HomeCulturaPER LA RASSEGNA UBRIACHI DI PAROLE PRESENTAZIONE DI “SCIACUDDHI” DI ALBERTO GIAMMARUCO

PER LA RASSEGNA UBRIACHI DI PAROLE PRESENTAZIONE DI “SCIACUDDHI” DI ALBERTO GIAMMARUCO

PER LA RASSEGNA UBRIACHI DI PAROLE PRESENTAZIONE DI “SCIACUDDHI” DI ALBERTO GIAMMARUCO

C’è una domanda che ci facciamo tutti:

Lo Sciacuddhi esiste davvero?

Anzi no, quella è la domanda che viene alla fine.

All’inizio bisogna capire:

chi è lo Sciacuddhi?

Parte da qui Alberto Giammaruco per raccontare del dispettoso folletto legato all’universo della fiaba e del mito, presente non solo nel Salento ma in diverse parti d’Italia e del mondo.

“SCIACUDDHI – Il misterioso folletto della Grecìa salentina” (Kurumuny 2022) nasce dal lavoro di indagine dei ragazzi delle scuole primaria e secondaria inferiore (media) di Sternatia (Le), che, guidati dalle insegnanti, hanno approfondito passato e presente della creatura misteriosa. I testi dei ragazzi, spesso raccolti dalla viva voce dei propri genitori, nonni, parenti e conoscenti più anziani sono stati adattati e resi nella forma originale presentata nel libro.

Alberto Giammaruco, che ha scritto e illustrato il libro, lo presenterà giovedì 4 agosto alle ore 20.30 a Calimera, nell’ambito di UBRIACHI DI PAROLE, la rassegna itinerante tra corti e cortili del Salento organizzata dall’associazione di promozione sociale L’albero delle parole e dalla Libreria Voltalacarta di Calimera (Le) con il patrocino del Comune di Calimera (Le). Dialoga con l’autore Mauro Scarpa. Introduce Martina Calò. Letture a cura di Roberta Marsano e Milena Pascali. L’appuntamento si svolgerà nel Cortile Casa dei Kalimerti (via Mayro, 28). Per info 3460055069 – 0832405053.

Lo sciacuddhi, il dispettoso folletto protagonista del libro è molto presente nel nostro immaginario e in quello di tante culture dei popoli della Terra, con nomi diversi (nel solo Salento ne ricorrono almeno dieci varianti, Diaulicchiu, Carcarulu, Scarcagnulu, Monaced- dhu, Scazzamurieddhu, ecc., ecc.) e fisionomia e indole sorprendentemente simili a ogni latitudine e longitudine. Cambia il modo di rapportarsi con l’ambiente e cambiano i contesti nei quali agiscono queste creature, imparentate con le famiglie degli elfi, dei troll, dei nani.

Le loro origini sono incerte e molto diverse le interpretazioni che si sono succedute nel corso dei secoli, com’è naturale che sia per questi piccoli esseri, metà umani e metà animali, che appartengono all’universo della fiaba e del mito, al mondo e al pensiero magico.

Molti illustri studiosi e letterati si sono misurati con lo Sciacuddhi. Nel libro sono state scelte tre brevi citazioni (rispettivamente di Matilde Serao, Carlo Levi e Sigismondo Castromediano) a dimostrazione della dimensione sovraterritoriale di questi misteriosi folletti.

Proprio per la difficoltà di associare un volto allo Sciacuddhi, per rappresentarlo l’autore si è rifatto all’universo visivo di un grande maestro artigiano della nostra terra, Nino Giustiziero. Il mastro Geppetto di Maglie, nella sua bottega nella corte dei Droso del centro storico, creava giocattoli da favola, davvero magici e sublimi: giochi costruiti rigorosamente a mano, da materiali di risulta come le vecchie cassette di legno o i trucioli. Maestro Nino si avvaleva solo di un archetto; ritagliava, assemblava con colla, spago e fil di ferro e poi procedeva alle decorazioni. I suoi magnifici Arlecchino, Pulcinella, le sue paperelle, i suoi elfi e nani erano tutti stracallati, proprio come i carretti di un tempo, disegnati e colorati a festa.

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luciani.2006@libero.it

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