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RENZI A LECCE EVITA LA CONTESTAZIONE E CALDEGGIA IL “SI” AL REFERENDUM PER UN FUTURO MIGLIORE

RENZI A LECCE EVITA LA CONTESTAZIONE E CALDEGGIA IL “SI” AL REFERENDUM PER UN FUTURO MIGLIORE

MATTEO RENZI

Di ritorno da Atene, il premier Matteo Renzi si è fermato a Lecce dove, dopo aver  dribblato tutti coloro che lo aspettavano all’ingresso principale, entrando al Politeama Greco da un’entrata secondaria, ha avuto un incontro pubblico in cui, tra l’altro, ha fatto intravedere una certa apertura nei confronti della legge elettorale “l’Italicum” ma ha sostenuto, principalmente, le ragioni del “SI” al prossimo referendum costituzionale. Sulla prima ha detto: “La legge elettorale – ha detto – si può cambiare. Ascoltiamoci, sediamoci a un tavolo, e arriviamo a trovare una soluzione”. Per quanto riguarda il secondo argomento queste le parole di Renzi: “E’ legittimo votare No – ha avvertito però Renzi – ma chi vota No si tiene l’Italia nella palude” . “Quelli della vecchia guardia, protagonisti di tante riforme mancate, sono tutti per il No”.

Non è mancato un riferimento ai rapporti con l’Europa e in un passaggio del suo intervento ha detto: “è finito il tempo dei sorrisini, c’è bisogno dell’Italia e degli italiani, in Europa e nel mondo”. Perché accada, tuttavia, ha sottolineato “è necessario che l’Italia ci creda per davvero. L’Europa non è solo un insieme di regole astratte e per questo c’è bisogno di noi”, sottolinea Renzi ricordando il vertice di Euro-Med ad Atene appena concluso.

Rispetto alla situazione politica interna e specificatamente ai problemi che si stanno verificando al Comune di Roma, Matteo Renzi così si è espresso: “A me dispiace quello che accade perché prima di essere segretario del Pd io sono un cittadino e sono triste se un assessore della capitale non dura più di un giorno. Io ho dato la mia disponibilità al sindaco di Roma a fare tutto il possibile”.

Il punto focale dell’incontro arriva allorchè l’argomento è il referendum: “il Parlamento più numeroso e costoso dell’Occidente e quel bicameralismo paritario” che, in fondo, nemmeno i padri costituenti volevano, ma che fu frutto di un compromesso. Il 9 settembre del 1979, in un celebre discorso, fu Nilde Iotti – lo ribadisce il premier/segretario del PD, proprio per rintuzzare le critiche dell’ala sinistra del proprio partito – a dire basta al bicameralismo così com’è. Attacca la vecchia guardia, tutta schierata per il no e conclude con: “Chi vota no, ed è legittimo, significa tenere l’Italia nella palude”.

Bisogna puntare sul futuro e per farlo la ricetta Renzi è: “Io conto su fatto che questa riforma deve essere solo illustrata, chiedo a tutti voi uno sforzo civile e civico. Chi è per il no gode del nostro rispetto, ma se qualcuno di voi pensa che questa riforma sia importante per il futuro, per i nostri figli, per il ruolo del nostro paese, vi prego diamoci una mano. Raccontiamo perché serve questa riforma”.

 

 

 

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