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PER ORA IL PIANO DI SOMMINISTRAZIONE DEL VACCINO IGNORA LA PERIFERIA NAZIONALE

PER ORA IL PIANO DI SOMMINISTRAZIONE DEL VACCINO IGNORA LA PERIFERIA NAZIONALE

Con il nuovo piano si conta ad arrivare a 14 milioni di dosi in Italia entro aprile, intanto la Puglia ha quasi finito le scorte  

Ieri confronto governo-Regioni sulla possibilità di varare un piano per l’acquisizione di 14 milioni di dosi di vaccino anti corona virus entro aprile.

Di seguito un comunicato diffuso da Periferia Italia:

Solo il 6% dei Comuni indicati come punti di somministrazione del vaccino anti Covid-19 ha una popolazione inferiore ai 5mila abitanti. Ciò significa che solo lo 0,5% dei residenti in aree interne o periferiche (poco più di 65mila persone contro i circa 13 milioni totali) gode di un centro di somministrazione del vaccino nel comune di residenza. È quanto emerge da un’analisi più approfondita dei dati disponibili nel Report Vaccini ANTI COVID-19 pubblicato dal Governo (www.governo.it/it/cscovid19/report-vaccini).

“Dei 293 punti di somministrazione del vaccino indicati, solo il 6% di questi sono Comuni con una popolazione sotto i 5mila abitanti. Le zone periferiche e le aree interne non possono e non devono essere dimenticate“. È quanto denuncia Antonio Tedeschi, segretario di Periferia Italia, nuovo soggetto politico nato con l’obiettivo di sviluppare iniziative volte a dare voce e futuro ai territori emarginati e alle popolazioni che in essi risiedono (www.periferiaitalia.it).

“Ancora una volta aree periferiche e interne sono state trascurate, non tenendo conto delle esigenze di milioni di persone – continua Tedeschi -. Chiediamo che anche la popolazione che risiede in queste zone sia messa nelle condizioni di poter ricevere senza difficoltà il vaccino anti Covid. Medici di famiglia e pediatri devono essere coinvolti nella fase di somministrazione di massa, allestendo strutture apposite in luoghi idonei come palazzetti dello sport, sedi della Protezione Civile, del Municipio, o appoggiandosi agli studi più capienti dei medici di famiglia“.

Nel piano strategico per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID19 si legge che la strategia vaccinale si articolerà in diverse fasi, il cui modello organizzativo dipenderà da diversi fattori.

“Chiediamo che uno di questi fattori presi in considerazione – puntualizza Tedeschi – sia proprio la possibilità per i residenti di zone periferiche e aree interne di raggiungere senza difficoltà i punti di somministrazione, così da garantire che nessuno venga penalizzato o escluso. Ci sono fasce di popolazione che per diversi motivi hanno difficoltà a muoversi e a spostarsi nelle aree di somministrazione previste. Dobbiamo andare incontro a queste persone e garantire loro – conclude – gli stessi diritti di chi abita in zone centrali”.

 

 

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