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“POTERE E RUOLO MATERNO NELLA SOCIETÀ ODIERNA. DALLA FAMIGLIA CONFUSA ALLA FAMIGLIA DIFFUSA”

“POTERE E RUOLO MATERNO NELLA SOCIETÀ ODIERNA. DALLA FAMIGLIA CONFUSA ALLA FAMIGLIA DIFFUSA”

Tavola rotonda con Laura Pigozzi

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“Potere e ruolo materno nella società odierna. Dalla famiglia confusa alla famiglia diffusa” è il tema della tavola rotonda in programma venerdì 24 febbraio 2017 alle ore 18.30 presso le Officine culturali Ergot a Lecce (piazzetta Falconieri), organizzata dal Dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento.

Con Laura Pigozzi, membro associato di ALIPSI (Associazione Lacaniana Italiana di Psicoanalisi) e della Fondation Européenne pour la Psychanalyse, e autrice di “Mio figlio mi adora. Figli in ostaggio e genitori modello” (Nottetempo, 2016), dialogheranno nell’occasione Mariano Longo, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione Scienze Politiche e Sociali UniSalento; Maria Grazia De Donatis, Psicopedagogista – Gruppo di ricerca Pedagogia della Salute UniSalento; Mimmo Pesare, coordinatore del Centro di Ricerca “Laboratorio di Studi Lacaniani” UniSalento.

> Laura Pigozzi

Laura Pigozzi  è impegnata a leggere le questioni che riguardano le famiglie, il femminile e la voce alla luce della pratica e della teoria analitica. È autrice dei libri: A Nuda Voce (2008), Chi è la più cattiva del reame? (2012, tradotto in Francia da Albin Michel nel 2016), Voci smarrite (2013). È membro associato di ALIPSI (Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi) e membro della Fondation Européenne pour la Psychanalyse. Cura il blog Rapsodia in cui pubblica articoli di psicanalisti e di artisti (www.rapsodia-net.info) e ha fondato il Non Coro, laboratorio stabile di sperimentazione e creatività vocale. Lavora a Milano e in provincia di Verona. Sito: www.pigozzi.info

Il libro “Mio figlio mi adora. Figli in ostaggio e genitori modello”

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Mai come oggi i modelli familiari che ci circondano sembrerebbero essersi ampliati e dinamizzati, mettendo in questione il principio stesso della famiglia “naturale” e mostrandone il carattere ideologico. Eppure, a un’analisi più profonda, anche dietro le famiglie ricostituite, allargate, monogenitoriali e omogenitoriali si rivela un’allarmante immagine della famiglia concepita e custodita come nido inclusivo ed esclusivo: un Uno chiuso in sé, come una sorta di corpo uterino, che ritiene di contenere tutto ciò di cui i suoi membri hanno bisogno. Cedendo all’attrazione del legame “claustrofilico” con i figli e alla sua modalità simbiotica e autoappagante, il mondo viene risucchiato all’interno della famiglia, dimenticando che la crescita è fatta anche di opposizioni, affrancamento, dissonanze, negoziazioni con l’esterno – con l’Altro. In questo testo acuto e provocatorio, Laura Pigozzi infrange la retorica asfittica della famiglia all inclusive e quella di un certo tipo di maternità e genitorialità che circolano in modo pervasivo, mostrando come “la vera filiazione è aver ricevuto dai propri genitori la possibilità di lasciarli” – se è vero, come dice Hannah Arendt, che “gli uomini sono nati per incominciare”.

 

 

 

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