PRESICCE – Blitz delle Fiamme Gialle, smantellata organizzazione mafiosa, 8 arresti per traffico di cocaina e armi
Nelle prime ore del giorno, la Guardia di Finanza coordinata dalla DDA di Lecce ha smantellato un gruppo criminale operante a Presicce-Acquarica tra estorsioni e regolamenti di conti.
L’operazione, nell’ambito di un’articolata e complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce – Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), è stata messa in atto dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, Alcide Maritati.
Il provvedimento restrittivo riguarda 8 soggetti di nazionalità italiana, tutti destinatari della misura cautelare in carcere. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti (articoli 73 e 74 del D.P.R. 309/90), con l’aggravante della disponibilità di armi da sparo.
Gli arrestati sono: Gianluca Ciullo, 41enne originario di Tricase; Cengs De Paola, 51enne di Presicce-Acquarica; Daniele De Florio, 44enne originario di Tricase; Massimo De Milito, 54enne, nato a Casarano; Francesco Guida, 66enne di Presicce- Acquarica; Valentina Ingrosso, 35enne originaria di Scorrano; Nicola Luna, 46enne nato a Gagliano del Capo e Salvatore Martello De Maria, 53enne nato a Galatina.
L’organizzazione criminale e il monopolio della cocaina
L’indagine, condotta sul campo dai militari del GICO – Sezione GOA del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha permesso di ricostruire — anche attraverso specifiche attività tecniche — l’operatività di un gruppo criminale radicato nel Comune di Presicce-Acquarica, con ramificazioni nei territori limitrofi del Basso Salento.
La rete si è rivelata ben organizzata e caratterizzata da una spiccata pericolosità intimidatoria, focalizzata principalmente sulla cessione capillare di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina.
Estorsioni e scontri a fuoco interni
Nel corso delle investigazioni sono emersi dettagli che evidenziano la violenza della consorteria criminale. Oltre a un episodio di tentata estorsione commessa da appartenenti al gruppo, le intercettazioni e i riscontri hanno portato alla luce un grave scontro interno: uno degli indagati ha infatti attentato alla vita di un altro sodale, esplodendo ben cinque colpi d’arma da fuoco. L’agguato sarebbe maturato a seguito di accesi contrasti legati al controllo delle forniture di droga e alla gestione dei proventi illeciti del traffico di stupefacenti.
Naturalmente, il procedimento penale versa attualmente nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo a seguito di un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna.