Punti nascita, la posizione di Tria corda: “Servono scelte radicali, non slogan”
In relazione agli interventi apparsi in questi giorni sulla stampa locale sul tema dei punti nascita, Tria Corda ritiene necessario riportare il dibattito sul terreno della responsabilità, della sicurezza e della tutela concreta della vita dei bambini e dei neonati.
Non è più il tempo delle difese campanilistiche, delle mezze soluzioni o delle battaglie di conservazione dell’esistente. Oggi più che mai è il momento delle scelte. Scelte serie, coraggiose, strutturali. Anche radicali, se necessarie. Il tema non è “chiudere” o “aprire” reparti. Il tema è garantire che ogni bambino, ogni neonato, ogni madre, in qualunque momento critico, trovi un sistema capace di intervenire subito, con personale formato, équipe complete, neonatologia, pediatria, anestesia, terapia intensiva neonatale, trasporto materno e neonatale realmente funzionanti.
Le normative nazionali sul percorso nascita indicano da anni una direzione precisa: qualificare i punti nascita, superare la frammentazione, concentrare competenze e risorse dove possono garantire sicurezza reale, organizzare una rete efficiente tra ospedali e territorio. Le soglie di attività non sono numeri astratti: servono a garantire esperienza clinica, prontezza nelle emergenze, continuità assistenziale e riduzione del rischio per madri e neonati.
Tria Corda lo sostiene da 14 anni: il Salento non ha bisogno di una sanità pediatrica dispersa, fragile e diseguale. Ha bisogno di una rete materno-infantile moderna, con punti nascita realmente sicuri, pediatrie territoriali qualificate e un Polo Pediatrico del Salento capace di diventare il cuore di un sistema nuovo.
Le risorse ci sono. Anche le professionalità ci sono. Ma vengono spesso disperse in un modello organizzativo superato, che indebolisce tutti: operatori sanitari, famiglie, bambini. Continuare a difendere ogni presidio così com’è, senza chiedersi se sia davvero in grado di garantire sicurezza, significa eludere il problema.
Tria Corda reclama con forza il diritto alla vita, alla cura e alla sicurezza dei bambini e dei neonati. Questo diritto viene prima di ogni calcolo politico, prima di ogni consenso locale, prima di ogni rassicurazione generica. Chiediamo alla Regione Puglia, alla ASL Lecce e a tutte le istituzioni competenti di aprire immediatamente una fase nuova: una riforma strutturale della rete pediatrica e neonatologica salentina, fondata su qualità, sicurezza, appropriatezza e integrazione territoriale.
Il progetto del Polo Pediatrico del Salento, che Tria Corda porta avanti da 14 anni, non è una rivendicazione associativa. È una proposta di sistema. È la risposta più seria alla domanda che oggi tutti dovremmo porci: dove vogliamo che nascano, crescano e vengano curati in sicurezza i bambini del Salento? Non servono più parole di circostanza. Servono decisioni.