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NARDO’ IL RACCONTO COME RITO COLLETTIVO, NELLE CORTI I GUARDIANI DEL TEMPO

NARDO’ IL RACCONTO COME RITO COLLETTIVO, NELLE CORTI I GUARDIANI DEL TEMPO

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Sabato e domenica salgono sul palcoscenico a cielo aperto le storie delle famiglie e della città

Domani e dopodomani, sabato 14 e domenica 15 luglio, cinque corti del centro storico si trasformano in un autentico palcoscenico a cielo aperto. È in programma I guardiani del tempo – L’arte di raccontare, due serate durante le quali la magia del teatro entrerà nel cuore della città con una serie di brevi rappresentazioni (ripetute più volte), una per ogni corte. Luoghi intimi, nascosti e preziosi, dove ascoltare un rito collettivo, storie che vengono da lontano, racconti di famiglia, come un grande affresco della nostra città. Il tema centrale, infatti, è l’albero genealogico, con i legami familiari, le vite delle case, i piccoli fatti memorabili, voci silenziose di forze antiche sullo sfondo dei grandi eventi della storia di Nardò. Aprono le proprie corti palazzi e residenze private comprese nell’area tra la cattedrale e l’ufficio postale centrale di corso Garibaldi. L’accesso alle rappresentazioni è gratuito, l’inizio è alle ore 20:30.

Le rappresentazioni sono frutto del laboratorio teatrale “L’Arte di raccontare” condotto nei mesi scorsi da Silvia Civilla, direttrice del Teatro Comunale di Nardò, che ha curato anche la direzione artistica dell’evento, assistita da Pietro Pizzuti e Agostino Aresu. Ad affiancare il lavoro dei cittadini di Nardò cinque attori italiani professionisti (Agostino Aresu, Raffaele Braia, Angela Iurilli, Antonella Ruggiero, Valerio Tambone) che per un giorno si metteranno a disposizione dei “non professionisti” per insegnare loro l’arte della narrazione teatrale, in un gioco dove realtà e racconto si fondono insieme. Racconteranno le storie Valeria Castrignanò, Lilia De Giorgi, Bianca Delle Donne, Salvatore Manieri, Antonietta Martignano, Silvana Muci e Giuseppe Piccioli Resta, affiancati dagli attori professionisti e dai bambini (Francesco de Nuzzo, Pier Vito Inno, Giovanni De Simone, Giulio Malandugno, Francesco Marsano), frutto delle radici e semi del futuro, che di questo intreccio sulla memoria non potevano non far parte. In cinque prenderanno parte alle rappresentazioni portando dei loro giovani frammenti di vita familiare. Mentre in strada, lungo il tragitto delle corti, scandirà idealmente questo viaggio la mostra degli alberi genealogici realizzati dai 25 bambini del laboratorio teatrale estivo di Torre Nova 2018 appena concluso. Hanno partecipato al progetto anche Flora Primativo, Rosangela Cisternino, Enrico Schirosi, Luca Re e Simona Schiano di Coscia.

Alla corte n. 1 (palazzo Michele Personè) andrà in scena Uomini del mare, di Giuseppe Piccioli Resta, con Piervito Inno e Valerio Tambone. Un’uscita immaginaria in barca a remi con il padre a ricordare luoghi e nomi d’onore.

Alla corte n. 2 (palazzo Onorato) La storia di una scarpa, di Silvana Muci, con Francesco De Nuzzo e Angela Iurilli. Seconda Guerra Mondiale. Era una bambina appena nata quando il padre fu fatto prigioniero in Africa. Una scarpa rotta le cambiò la vita.

Alla corte n. 3 (palazzo vescovile) A mio padre, di Salvatore Manieri, con Giovanni De Simone e Raffaele Braia. “Pensa a studiare non dimenticarti mai di papà”. Un racconto di un capostazione che apre la scatola dei ricordi per soddisfare un desiderio di un padre.

Alla corte n. 4 (palazzo Zuccaro) Il ricordo di nonna Assunta, di Lilia De Giorgi. Una nonna di oggi ricorda la nonna di ieri, componendo la storia dei suoi antenati. Sempre alla corte n. 4 Nonno Ciccio o Nonno Pippi, di Antonietta Martignano, con Francesco Marzano e Agostino Aresu. Un’archeologa scava nelle radici del suo albero genealogico scoprendo un nonno e un bisnonno.

Alla corte n. 5 (palazzo Sambiasi) Vita mia, di Bianca Delle Donne. Ricordi colorati di un’infanzia che viaggia tra il verde e l’azzurro della Torre dell’Alto di Portoselvaggio, e poi una vita vissuta in Germania. Sempre alla corte n. 5, infine, Un albero in crescita, di Valeria Castrignanò, con Giulio Malandugno e Antonella Ruggiero. “Guai a rifiutare il cibo della nonna, ora che ci sei tu…”. L’albero cresce così velocemente che la nonna non ha il tempo di metabolizzare.

Questa grande performance collettiva è l’evento finale del progetto L’arte di raccontare: i guardiani del tempo, un percorso formativo in grado di insegnare come leggere ad alta voce e utile a riscoprire l’eterna bellezza dei libri, grazie al quale il Comune di Nardò nei mesi scorsi ha partecipato al bando “Città che legge” (iniziativa del Centro per il libro e la lettura del Mibact e di Anci) risultando vincitore per l’area Sud e Isole e fregiandosi dell’appellativo di “città che legge”. Un risultato strepitoso che ha premiato la proposta progettuale di Palazzo Personè tra quelle di altri 184 Comuni dell’area di riferimento.

“I libri e la lettura sono eterni – racconta l’assessore alla Cultura Ettore Tollemeto – non smetteranno mai di affascinare e ci riportano tra le altre cose alla dimensione familiare del racconto, ai legami, alle vite nelle case, a piccoli e grandi fatti della nostra storia, anche cittadina. Queste due serate saranno un viaggio unico e straordinario nelle piccole epopee familiari e nella storia di Nardò. Un appuntamento imperdibile per adulti e bambini, tutti indistintamente debitori nei confronti del tempo e delle cose passate. Un momento affascinante e utile per crescere anche come comunità. Perché con i libri e la lettura non si può che crescere”.

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