarie da erogare ai cittadini. La direzione generale si ponga il problema se è più opportuno non erogare servizi sanitarie ai cittadini licenziando gli operatori oppure risparmiare risorse economiche a danno dei lavoratori. Sarebbe opportuno, invece – conclude Melissano – determinare immediatamente le necessità delle carenze di organico ed attivare i concorsi pubblici per garantire i lavoratori precari e l’utenza”.

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