Rubrica “Il diario del Ben Essere” a cura di Giovanna Maletesta
Le Costellazioni Familiari: un viaggio nel passato per ritrovare armonia nel presente
Segue prima parte 07 ottobre 2025
Come Funzionano le Costellazioni?
Durante una sessione, il cliente (chiamato “costellatore”) presenta il problema su cui vuole lavorare. L’operatore chiede al cliente di scegliere alcuni partecipanti del gruppo che rappresentino i membri della sua famiglia (ad esempio, il padre, la madre, un fratello, ecc.) e di posizionarli nello spazio.
Questi “rappresentanti” spesso iniziano a sentire sensazioni fisiche o emozioni che non sono le loro, ma che appartengono ai membri della famiglia che stanno rappresentando. Questo fenomeno, chiamato campo morfico o campo di risonanza, permette di rendere visibili le dinamiche nascoste. Il terapeuta guida il lavoro, intervenendo con frasi risolutive o spostando i rappresentanti per ristabilire l’ordine e l’equilibrio nel sistema.
Benefici
I benefici delle Costellazioni Familiari sono molteplici e possono manifestarsi in diversi ambiti della vita:
Risoluzione di conflitti: permettono di sbloccare e sciogliere nodi irrisolti nelle relazioni familiari, portando a una maggiore comprensione e accettazione.
Miglioramento della salute: molti problemi di salute, in particolare quelli psicosomatici, possono avere radici nel sistema familiare. Le Costellazioni possono aiutare a trovare un nuovo equilibrio e a favorire la guarigione.
Successo professionale: la nostra carriera e il nostro successo lavorativo possono essere influenzati dalle dinamiche familiari. Sciogliere i legami negativi può liberare l’energia necessaria per prosperare.
Pace interiore: ritrovare il proprio posto e la propria dignità nel sistema familiare porta a un profondo senso di pace e di armonia interiore.
Le Costellazioni Familiari, come metodo terapeutico, non rientrano nella psicologia clinica tradizionale e non sono supportate da una vasta mole di studi scientifici rigorosi, nel senso in cui lo sono, per esempio, la terapia cognitivo-comportamentale o la psicoanalisi. Il loro fondatore, Bert Hellinger, non era uno scienziato e la sua metodologia si basa su un approccio fenomenologico ed esperienziale, più che su evidenze empiriche.
Il Concetto di “campo morfico” e la scienza
Uno degli elementi importanti è il “campo morfico”, o “campo di risonanza”. Questo concetto è stato originariamente teorizzato dal biologo Rupert Sheldrake. Egli suggerisce che esistano campi non materiali che influenzano la formazione e il comportamento di sistemi organizzati, siano essi biologici, sociali o fisici. Secondo la sua ipotesi, la memoria non è solo immagazzinata nel cervello, ma è anche accessibile attraverso questi campi.
Punto di vista scientifico: la teoria dei campi morfici di Rupert Sheldrake è considerata una ipotesi scientifica non dimostrata. La comunità scientifica, in particolare quella accademica e quella legata alla biologia evolutiva, non la accetta come parte del corpus di conoscenze scientifiche consolidate. I suoi lavori sono spesso etichettati come “pseudoscienza” o, nella migliore delle ipotesi, come “scienza di confine” (fringe science), poiché non esistono prove empiriche verificabili che supportino l’esistenza di tali campi.
Le Costellazioni Familiari nella ricerca terapeutica
Nonostante la mancanza di una base scientifica nel senso stretto del termine, alcuni ricercatori hanno tentato di studiare gli effetti delle Costellazioni Familiari utilizzando metodologie di ricerca.
Studi qualitativi e casi clinici: gran parte della letteratura esistente sulle Costellazioni Familiari è di tipo qualitativo, basata su testimonianze, resoconti di casi clinici e interviste. Questi studi possono fornire una visione dei potenziali benefici percepiti dai partecipanti (come una maggiore comprensione, la riduzione dello stress o il miglioramento delle relazioni), ma non sono considerati sufficienti per dimostrare l’efficacia del metodo in modo scientificamente robusto.
Giovanna Maletesta
Puoi scrivermi: benessere365gm@gmail.com
Fine seconda parte