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RUFFANO: DISTRUTTA L’AZIENDA DI UN GIOVANE AGRICOLTORE DA UN INCENDIO DOLOSO

RUFFANO: DISTRUTTA L’AZIENDA DI UN GIOVANE AGRICOLTORE DA UN INCENDIO DOLOSO

Coldiretti: I piromani stanno devastando le campagne pugliesi

Di seguito un comunicato diffuso da Coldiretti Puglia:

Un incendio doloso ha mandato in fumo i sogni di un giovane agricoltore di Ruffano che ha perso in poche ore capannone, attrezzi, impianto irriguo e prodotti per i campi, oltre a 100 quintali di legna eradicata che era in procinto di vendere. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia che chiede una maggiore dotazione di uomini e mezzi per gli interventi antincendio, perché la frequenza e la pericolosità degli episodi, oltre a danneggiare le aziende agricole, mettono a repentaglio la sicurezza di cittadini e automobilisti.

L’incendio, divampato in un campo vicino, si è propagato perimetralmente nel campo del giovane agricoltore di Ruffano che non ha potuto sedare le fiamme – aggiunge Coldiretti Puglia – a causa dell’impianto irriguo mangiato dalla fiamme, mentre i Vigili del Fuoco erano impegnati a spegnere un incendio in un campo che costeggia la Strada Provinciale di Gallipoli, tanto da fermare la circolazione stradale e far invertire la direzione di marcia delle auto che hanno transitato contromano. Il giovane agricoltore è stato soccorso da agricoltori della zona che con i trattori e le irroratrici hanno spento le fiamme – dice Coldiretti Puglia – e solo in seguito ha potuto iniziare la conta dei danni.

“I piromani stanno devastando le campagne pugliesi da sud e nord della regione, con territorio, ambiente, agricoltura, animali che risultano le prime vittime dei roghi”, prorompe Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Nel 2020 sono stati eseguiti 5.568 interventi antincendio rispetto ai 4.181 del 2019, di cui 183 incendi boschivi rispetto ai 166 del 2019 con una impennata del 33%, secondo i dati della Protezione Civile della Regione Puglia, con l’estrema fragilità del Salento – insiste Coldiretti Puglia – a causa degli alberi secchi, i campi abbandonati e la sterpaglia che offrono il fianco ad incendi per autocombustione, ma per il 95% risultano originati da comportamenti rischiosi e dolosi.

La provincia di Lecce, nel 2020, è stata la più colpita con 2.718 interventi su 5.568, segue la provincia di Bari con 795 operazioni antincendio e subito a ruota la provincia di Foggia, con un numero di incendi annuali che raggiunge fino ai 6000 interventi.

“Una situazione angosciante per la Puglia – rincara la dose Benedetta Liberace, leader di Coldiretti Giovani Impresa Puglia – che i nostri giovani agricoltori si trovano ad affrontare, perché, al netto di atteggiamenti scellerati di piromani in azione in tutta la regione, è mancata l’opera di prevenzione, sorveglianza e soprattutto di educazione ambientale sul valore inestimabile di un patrimonio determinate per la biodiversità e per la stabilità idrogeologica del territorio”.

Le conseguenze degli incendi in termini ambientali ed economici sono drammatici – conclude Coldiretti Puglia – con le fiamme che fanno salire la temperatura fino ad oltre 750 gradi, provocando effetti devastanti come il deterioramento del suolo, la scomparsa della biodiversità, il degrado ecologico, la perdita di produzioni legnose e non legnose, il disordine idrogeologico, i cambiamenti climatici dovuti alle emissioni di anidride carbonica, l’inquinamento da fumi e la distruzione della fauna.

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