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RIPRENDE A TARANTO IL PROCESSO PER DISASTRO AMBIENTALE CONTRO L’ILVA

RIPRENDE A TARANTO IL PROCESSO PER DISASTRO AMBIENTALE CONTRO L’ILVA

Incidente Ilva

Nuovo step per il processo ‘Ambiente Svenduto’. Questa mattina a Taranto riprende in Corte d’Assise il processo  sul reato di disastro ambientale dell’Ilva. Quarantasette i rinviati a giudizio, tra cui molti nomi “eccellenti”, come gli imprenditori Fabio e Nicola Riva, proprietari dell’azienda, l’ex presidente Bruno Ferrante, gli ex direttori del siderurgico di Taranto, Luigi Capogrosso e Adolfo Buffo, diversi dirigenti, pubblici amministratori, sia in carica, come il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, che ex come il governatore pugliese Nichi Vendola e il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido.

Diverse le accuse, come l’associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale di cui devono rispondere i Riva.

Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha respinto l’istanza di ricusazione formulata dalla difesa di uno degli imputati, motivo per cui rimane competente nel procedimento la Corte d’Assise. La Cassazione aveva eccepito sul fatto che gli stessi magistrati potessero presiedere in processo in Assise, visto che si erano già pronunciati sulla posizione del loro assistito, l’ex assessore della Provincia di Taranto, Michele Conserva, con delega all’Ambiente. La stessa Corte oggi dovrà esprimersi in merito alla costituzione di nuove parti civili nel processo di Taranto. Ad oggi sono quasi un migliaio tra ministeri, Regione Puglia, Comune di Taranto, sindacati, associazioni ambientaliste e di agricoltori, allevatori, mitilicoltori, nonché cittadini e lavoratori, che rivendicano di aver subito danni e decessi a seguito dell’inquinamento dell’Ilva.

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