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ROMA: CONTE E DI MAIO SUL DECRETO DI DIGNITÀ: “DIAMO UN COLPO MORTALE AL PRECARIATO”

ROMA: CONTE E DI MAIO SUL DECRETO DI DIGNITÀ: “DIAMO UN COLPO MORTALE AL PRECARIATO”

Il Misistro del Lavoro Di Maio Il Premier Giuseppe Conte

Il Misistro del Lavoro Di Maio
Il Premier Giuseppe Conte

Premier e Ministro del Lavoro hanno rilasciato delle dichiarazioni sul Decreto di Dignità e sulla questione del gioco d’azzardo

Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro, ha così commentato il Decreto di Dignità dopo che lo stesso è stato licenziato dal Governo:

“Abbiamo dato – ha detto Di Maio – un colpo mortale al precariato ed eliminato il Jobs Act. Siamo il primo Paese che dice stop al gioco d’azzardo e dice di no alle multinazionali che vengono qui, prendono soldi e delocalizzano“.

Il vicepremier ha spiegato anche la scelta di abbassare la durata massima dei contratti fino a 24 mesi: “Vogliamo tutelare – ha sottolineato Di Maio – i lavoratori onesti senza danneggiare le imprese. Agli imprenditori posso dire di stare tranquilli perché noi siamo dalla loro parte per far calare il costo del lavoro“. Particolare importanza Di Maio la dedica al gioco d’azzardo: “Migliaia di famiglie – ha dichiarato – sono finite sul lastrico. Per fermare questa cosa diciamo basta ai messaggi subliminali, con la pubblicità, con i testimonial famosi che sponsorizzano questo brand“.

Sul Decreto di Dignità è intervenuto anche il Premier Giuseppe Conte: “Vogliamo recuperare la dignità dei lavoratori e delle imprese. Sono lieto di presentare il primo decreto da parte del governo che si basa sul recupero della dignità dei lavoratori e delle imprese. Noi abbiamo deciso di adottare misure che contrastano la precarietà. Questa è una condizione che non può protrarsi nel tempo e ma soprattutto che non deve essere l’unica misura dei rapporti di lavoro“.

Anche Conte si è soffermato sulla questione del gioco d’azzardo: “Ci siamo battuti con misure contro questa dipendenza e tutte le iniziative sono nel programma. Noi non vogliamo forme di patologie come possono essere l’alcol e le sostanze stupefacenti. E queste non devono essere aiutate con iniziative pubblicitarie”.

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