Referendum. Presidente ordine nazionale commercialisti censuri scandalosa vicenda Trani
Opportuno inibire uso simbolo e revocando concessione crediti formativi.
“Mi auguro che sulla scandalosa vicenda di Trani, dove il locale Ordine dei dottori commercialisti ha deciso di ospitare il 19 febbraio un evento del comitato del “No” al referendum, intervengano prontamente i vertici nazionali di categoria. Non solo inibendo l’uso di un simbolo che rappresenta tutti i 120 mila professionisti del settore in Italia e, dunque, non può in alcun modo essere di parte, ma soprattutto revocando l’elargizione dei crediti formativi ai partecipanti. Crediti che getterebbero discredito sui commercialisti italiani, svilendo il ruolo di un’attività che, specie per materie non pertinenti, non può e non deve mai diventare strumento di propaganda referendaria. Sono certo che la maggioranza degli italiani, e di conseguenza anche la maggioranza dei commercialisti, è a favore della riforma, ma non mi sognerei mai di usare il loro simbolo per un’iniziativa che alimentasse anche soltanto il sospetto di una gestione politicizzata degli Ordini professionali. Vogliamo liberi professionisti che siano professionisti liberi. Anche di decidere come votare al referendum, senza che si provi maldestramente a condizionarne le scelte con le menzogne di chi vede franare il potere delle correnti togate sotto i piedi. Tanto più quando si è in presenza di una sovrapposizione di ruoli e di relazioni personali, con l’arroganza tipica di chi è portato a pensare che le strutture ordinistiche gli appartengano e, dunque, se ne possa disporre a proprio uso e consumo. Non è così, e mi auguro che questa palese violazione, lieve soltanto in apparenza, venga prontamente censurata da chi ha la responsabilità di rappresentare a livello nazionale un’intera categoria”. Lo dichiara il deputato Davide Bellomo, capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia e coordinatore della campagna referendaria di Forza Italia Puglia per le ragioni del “Sì”.